Comunicati stampa

16/02/2009 13:28 Pinguini sfilano sulla scalinata di piazza di Spagna al grido "I Love Kyoto"

Legambiente: “L’Italia adotti una strategia per attuare gli obiettivi del protocollo”

 

Trenta pinguini lungo la scalinata di piazza di Spagna a Roma al grido di “I love Kyoto”. Così Legambiente ha celebrato questa mattina l’anniversario della firma del Protocollo di Kyoto per ricordare ancora una volta la necessità che l’Italia adotti una strategia precisa nella lotta all’effetto serra e ai mutamenti climatici.

Al centro della performance mascherata dei volontari ambientalisti la richiesta di fermare la febbre del pianeta, non incentivando lo sviluppo di carbone e nucleare, ma piuttosto investendo su fonti rinnovabili e risparmio energetico. Le foto

Il nostro Paese non ha ancora adottato una precisa strategia per attuare gli impegni dal primo periodo di azione del protocollo di Kyoto – ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente –. Al termine del primo anno di effettiva validità degli impegni previsti dal protocollo (2008-2012), che per l’Italia prevedevano un taglio complessivo del 6,5% delle emissioni, queste dal 1990 ad oggi sono cresciute, invece, del 9,9%. Oltre a non avere un valido piano di azione per metterci al passo con gli obiettivi del Protocollo, in Italia si rilanciano carbone e nucleare a danno dello sviluppo di rinnovabili ed efficienza energetica. Così, in modo paradossale, rispetto agli Stati Uniti che annunciano un "Green New Deal" di rilevanza storica, il nostro Paese sceglie ancora una volta di tornare al passato con una politica energetica fondata sulle fonti più sporche e pericolose, perdendo di nuovo l’occasione di trasformare l’emergenza climatica in rilancio dell'economia”.

Per diminuire l’inquinamento in Italia e garantire così qualità del territorio e vivibilità dell’ambiente circostante, diviene sempre più necessario, infatti, intervenire sulle ingenti sostanze tossiche prodotte dagli impianti industriali. Agli inquinanti “classici” prodotti dal traffico nell’aria italiana si aggiungono, infatti, in gran quantità diossine e furani, policlorobifenili, mercurio, piombo o cadmio: composti chimici, tossici e, in alcuni casi cancerogeni, emessi da fonti industriali. Solo nel 2007 in Italia 12 impianti hanno emesso il 15% della CO2 nazionale, ben 4,7 milioni di tonnellate di Co2 in più rispetto ai limiti previsti dalla direttiva europea dellEmission trading scheme (ETS). Dati sconcertanti che richiedono interventi normativi ed economici da parte del governo italiano in tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

 

 

Ecco l'elenco dei 12 impianti “nemici del clima”:

 

Impianto

Società

CO2                     in Milioni di tonnellate

Limiti ETS  CO2                         in Milioni di tonnellate

 Differenza

Centrale di Brindisi sud

ENEL

14,2

13,4

+0,8

ILVA di Taranto

ILVA

10,6

9,0

+1,6

Centrale di Taranto

EDISON

9,5

8,5

+1,0

Raffineria di Sarroch

SARAS

6,3

6,2

+0,1

Centrale di Montalto di Castro

ENEL

4,6

7,3

-2,7

Centrale di Fiume Santo

E.ON

4,3

3,6

+0,7

Centrale di Fusina

ENEL

4,2

4,8

-0,5

Raffineria di Gela

ENI

3,9

3,7

+0,2

Centrale Termoelettrica Vado Ligure

TIRRENO POWER

3,8

3,3

+0,5

Centrale di La Spezia

ENEL

3,7

3,4

+0,3

Centrale di S. Filippo Mela

EDIPOWER

3,3

1,4

+2,0

Centrale di Monfalcone

E.ON

3,0

2,2

+0,7

TOTALE

 

71,4

66,7

+4,7

 

 

Per conoscere tutte le iniziative della Settimana Amica del Clima:  www.legambiente.eu  

 

 

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