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11 Marzo 2010




ASSORDANTI CITTA’ AL BENZENE

CONCLUSO IL TOUR 2000
IL TRENO VERDE DI LEGAMBIENTE E FERROVIE DELLO STATO S.p.a.
PRESENTA I DATI SULL’ INQUINAMENTO URBANO


TRAFFICO SOTTO ACCUSA
LEGAMBIENTE LANCIA LA PRIMAVERA LIBERA DALLE AUTO
IL 9 APRILE CON 100 STRADE PER GIOCARE -EARTH DAY
E A MAGGIO CON I REFERENDUM ANTI-SMOG


I dati del Treno Verde 2000


Rumore e benzene, aggressori delle città italiane. Allarmante "en plein" realizzato dal viaggio del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato che in tutte le tredici città in cui ha fatto tappa, ha rilevato sempre valori di benzene e di inquinamento acustico di gran lunga al di sopra dei limiti consenti dalla legge. Sotto accusa il traffico veicolare e la gestione della mobilità cittadina, i mali di fine millennio che affliggono senza distinzione i centri urbani grandi e piccoli della penisola. Buone notizie vengono invece dai cittadini che sempre più chiedono città vivibili, come dimostra la totale adesione alle domeniche senza auto, nonché una recentissima indagine svolta dall’Istat sugli aspetti della vita quotidiana. Cresce l’insofferenza degli italiani "travolti da rumori assordanti e da un traffico senza pietà" verso la vita metropolitana. Il popolo di santi e navigatori si sposta verso l’ambientalismo. Per il 46,5% il traffico è tra i problemi maggiori, il rumore rappresenta un problema per il 34,7% e l’inquinamento atmosferico non sfugge al 37,1% degli italiani. Una città invivibile, senza distinzione tra Nord e Sud, quella vissuta dagli italiani, a conferma della fotografia scattata dal Treno Verde nel corso di questa dodicesima edizione appena conclusa.
A bordo del convoglio ambientalista hanno viaggiato anche i referendum antismog, l’iniziativa di Legambiente per sollecitare i sindaci di città grandi e piccole ad intervenire su questa emergenza. In ogni città dove il Treno Verde ha fatto tappa, l'idea di mettere il traffico nell'urna, è stata accolta con molti consensi dai cittadini
"I dati raccolti in questa edizione del Treno Verde," ha dichiarato Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente, "dimostrano come il problema del traffico e dell’inquinamento sia una vera piaga che affligge indistintamente tutti i centri urbani italiani, grandi o piccoli che siano. Benzene costantemente sopra ai limiti previsti dalla legge, sebbene questo idrocarburo sia uno dei componenti più pericolosi per la salute, al punto da essere considerato responsabile, nei prossimi 75 anni, di 17.000 nuovi casi di leucemia. Inquinamento acustico, causa di numerosi disturbi psico fisici, sempre oltre la norma."
"Per dire basta a tutto questo", ha proseguito Realacci, "Legambiente tornerà a proporre i referendum antitraffico anche domenica 9 aprile. La giornata dell’Earth day - 100 strade per giocare, sarà una data importante per l’ambiente e saranno proprio i più piccoli, una delle categorie più penalizzate dagli standard di vita cittadini, a festeggiare la Giornata della terra in tutta Italia in oltre 2000 strade e piazze chiuse al traffico e trasformate in grandi isole pedonali dove poter giocare e correre liberamente. In quest’occasione inviteremo i cittadini a chiedere alle proprie amministrazioni comunali di poter dire in prima persona se vogliono continuare a vivere tra smog e rumore o se contare su centri urbani più tranquilli con un trasporto pubblico più efficiente. E i referendum, come già previsto a Firenze e Palermo, le prime città che hanno aderito alla nostra idea di una consultazione cittadina sulla mobilità, coinvolgeranno anche i più giovani che potranno esprimersi per città più vivibili"

I risultati finali raccolti dal Treno Verde di Legambiente e FS spa, la campagna realizzata con il contributo di Snam e di Sondel Gruppo Falck, sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente, Giancarlo Cimoli, amministratore delegato FS spa, Valerio Calzolaio, Sottosegretario Ministero dell’Ambiente, Evangelista Cioffi, direttore dell’Istituto Sperimentale delle FS, Lucia Venturi, responsabile nazionale del settore scientifico di Legambiente, Silvano Valle, Responsabile relazioni esterne Snam e Giordano Serena, Amministratore delegato di Sondel Gruppo Falck.

