9 Febbraio 2010
“1,8 miliardi subito per cantieri infiniti. A guadagnarci non sono i cittadini ma solo Impregilo”
“Per quale ragione stanziare 1,3 miliardi per il Ponte sullo Stretto quando non si ha ancora un progetto definitivo e manca lo studio di fattibilità economica? Il tutto, forse, potrà servire a convincere gli investitori privati a mettere quella quota, pari al 60% del totale, sulla quale vige ancora il più totale mistero?”
Così Edoardo Zanchini, responsabile Trasporti e infrastrutture di Legambiente commenta il via libera del Cipe alla fase di progettazione del Ponte sullo stretto.
“La crisi economica - continua Zanchini - ha colpito pesantemente settori basilari come la sanità e il welfare. Piovono tagli in tutti gli ambiti, non ci sono soldi per i cassintegrati né si riesce ad assicurare un servizio efficiente e dignitoso per i milioni di pendolari che ogni giorno utilizzano treni locali e mezzi pubblici, eppure, per risollevare le sorti del Sud, si continua a riproporre un’opera inutilmente faraonica, che nel periodo della crisi delle banche rischia solo di trasformarsi in un cantiere infinito, lontanissimo dalle aspettative di chi vede nelle grandi opere la soluzione per migliorare mobilità ed efficienza del Paese”.
Ancora più incomprensibile è la situazione per quanto riguarda il Terzo Valico ferroviario tra Milano e Genova: per un’opera che dovrebbe costare complessivamente 5,1miliardi sono stanziati infatti 500milioni. Ma la quota annua prevista di finanziamento è 150milioni di Euro per tre anni e nessuna certezza per il futuro, quindi, con queste risorse l'opera si potrà realizzare, nella migliore delle ipotesi, in 30 anni. “Qual è il senso - ha concluso Zanchini - di una previsione di spesa di questo tipo, che sperpera risorse necessarie per ben altre emergenze, e che sarebbero utilissime, per esempio, per acquistare subito nuovi treni per i pendolari? A guadagnare da queste scelte, non saranno certo i cittadini, ma solo chi andrà ad aprire quei cantieri che si candidano già a diventare infiniti, ossia, in larga parte, la Società Impregilo. Il Governo pensi piuttosto alle necessarie opere di mobilità e di messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti”.
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