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2 Settembre 2010

Comunicati stampa

04/11/2009 17:14 Relitto di Cetraro

Legambiente: “ Sgombrare i dubbi e chiarire le incongruenze perché si arrivi alla verità"

“Sulla vicenda riguardante il relitto trovato al largo di Cetraro, è lecito chiedere che venga fatta chiarezza e una verifica riguardo le incongruenze perché si sgombri il campo da qualsiasi dubbio e perplessità – dichiara Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente e responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità dell’associazione -. Per questo, già all’inizio delle azioni di monitoraggio presso il relitto, in nome di una vera e propria “operazione trasparenza”, avevamo chiesto al Ministero dell’Ambiente di condividere tutte le fasi di ricerca coinvolgendo ricercatori indipendenti che garantissero all’operazione trasparenza e qualità. In questi lunghi anni siamo stati abituati ad azioni di depistaggio, bugie, inquinamento delle prove, che hanno gettato un velo di omertà e di mistero che ci ha allontanati sempre più dalla verità".

“Per questo chiediamo con assoluta urgenza che si arrivi a una parola di verità – aggiunge Nuccio Barillà, del direttivo nazionale di Legambiente − e a stabilire con esattezza quanti e quali relitti esistano in quello specchio di mare e dove precisamente essi giacciano sepolti, alla luce soprattutto di quanto emerso in questi giorni sulla stampa che, dopo il ritrovamento della Catania, segnala l’esistenza di almeno altre tre navi affondate nella stessa zona. Da un documento della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, emerge, infatti, la conferma della presenza di tre relitti inabissati in punti non lontani da quel tratto di costa, relitti che non corrispondono alla nave “Catania”. Nello stesso documento si parla anche del ritrovamento in mare di alcuni fusti da parte di pescatori della zona. Rigel, Cunsky, Michigan, Yvonne A: sono solo alcuni dei nomi delle navi dei veleni che aspettano ancora di essere trovate. Solo allora si riuscirà a fare chiarezza e giustizia su una vicenda che coinvolge vite umane e che rappresenta una continua minaccia per l’equilibrio ambientale".   

 

 

 

Ufficio stampa Legambiente 06.86268353-99-60-76

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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