9 Febbraio 2010
Dal 2011 in Italia al bando le buste di plastica:
tra tasse e divieti, i Paesi che hanno già provveduto a disincentivarle nel mondo
Sacchetti biodegradabili per ridurre la quantità dei rifiuti: è questo uno dei temi centrali del weekend di appuntamenti di Ridurre si può, la campagna di Legambiente che, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, tornerà il 28 e 29 novembre per promuovere buone pratiche di gestione dei rifiuti. Tantissime le iniziative per sostenere la prima e più disattesa tra le 4 R del principio comunitario: “Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero di energia”.
Nel weekend gruppi di volontari saranno impegnati davanti all’uscita dei supermercati per svuotare dagli imballaggi inutili i carrelli, dimostrando quanto packaging superfluo compriamo insieme alla spesa e quanto sarebbe più sano per l’ambiente scegliere prodotti sfusi, alla spina, con confezioni monomateriali riciclate o riciclabili, ma anche per incentivare l’uso degli shopper in bioplastica e delle sportine in tessuto. Sono queste, infatti, le valide alternative al tradizionale sacchetto della spesa, a cui dobbiamo tutti abituarci soprattutto in vista dell’eliminazione totale delle buste di plastica prevista nel nostro Paese per il gennaio 2011. Ai clienti in uscita, quindi, sarà mostrata anche la resistenza dei bio-shopper rispetto a quella dei tradizionali sacchetti di plastica, per mostrare che non c’è alcuna differenza.
E’ infatti il bio-shopper, la busta della spesa del futuro, ma anche un modo utile e concreto per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici. Solo in Italia, infatti, sono 300mila le tonnellate di buste in plastica tradizionale prodotte all’anno, l’equivalente di 430mila tonnellate di petrolio con l’emissione in atmosfera di circa 200mila tonnellate di CO2.
Realizzato con plastica proveniente da materie prime vegetali rinnovabili, il bio-shopper impiega giusto qualche mese per la decomposizione, niente a confronto dei 400 anni impiegati dai sacchetti di plastica tradizionali, e unisce al vantaggio della biodegrabilità il pregio di essere compostabile, ossia di tornare al terreno sotto forma di sostanze nutritive, diminuendo così l’impiego di fertilizzanti chimici.
La messa al bando degli shopper non degradabili è già una realtà in molti Paesi. In Asia, infatti, sussiste un divieto totale di vendita dei sacchetti in Bangladesh (2002) e Bhutan (2005), mentre i sacchetti sottili, quelli maggiormente inquinanti, sono vietati in India (2002) e Cina (2008). E’ stata inserita la tassazione anche a Taiwan (2003 ma in fase di revisione) e in Israele (2008). E ancora, in Africa c’è il divieto totale di utilizzo dei sacchetti di plastica in Eritrea (2005), in Tanzania e Zanzibar (2006) e il divieto di sacchetti “sottili” in Sudafrica (2003), Uganda (2007) e in Kenya (2008).
Anche alcuni Paesi in Europa hanno iniziato una politica di disincentivazione: nel 2002 l’Irlanda ha imposto una plasttax sui sacchetti di plastica, seguita da Malta (2005) e dal Belgio (luglio 2007), mentre la Danimarca già nel 1994 aveva introdotto una tassa a carico del produttore all’interno di un complesso trattamento fiscale degli imballaggi. Primi accenni in tal senso anche in Sudamerica e Centroamerica dove Città del Messico e Buenos Aires hanno annunciato il prossimo divieto.
Situazione negativa, invece, in Nordamerica dove nessuno Stato ha finora vietato i sacchetti o imposto alcuna tassazione. Un lungo dibattito ha animato, poi, l’Oceania, senza però portare ad alcun risultato: sacchetti non degradabili ancora in vigore in Australia e Nuova Zelanda.
“La produzione e la distribuzione degli shopper biodegradabili è già una realtà concreta nel nostro Paese – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. Il ritardo del governo attuale e di quello precedente rischiano, però, di ostacolare il completamento di questa vera e propria rivoluzione nel settore della petrolchimica che, tra l’altro, vede tra i protagonisti un’azienda italiana. E’ necessario, pertanto, nel nostro Paese completare la filiera di produzione anche con la costruzione di bioraffinerie. Solo così si potranno allontanare nuovamente il rischio di ulteriori proroghe sull’utilizzo delle buste di plastica, una pratica già consolidata in Italia”.
Ed è proprio per scoraggiare l’utilizzo delle shopper di plastica che per tutto il weekend Legambiente sarà impegnata davanti ai supermercati di tutta Italia. Vetrina nazionale di Ridurre si può sarà l’evento del 28 novembre a Roma presso la Coop Laurentino, in via Laurentina. Dalle 9,30 alle 12,00, due sposi d’eccezione vestiti in bioplastica spiegheranno ai clienti l’importanza di fare la spesa con gli accessori giusti, come le borse in tessuto e i sacchetti biodegradabili. Ma sono tante anche le iniziative in tutta Italia: in Campania a Solofra (AV) i volontari saranno presenti per tutta la settimana in cinque scuole per attività di sensibilizzazione, mentre a Nocera Inferiore (Sa), saranno coinvolte le scuole nella promozione del compostaggio domestico. In Lombardia, a Milano Ridurre si può incontra anche la locale “Festa del Condominio” per una particolare edizione della giornata con il calcolo della Co2 prodotta dagli imballaggi. In Piemonte, a Torino (To) saranno presenti laboratori creativi per la fabbricazione di oggetti con materiali di recupero. In Friuli Venezia Giulia, a Monfalcone (Go), il concorso “Uno slogan per l’ambiente” chiamerà le scuole medie ed elementari di San Canzian d’Isonzo a inventare uno slogan di promozione per la tutela del territorio. In Veneto, a Follina (Tv) dibattito sulla riduzione della produzione dei rifiuti presso l’Auditorium di Follina, organizzato dal Comune in collaborazione con Legambiente. In Toscana, a Grosseto,” al Centro Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile di Legambiente “Il Girasole” domani, venerdì 27 le scuole saranno coinvolte in lezioni con i volontari, mentre nel pomeriggio ci si sposterà presso il centro Coop per promuovere la campagna “Disimballiamoci”. In Sardegna, a Sinnai (CA) Ridurre si può sarà al centro commerciale “Le Palme”. Nel Lazio, a Roma, presso l’università Roma3, un convegno dal titolo “Sviluppiamo la raccolta “ porta a porta” a Roma!” approfondirà i temi promossi dalla campagna di Legambiente. In Umbria, a Narni (TR) saranno distribuite shopper in mater-bi all’uscita dei maggiori punti vendita del territorio. Nelle Marche, ad Ancona (An), Ridurre si può sarà ospite della Fiera di Ancona “Eco and Equo 2009”. In Abruzzo, a Giuliano Teatino (CH) si terrà un convegno il 29 novembre sulla riduzione dei rifiuti, mentre in Basilicata, a Potenza, gruppi di volontari distribuiranno materiale informativo e sacchetti in mater-bi con lo scopo di coinvolgere i cittadini ma anche la piccola e grande distribuzione nell’iniziativa. In Calabria, a Catanzaro i volontari saranno presenti in cinque punti insieme al Banco Alimentare.
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