Comunicati stampa

08/08/2008 11:25 Aria d'estate inquinata in alta quota. Ecco i rilevamenti della Carovana delle Alpi

Ozono nemico numero uno nelle Alpi Centrali. A Livigno il top dell'inquinamento

Vado in montagna per respirare un po' di aria pulita: questa l'idea dei molti turisti che anche quest'anno hanno scelto le località alpine per trascorrere le proprie vacanze. Peccato però che l'aria in montagna proprio pulita non lo sia, come indicano i monitoraggi effettuati dalla Carovana delle Alpi, l'annuale spedizione di Legambiente che analizza lo stato di salute delle nostre montagne. Anche quest'anno è l'ozono l'osservato speciale, gas tossico che si genera a causa dell'inquinamento atmosferico prodotto da traffico e industrie i cui effetti però si manifestano in modo accentuato sulla montagna alpina e prealpina. Disastrosa la situazione a Livigno (So), paradiso fiscale dei camionisti, che nel mese di luglio ha raggiunto concentrazioni medie di ozono pari a 139 microgrammi per metro cubo. Ma anche lo Zoncolan (Ud), storica tappa del giro d'Italia, si posiziona molto male facendo registrare quantità di gas tossico pari a 125 μg/mc. Sul terzo gradino del podio delle località peggiori troviamo infine Ponte di Legno (Bs), con valori superiori ai 103 μg/mc. Il quadro è decisamente migliore invece sulle Dolomiti: si respira bene infatti a Moena (Tn) dove, con livelli di poco sopra ai 31 μg/mc, l'associazione ambientalista assegna un ottimo per la qualità dell'aria.

Sono preoccupanti quindi i dati sull'inquinamento atmosferico rilevati anche quest'estate da Legambiente in diverse località montane e la situazione, sia pure alleviata da una stagione caratterizzata da frequenti passaggi di perturbazioni sull'arco alpino, resta allarmante specie nelle aree più vicine alla metropoli lombarda, in particolare in Alta Valtellina e Alta Valle Camonica. Mediocre la qualità dell'aria sull'arco alpino occidentale, dove ad esempio a Limone Piemonte (Cn) la concentrazione di gas tossico è stata pari a 89 μg/mc mentre nelle valli di Susa e d'Aosta il quadro è risultato leggermente migliore.

“L'inquinamento d'alta quota è un effetto collaterale della principale attività economica delle Alpi, quella turistica, con milioni di visitatori che raggiungono le località alpine con l'automezzo privato per mancanza di alternative confortevoli e affidabili – ricorda Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - Ben diverse sono le politiche che dovrebbero essere attivate se l'Italia finalmente attuasse l'accordo internazionale, la Convenzione delle Alpi, il cui recepimento, datato 1999, è una delle più disapplicate tra le leggi in campo ambientale. Puntare sulla mobilità collettiva vuol dire mettere in campo investimenti che vanno a beneficio non solo dei turisti, ma anche degli abitanti delle migliaia di borghi che costellano l'arco alpino italiano”.

L'ozono è un gas dannoso per la salute umana ma anche per la vegetazione e le colture agrarie; le sue concentrazioni sono elevate nella stagione estiva in quanto la sua formazione nella bassa atmosfera richiede una forte radiazione solare. Precursori della formazione dell'ozono sono in particolare gli idrocarburi aromatici e gli ossidi d'azoto, tipicamente prodotti dai tubi di scarico di auto e veicoli pesanti oltre che da fabbriche e inceneritori. Una volta formatosi, l'ozono viene trasportato a grande distanza dalle correnti atmosferiche, e i suoi livelli sono spesso molto più alti in aree montane rispetto alle stesse città e alle autostrade che ne sono la principale fonte.

“Le catene montuose sono ambienti particolarmente sensibili agli inquinamenti, specialmente ad alta quota - commenta Damiano Di Simine, responsabile dell'Osservatorio Alpi di Legambiente - per questo tutti i Paesi confinanti stanno sviluppando politiche e programmi che puntano a ridurre il traffico stradale attraverso disincentivi fiscali e grandi investimenti ferroviari. In Italia siamo invece al paradosso, di cui Livigno è la punta dell'iceberg: paradiso di camionisti e automobilisti che congestionano il 'piccolo Tibet' per fare la fila ai distributori di carburante a basso costo in virtù di un anacronistico ed iniquo privilegio fiscale”.

 

Dalla Val D'Aosta al Friuli Venezia Giulia, continuano anche in agosto le tappe della VI edizione della Carovana delle Alpi la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ogni anno effettua il “check up” sullo stato di salute dell'ambiente alpino.

 

Misurazioni di ozono realizzate dai volontari di Legambiente nella Carovana delle Alpi 2008

 

Località

area

Altitudine

Ozono, μg/mc

Giudizio qualità

Limone Piemonte (CN)

Alpi Liguri

1000

89

mediocre

Susa (TO)

Alpi occidentali

500

71

mediocre

Courmayeur (AO)

Alpi occidentali

1200

70

mediocre

Pontedilegno (BS)

Alpi Retiche

1300

104

scarsa

Bormio (SO)

Alpi Retiche

1200

81

mediocre

Livigno (SO)

Alpi Retiche

1800

139

pessima

Bolzano

Alpi Retiche

300

55

buona

Ortisei (BZ)

Dolomiti

1200

68

buona

Siusi (BZ)

Dolomiti

1000

62

buona

Moena (TN)

Dolomiti

1200

31

ottima

Cortina (BL)

Dolomiti

1200

64

buona

Rivamonte (BL)

Dolomiti

1000

67

buona

Forni di Sopra (UD)

Carnia

900

56

buona

Zoncolan (UD)

Carnia

1500

125

pessima

Dati medi di concentrazione atmosferica di ozono (O3) rilevata nel periodo 25 giugno- 15 luglio 2008

 

Commento tecnico ai dati:

Pur essendo dati medi, e come tali non direttamente comparabili con le soglie di legge che invece si riferiscono ai valori di picco, che normalmente si misurano nelle ore più luminose della giornata e nei giorni di buona insolazione e calma di vento, è possibile dire che una misura media su base bisettimanale superiore a 70 microgrammi/mc implica una elevata probabilità che vi sia stato almeno un superamento delle soglie di informazione (180 microgrammi/mc), mentre una concentrazione superiore a 120 mg/mc implica un superamento sistematico della soglia di attenzione e almeno un probabile superamento della soglia di allarme (240 microgrammi/mc). Trattandosi di inquinamento secondario la cui origine (precursori) è in gran parte remota, i livelli di inquinamento sono funzione delle condizioni meteorologiche (correnti dominanti,velocità dei venti, radiazione solare al suolo, ecc.) e altimetriche, oltre che di distanza dalle principali fonti emissive, corrispondenti alle grandi aree urbane e industriali e alle grandi infrastrutture di trasporto stradale.

 

Il programma completo di Carovana delle Alpi può essere scaricato dal sito www.legambiente.org

 

L'ufficio stampa Carovana delle Alpi – Legambiente

 Mario Petitto 349 1074971

Alice Scialoja 339 3945428

Sabina Galandrini 328 844 27 04

 

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