La dodicesima edizione del Treno Verde di Legambiente, che quest’anno è stata realizzata anche con la sponsorizzazione tecnica di Ecoflam, Eurosolare, Ivpc, Kloben e Pilkington, è partita a fine gennaio e ha concluso il suo viaggio a marzo, dopo due mesi in cui ha incontrato tredici città del Belpaese: Trieste, Legnago, Busto Arsizio, Genova , Faenza, Prato, Pesaro, Lecce, Crotone, Locri, Palermo, Napoli e Viterbo.

"Insieme alla sua funzione scientifica, cioè il prezioso lavoro di rilevazioni e monitoraggi condotto con il contributo del nostro Istituto Sperimentale," ha commentato Giancarlo Cimoli, Amministratore delegato delle FS, "Il Treno Verde svolge anche un’importante campagna di autopromozione per la mobilità ferroviaria e per l’Azienda, Infatti, tra le modalità di trasporto la ferrovia è la più rispettosa dell’ambiente, la meno invasiva del territorio, la meno inquinante, la meno responsabile dei "costi esterni" legati alla mobilità - costi che, lo ricordo, pesano sulla collettività per oltre 200 mila miliardi all’anno, un decimo del Pil nazionale, e sono imputabili per il 95 per cento alla strada. Le Ferrovie dello Stato sentono la tutela dell’ambiente come un dovere sociale e a questa orientano le proprie scelte industriali, dedicano ingenti risorse, uniformano le proprie azioni".

"Sondel e Legambiente, con il supporto scientifico dell’Istituto Ambiente Italia," ha dichiarato Giordano Serena, Amministrazione delegato Sondel, "hanno realizzato una serie di incontri sul Treno Verde che hanno avuto per oggetto la presentazione dei vantaggi rappresentati dalla liberalizzazione del mercato elettrico per le aziende. Vantaggi sia sotto il profilo economico (miglioramento della qualità della fornitura di energia, diminuzione del costo della bolletta elettrica dell’azienda, maggiori servizi di analisi sui consumi per individuare l’offerta migliore in relazione alla tipologia produttiva) ma anche sotto il profilo ambientale. La convinzione di Sondel è che una maggiore competizione sul mercato non può che migliorare anche l’impatto ambientale".

"Il successo ottenuto dal Treno Verde," ha commentato Silvano Valle, responsabile delle Relazioni esterne della Snam, "rappresenta un importante segnale della crescente attenzione nei confronti della qualità dell’ambiente e costituisce per Snam, da sempre impegnata per la tutela del territorio, un motivo di soddisfazione. Come è ormai tradizione, anche quest’anno Snam è stata tra i protagonisti della manifestazione fornendo i dati delle emissioni evitate con l’impiego di gas naturale, in sostituzione di altri combustibili fossili, in ciascuna delle 13 città attraversate dal Treno Verde. Vorrei ricordare che anche nel 1999 l’ultilizzo del gas naturale in Italia per usi civili, industriali, termoelettrici e nell’autotrazione, in sostituzione di altri combustibili fossili, ha prodotto significativi e crescenti miglioramenti nella qualità dell’aria rispetto al 1998. Basti pensare che, a confronto con i dati del 1998, la qualità di anidride carbonica immessa in atmosfera si è abbattuta di ulteriori 5 milioni di tonnellate, quella di ossidi di zolfo di ulteriori, 100.000 tonnellate."

