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2 Settembre 2010

Dossier “Mare Monstrum” 2000

 

Dagli ecomostri sulle coste alla pesca dei datteri, passando per gli scarichi illegali e per il catrame sulle spiagge, contro il quale Legambiente ha lanciato quest’anno una campagna nazionale (con tanto di cartolina da firmare e spedire all’Unione europea, per chiedere misure più severe in materia di trasporto di petrolio). E’ come se lungo le sponde del nostro paese, nei fondali dei nostri mari o qualche miglia al largo, le leggi non fossero più in vigore: tutto, nel “mare monstrum”, sembra governato da norme non scritte, da logiche primitive, dalla corsa allo sfruttamento selvaggio assicurato a chi arriva per primo.
Quello che succede quotidianamente nei fondali di Punta Campanella, dove i datterari distruggono indisturbati ettari e ettari di fondali, è qualcosa di primordiale e violento, come la Erika che affonda al largo delle coste della Bretagna, come la logica che consente di tenere “prigionieri” per anni i membri degli equipaggi a bordo delle navi di armatori falliti o inadempienti, come l’arroganza che svetta dall’alto delle torri del Villaggio Coppola o dalla saracinesca di Punta Perotti, sul lungomare di Bari. Le storie di mare raccolte da Legambiente sono quasi sempre storie di violenza e di illegalità favorite dalle caratteristiche dell’elemento mare, che tutto nasconde e sottrae al controllo: bombe o rifiuti, cemento o scarichi, petrolio o bracconieri.
Sono quattro i principali fattori di pressione sull’ecosistema marino individuati in questo dossier: i fenomeni d’illegalità (dalle violazioni al codice della navigazione alla pesca di frodo, dai depuratori fuorilegge fino all’abusivismo edilizio); i trasporti e gli sversamenti di petrolio; l’inquinamento e il deficit di depurazione, sia quantitativo che qualitativo; la cementificazione, legale e abusiva.

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[ 08-Mag-2009 ]

 

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