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2 Settembre 2010

salvalarte

Salvalarte 1999



Che cosè Salvalarte

Tutti pronti? Torna Salvalarte: il viaggio di Legambiente attraverso l’Italia alla scoperta del suo inestimabile patrimonio artistico, distribuito da nord a sud senza distinzione, dalle grandi città ai piccoli centri. Per denunciare lo stato di degrado in cui spesso giace, per attivare le energie e le risorse necessarie per il suo recupero, per promuoverne la valorizzazione.

Quest’anno Salvalarte, che spegne la quarta candelina, è realizzata con il contributo di Montedison e ha il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero dell’Ambiente.

L’arte da salvare

Il viaggio continua, si riparte. In un paese come l’Italia, infatti, nel quale si concentra la maggiore densità al mondo di beni culturali, le emergenze monumentali cui far fronte sono davvero tante. Come, per esempio, quella di Piazza Armerina, in Sicilia, dove la straordinaria Villa Romana del Casale, con i suoi mosaici unici al mondo (tanto che l’Unesco, nel ‘97, l’ha iscritta tra il patrimonio mondiale dell’umanità) è oggetto di atti vandalici e del traffico clandestino di reperti archeologici; come quelle di Baia, la meravigliosa città sommersa nel Golfo di Napoli, o di Castellamonte, in provincia di Torino, dove la Rotonda dell’Antonelli (lo stesso architetto della ben più famosa "Mole" torinese) sta per essere inghiottita da un centro commerciale. Per non parlare di tutti quei monumenti soffocati dall’inquinamento atmosferico, su cui il bianco dei marmi è diventato nero fumo per i depositi di polveri e la pietra si è trasformata in gesso a causa del potere corrosivo dell’anidride solforosa. Insomma: c’è veramente di che lavorare sodo! Salvalarte vuole essere proprio questo: un’occasione per imparare a voler bene all’Italia, una sfida per trasformare il nostro patrimonio artistico da ingombrante eredità del passato a investimentob produttivo, carta vincente per costruire uno sviluppo solido e ambientalmente compatibile e per rafforzare il senso di identità nazionale.

Il programma

La squadra Salvalarte partirà da Napoli il 9 aprile per un viaggio di un mese e mezzo che toccherà 20 città, passando anche per la Sicilia e la Sardegna.

Il passaggio della "carovana" di Salvalarte sarà preceduto a Catania, Napoli, Firenze, Roma e Milano, da quello dei laboratori mobili Syremont, che in prossimità dei monumenti più famosi e visitati effettueranno il monitoraggio della qualità dell’aria per verificare il legame tra inquinamento atmosferico e degrado dei monumenti. Ci divertiremo (si fa per dire...) con l’elaborazione al computer del "degrado virtuale", mettendo in evidenza come potrebbe peggiorare lo stato di conservazione di un monumento senza i necessari interventi di manutenzione, restauro e, soprattutto, se non verranno affrontate a monte le cause del degrado. Proporremo, attraverso la realizzazione di guide ad hoc, itinerari alla scoperta del patrimonio artistico meno conosciuto delle città. Durante ogni tappa saranno organizzati concerti, visite guidate, dibattiti, degustazioni, spettacoli.

Il Viaggio di Salvalarte ‘99

La squadra Salvalarte partirà da Napoli il 9 aprile per un viaggio di un mese e mezzo. Queste le località toccate: Napoli (9, 10, 11 aprile); Catania, Piazza Armerina e Caltagirone (12, 13, 14, 15 aprile); Potenza (16 e 17 aprile); Brindisi (19 e 20 aprile); Loreto e Urbino (22 e 23 aprile); Ravenna, Forlì, Tresigallo (24 e 25 aprile); Rovigo e Verona (26, 27, 28 aprile); Milano (29 e 30 aprile, 1 maggio); Torino (2, 3, 4 maggio); Firenze (5, 6, 7 maggio); Arezzo (8 maggio); Arzachena (9, 10, 11 maggio); Orvieto (12 e 13 maggio); lago di Albano (14 maggio); Roma (15 maggio).

L’arte salvata: I successi di Salvalarte

Arezzo Cupola della Chiesa della Ss. Annunziata: in restauro
Lecce Antica statua del Teatro Romano: restaurata
Matera Chiesa di S.Pietro Barisano: in restauro
Chiesa di Santa Maria La Vaglia: in restauro
Edicole votive: in restauro
Napoli Guglia dell’Immacolata: restaurata
Torino Chiesa di Santa Pelagia: in restauro
Verona Parco delle Mura: restauro finanziato
Viterbo Facciata e tetto della Chiesa del Gonfalone: in restauro
Portali della Chiesa di S. Faustino e Giovita: restaurati
Palazzo Calabresi: in restauro (Progetto Raffaello 97, U.E.)

I nemici dell’arte: l’inquinamento atmosferico

Croste nere: derivano dal traffico automobilistico, si formano per il deposito delle polveri emesse dai tubi di scappamento delle auto. Provocano, in presenza di anidride solforosa in atmosfera, una reazione chimica che trasforma la pietra in gesso

Dilavamento: è causato dalle piogge acide e colpisce le parti del monumento più esposte, che appaiono consumate, erose, con aspetto gessoso.

Vibrazioni: è un altro degli effetti devastanti del traffico automobilistico, che fa oscillare i monumenti, intaccando la stabilità di strutture e rivestimenti.

I nemici dell’arte: scritte e vernici spray

Gli italiani scrivono: sui libri, sui muri dei bagni e, ahimé, sui monumenti, danneggiandoli irrimediabilmente. Le vernici, infatti, penetrano tra le porosità della pietra e, per asportarle, si rischia di danneggiare i materiali. Che fare allora? La parola d’ordine è prevenzione, ma vale la pena ricordare che esistono prodotti che "impermeabilizzano" i monumenti e che, recentemente, è stata approvata una legge che punisce sia gli imbrattatori sia i produttori di aerosol che non indichino sulla confezione il solvente.

L’arte rubata: i numeri

L’arte...dà i numeri. Sono i numeri che ci ha fornito il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico, i numeri dei furti e dei recuperi di opere d’arte, di reperti archeologici, di oggetti dall’inestimabile valore economico e culturale. Sono cifre che fotografano un business miliardario e illegale, nemico giurato di un patrimonio che appartiene alla collettività. Ecco i dati, relativi al periodo 94-98.

10.439: i furti denunciati ai danni di musei, enti pubblici e privati, chiese e privati. 151.907: gli oggetti asportati. 116.365: i reperti archeologici provenienti da scavi clandestini recuperati. 47.260: i falsi sequestrati. 4.212 le persone denunciate, di cui 653 in stato di arresto.

 

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