Un’aria che sa di benzene, dunque, quella che il Treno Verde ha trovato in tutte le città che ha visitato, con valori sempre notevolmente al di sopra dei limiti fissati dal Decreto Ministeriale del 25/11/94 secondo il quale il valore medio annuo del pericoloso inquinante, un idrocarburo altamente volatile di grande importanza perché riconosciuto cancerogeno, non deve superare i 10 microgrammi per metrocubo. Per una questione di tutela della salute della popolazione e per fare un punto sulla qualità dell’aria in città, per altro reso obbligatorio per i Comuni dal D.M. 163 del ’99 (il noto "decreto benzene" che detta i criteri in base ai quali i sindaci devono adottare misure di limitazione della circolazione nonché predisporre un rapporto annuale sullo stato di salute dell’aria), accanto alle ormai classiche ricerche sull’inquinamento atmosferico e acustico - svolte grazie al contributo dell’Istituto sperimentale delle FS - sono state organizzate delle analisi sul benzene in quasi tutte le tappe della campagna itinerante, adottando come strumento il radiello, una fialetta portatile capace, attraverso una speciale cartuccia assorbente, di misurare direttamente il livello di benzene presente nell’aria. Il radiello è distribuito da Acquaria e brevettato ed analizzato dalla Fondazione Maugeri di Padova riconosciuto dalla legislazione italiana e europea. Il radiello è stato "indossato" per otto ore consecutive da alcuni volontari, scelti tra le categorie professionali più a contatto con il traffico e quindi più a rischio: vigili urbani, edicolanti, "pony express", senza dimenticare i bambini e i passanti vittime anche loro del traffico cittadino. In alcuni casi il radiello è stato utilizzato come centralina fissa, posizionando la fialetta per un’intera settimana in postazioni sistemate ad un altezza compresa tra i due e i quattro metri dal suolo.Il Treno Verde ha scelto questa metodologia, cercando di venire incontro alle esigenze di quelle amministrazioni non obbligate, per legge, al rilevamento del benzene, ma che comunque hanno necessità di verificare la qualità dell’aria respirata dai cittadini. Bisogna, infatti, specificare che il D.M. del ‘98 pur non ponendo tutte le città visitate dal Treno Verde tra quelle obbligate a munirsi di una rete di rilevamenti del benzene, prevede che siano comunque azionate in quei comuni in cui la quantità di emissioni supera il limite di legge.
Altro fronte, altro dato allarmante. Quello del monitoraggio dell’inquinamento acustico, che ha rivelato un’Italia fracassona. Per due mesi il convoglio ambientalista ha monitorato il rumore in dodici città, viaggiando attraverso piccoli e grandi centri dello Stivale e trovando sempre decibel al di sopra dei limiti di legge.
Un rumore incontrastato peraltro, visto che nessuna delle città incontrate dal Treno Verde ha realizzato la famosa "zonizzazione acustica" prevista dalla Legge quadro n°447 del 26/10/1995 che imporrebbe una classificazione in aree della città in base alle differenti destinazioni d’uso.
Tredici realtà diverse ma che condividono tutte, grandi e piccole, i problemi dell’inquinamento urbano e in particolare di quello legato al traffico. Oltre a benzene e inquinamento acustico, anche la concentrazione di idrocarburi, direttamente proporzionale all’aumento del traffico è uno dei dati di rilevo di questa edizione duemila del Treno Verde con livelli che superano i limiti di attenzione di oltre il 100%, e pur non rappresentando per la normativa italiana un pericolo rispetto al quale prendere provvedimenti, non sono meno dannosi per la salute. Gli idrocarburi non metanici, infatti, sono i principali responsabili dello smog fotochimico, che può provocare difficoltà respiratorie, attacchi di asma, insufficienza cardiaca. Quelli più nocivi per la salute sono i policiclici aromatici, un terzo dei quali svolge un’azione cancerogena. Ma la legislazione italiana considera gli idrocarburi solo in relazione ai valori dell’ozono; in altre parole i valori registrati per gli idrocarburi diventano "fuorilegge" solo in correlazione ad una situazione di allarme per l’ozono. In ciò la nostra normativa si dimostra più arretrata di quella americana, ad esempio, o di quella israeliana, entrambe attente agli effetti sanitari di questo inquinante. Gli idrocarburi sono pertanto un altro dei buchi della nostra legislazione ambientale, insieme al PM10 ad esempio, il particolato per cui Legambiente ha già lanciato l’allarme.

L’Ufficio Stampa tel. 06.86268399-76-55

IL TRENO VERDE 2000 DI LEGAMBIENTE E FS SPA
DUE MESI DI VIAGGIO, MILLESETTECENTO ORE DI ANALISI, TREDICI TAPPE, CENTOCINQUANTAMILA VISITATORI

LE TAPPE
Il tour duemila della campagna di analisi e informazione sull’inquinamento urbano ha toccato tredici tappe nei due mesi di viaggio incontrando quest’anno le città di Trieste, Legnago, Busto Arsizio, Genova, Prato, Faenza, Pesaro, Lecce, Crotone, Locri, Palermo, Napoli, Viterbo, sostando in ognuna per quattro giorni.
UN TRENO VERDE A MISURA DI BAMBINO
La campagna di Legambiente e FS Spa è stata come ogni anno rivolta soprattutto ai più giovani : nel corso delle tredici tappe sono stati infatti 80mila gli alunni e gli studenti di elementari, medie e superiori saliti a bordo del convoglio (oltre 150mila sono stati complessivamente i visitatori).
I cittadini di tutte le età in visita al Treno Verde hanno ricevuto a bordo materiale informativo sui temi dell’inquinamento urbano, dei problemi ambientali delle città, dei modi per risolverli. Le città come sono ma soprattutto come vorrebbero che fossero e infatti sul Treno Verde ha viaggiato un’idea compiuta di città, un progetto e un augurio che Legambiente indica come sviluppo possibile dei nostri centri urbani. Una città attente alle esigenze dei più piccoli che risponda ai loro bisogni, nella convinzione che nella città dei bambini e delle bambine anche gli adulti vivono meglio.
Proprio su questi temi si è cimentata "Operazione Ragazzi in Città" la ricerca di Legambiente, realizzata con il Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica che verifica per il terzo anno l’impegno dei comuni capoluogo nei confronti dei giovanissimi e attraverso la quale sono stati raccolti centinaia di questionari a bordo del Treno Verde. La ricerca fotografa l’attenzione potenziale delle amministrazioni alle esigenze dei bambini con particolare riferimento alle opportunità di partecipazione che vengono loro offerte in un panorama di grande trasformazione segnato dall’avvento della legge 285 del 1997 che richiede agli enti locali di costruire un nuovo rapporto fra bambini e la città.
E il Treno Verde 2000 ha replicato "Operazione Ragazzi in Città", rivolgendo quesiti sul vivere in città a tutti i bambini che hanno "viaggiato" a bordo del convoglio ecologista. Ne risulta una sorta di "contro-rapporto" dei giovanissimi sulla qualità dell’ambiente urbano. Più spazio ai giovanissimi sul Treno Verde nella convinzione che cambiando prospettiva, guardando le città con gli occhi dei più piccoli, che parlano con pieno diritto di cittadinanza, vengano meglio sottolineati gli errori di inadempienza compiuti nei loro confronti, ma anche i provvedimenti che potrebbero essere adottati seguendo le loro indicazioni .
Sul convoglio ambientalista inoltre i ragazzi hanno trovato un’intera mostra sull’energia realizzata dall’Enea. E proprio l’energia, i consumi e il risparmio, le fonti rinnovabili ed assimilate erano il tema centrale del tour 2000: percorsi virtuali, foto satellitari, totem multimediali, giochi e informazioni hanno accolto i ragazzi delle scuole che, grazie al lavoro degli animatori di Legambiente, hanno potuto porre domande e scoprire tutto ciò che riguarda l’energia, la difesa dell’ambiente e quello che ognuno di noi può fare.






I REFERENDUM CONTRO IL TRAFFICO

L’associazione del cigno verde è impegnata in una campagna di sensibilizzazione ed informazione perché alle prossime regionali si affianchi alle votazioni il diritto dei cittadini ad esprimere il loro parere sulla mobilità urbana. Lo strumento, semplice e flessibile, è quello del referendum consultivo, che i comuni stessi possono indire sull’esempio delle città di Palermo e Firenze che hanno già accolto la proposta di Legambiente e che, il prossimo 21 maggio decideranno, grazie ai referendum antismog, rispettivamente la pedonalizzazione di Mondello e di Piazza del Duomo.

LE PETIZIONI A BORDO DEL TRENO: PIATTO PULITO E MIELE DOC

Tante le firme raccolte a bordo del convoglio ambientalista a favore della campagna sulla sicurezza alimentare "piatto pulito" e per la tutela del miele quale prodotto tipico italiano.
La prima, parte della battaglia portata avanti da Legambiente contro l’introduzione indiscriminata di organismi geneticamente modificati, chiede che l’Italia, recependo una Direttiva comunitaria sul tema, preveda l’obbligo per le aziende di indicare sulle etichette l’eventuale presenza di Ogm, introduca norme rigorose sulla brevettabilità e decida una moratoria per i prodotti e i derivati alimentari geneticamente modificati.
Anche la raccolta di firme per il miele italiano doc. rientra nelle iniziative per la tutela del diritto del consumatore di essere informato sul cibo che arriva in tavola. Si lancia in difesa della denominazione di origine sull’etichetta recentemente ostacolata da una proposta che vieterebbe di segnalare la provenienza del prodotto.

IL PROGRAMMA SCIENTIFICO

I prelievi e le analisi sono stati effettuati da un laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato. In ogni città è stato individuato un punto di rilevamento per l’aria e per il rumore che è stato tenuto sotto controllo per 72 ore. I parametri analizzati sono stati per l’inquinamento atmosferico: l’anidride solforosa (SO2), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), l’ozono (03), gli idrocarburi totali non metanici (HNMC) e polveri. Inoltre sono state effettuate indagini approfondite sul benzene. Gli Idrocarburi sono i principali responsabili dello smog fotochimico, che può provocare difficoltà respiratorie, attacchi di asma, insufficienza cardiaca. Ma gli idrocarburi più pericolosi sono i policiclici aromatici, un terzo dei quali svolge un’accertata azione cancerogena. Il biossido di azoto ha effetti di tossicità acuta sia sulle mucose che sugli occhi, ma può provocare danni polmonari e, in elevate concentrazioni, si dimostra letale. Dal settore dei trasporti proviene più del 50% di tutte le emissioni di ossido di azoto. Il monossido di carbonio, gas incolore ed inodore sfornato dal traffico e dalle industrie ha la capacità di limitare la quantità di ossigeno trasportata dal sangue, provocando effetti di tossicità cardiovascolare , e in enormi quantità l’asfissia. In Italia i veicoli a motore contribuiscono per il 90% al totale delle emissioni. Le polveri sono potenzialmente responsabili di irritazioni ad occhi e vie respiratorie e si trasformano in mezzi di trasporto di altri inquinanti. Dai veicoli a motore viene circa il 60% delle emissioni di polveri, ceneri volanti e fumi. Il biossido di zolfo può irritare occhi e mucose e partecipa alla formazione di piogge acide Deriva dai processi di combustione dei carburanti contenenti zolfo. L’ozono negli strati bassi dell’atmosfera provoca irritazioni all’apparato respiratorio. Insieme agli idrocarburi e al biossido di azoto è uno dei principali responsabili dello smog fotochimico. Il benzene presente in concentrazioni analoghe sia nella benzina super che in quella senza piombo, è una delle sostanze a maggiore rischio-cancro. Uno studio realizzato dalla Commissione Tossicologica Nazionale prevede che questo idrocarburo nei prossimi 75 anni potrebbe essere responsabile di 18mila casi aggiuntivi di leucemia nel nostro paese. Quali sono invece gli effetti del bombardamento da decibel a cui il nostro organismo viene sottoposto ogni giorno? I più immediati e frequenti sono proprio quelli che interessano il sonno, studiati in dettaglio dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università "La Sapienza di Roma". La cattedra di Igiene Ambientale ha raccolto i più autorevoli studi nazionali ed internazionali schematizzando quei casi in cui i diversi ricercatori arrivano alle stesse conclusioni. Ebbene tutti gli studi intrapresi in esami dalla "Sapienza" sono ad esempio concordi nell’affermare che valori di rumorosità notturna inferiori ai 40 decibel consentono dormite di 20 minuti più lunghe : mentre se il frastuono supera i 70 decibel c’è la possibilità della riduzione o della scomparsa delle fasi IV (sonno profondo) e rem (sogno) del sonno. A confermare questo allarme ci ha pensato una ricerca merceologica condotta dall’Istituto di Medicina del Lavoro della Usl1 di Trieste che ha scoperto un dato singolarissimo: le farmacie che operano nei quartieri dove il livello sonoro notturno è compreso tra i 55 e i 75 decibel vendono una quantità di sonniferi e tranquillanti doppia o addirittura tripla rispetto alla media. E anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme in seguito ad uno studio effettuato su 96 città italiane. L’OMS afferma infatti che la rumorosità notturna è superiore ai livelli massimi di tollerabilità per l’orecchio umano nel 98% delle aree urbane.
Purtroppo il rumore non attacca soltanto i nostri sogni: dosi massicce di decibel possono causare, in caso di esposizioni prolungate, tachicardia, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi. In alcuni casi limite, per esempio il rumore generato da una strada a forte traffico o da un martello pneumatico, l’inquinamento acustico rappresenta una minaccia diretta per l’ udito. Molto frequenti sono gli effetti psicologici del frastuono, in grado di generare aggressività, emicrania, capogiri, inappetenza, difficoltà di concentrazione e, appunto insonnia. Per tutti questi casi si può parlare di un vero e proprio "stress da rumore", o quanto meno di quella deleteria "sensazione di fastidio", definita annoyance dagli anglosassoni, che mina profondamente la qualità della vita.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Inquinamento atmosferico
I parametri utilizzati per l’analisi dello smog e della qualità dell’aria in generale, sono quelli previsti dal D.p.c.m. 28 marzo 1983, integrati dall’Art. del D.P.R.24 maggio 1988, n. 203 e del D.M. 25 novembre 1994. Per quanto riguarda i criteri per la raccolta dei dati, si prende in considerazione quelli previsti dal D.M. 20 maggio 1991.

Inquinamento acustico
I parametri utilizzati per l’ analisi delle emissioni sonore dell’ambiente urbano sono quelli previsti dal D.p.c.m. 1 marzo 1991. Di particolare interesse, al momento ai soli fini di confronto, poiché occorre attendere che i comuni si adeguino alla normativa, la Legge quadro n° 447 del 26/10/1995 che regola la materia in maniera molto innovativa, imponendo ai Comuni di suddividere in 6 classi i territorio urbano in base alla destinazione d’ uso.







TRENO VERDE 2000 OPERAZIONE BENZENE
I rilevamenti sono stati effettuati nelle singole città da volontari di Legambiente con l’ ausilio del Radiello: un rilevatore passivo riconosciuto dalla legislazione italiana ed europea ed analizzato dalla Fondazione Maugeri di Padova.
Il limite di Legge è fissato dal Decreto Ministeriale del 25/11/94 che stabilisce che il valore medio annuo di benzene presente in atmosfera non deve superare i 10 microgrammi per metrocubo.


CITTÀ
QUANTITA’ BENZENE
Limite di legge
10 m g/mc

CITTÀ’
QUANTITA’ BENZENE
Limite di legge
10 m g/mc
TRIESTE - edicolante 7,3 m g/mc FAENZA - vigile 16.7 m g/mc
TRIESTE - volontario 23,6 m g/mc FAENZA —* scuola media 7.9 m g/mc
TRIESTE — pony ex. 29,5 m g/mc FAENZA — edicolante 14.8 m g/mc
TRIESTE — bambino 5,0 m g/mc LECCE - edicola* 19,6 m g/mc
TRIESTE — *-strada 19,3 m g/mc LECCE — volontario 5,9 m g/mc
LEGNAGO -volontario 6,7 m g/mc LECCE — studente 13,3 m g/mc
LEGNAGO — vigile 13.4 m g/mc LECCE — bambino 6,7 m g/mc
LEGNAGO — vigile 12.3 m g/mc LECCE — volontario 39,4 m g/mc
LEGNAGO — scuola * 9.5 m g/mc PALERMO - * edicola 36,2 m g/mc
LEGNAGO — volontario 23.4 m g/mc PALERMO — scuola * 9,8 m g/mc
B. ARSIZIO —v. Mazzini* 20.6 m g/mc PALERMO -studente 33,5m g/mc
B. ARSIZIO — vigile 29.4 m g/mc NAPOLI — volontario 21,5 m g/mc
B. ARSIZIO — bambino 8.2 m g/mc NAPOLI — scuola 15,3 m g/mc
B. ARSIZIO —edicolante 23 m g/mc NAPOLI — bambino 10,5 m g/mc
B. ARSIZIO - edicolante 8.8 m g/mc NAPOLI — edicolante 25,3 m g/mc
GENOVA - bambino 32,9 m g/mc NAPOLI - postino 18,9 m g/mc
GENOVA - ospedale* 4,3 m g/mc VITERBO — scuola* 7,3 m g/mc
GENOVA - volontario 17 m g/mc VITERBO volontario 24,9 m g/mc
GENOVA — pony express 6,4 m g/mc VITERBO — bambino 11,9 m g/mc
GENOVA - edicolante 15,7 m g/mc VITERBO volontario 26,8 m g/mc
PESARO - bambino 8,7 m g/mc PESARO - *strada 25,9 m g/mc


* Rilevamento effettuato su una intera settimana

TRENO VERDE DUEMILA
ANALISI DEGLI IDROCARBURI:
I dati sugli Idrocarburi sono calcolati su medie triorarie.
CITTA’Livello di attenzione:200
Valori in m g/mc
Livello di attenzione:200
Valori in m g/mc
TRIESTE 875
(26/01)
1399
(27/01)
1295
(28/01)
LEGNAGO 727
(31/01)
758
(01/02)
522
(02/02)
BUSTO ARSIZIO 659
(04/02)
653
(O5/02)
754
(06/02)
GENOVA 595
(09/02)
364
(10/02)
239
(11/02)
FAENZA 980
(14/02)
716
(15/02)
1203
(16/02)
PRATO 722
(18/02)
810
(19/02)
1002
(20/02)
PESARO 697
(23/02)
652
(24/02)
809
(25/02)
LECCE 985
(28/2)
787
(29/2)
873
(1/03)
LOCRI 618
(04/03)
890
(05/03)
474
(06/03)
PALERMO 1311
(08/03)
1300
(09/03)
1041
(10/03)
NAPOLI 2498
(13/03)
2586
(14/03)
1746
(15/03)
VITERBO 986
(17/03)
992
(18/03)
658
(19/03)








TRENO VERDE DUEMILA
ANALISI SULL’ INQUINAMENTO ACUSTICO
Per i rilevamenti sull’ inquinamento acustico dell’edizione duemila sono state prescelte, di norma dell’ aree classificabili come aree ad intensa attività umana, e i valori di attenzione, previsti dal D.p.c.m.1marzo1991, sono di 65 decibel per il periodo diurno e di 55 dB per il periodo notturno.
CITTÀ ED AREE MONITORATE Valore diurno Valore notturno
TRIESTE — Via C. Battisti - 26/01/2000 74,9 - (65) 66,5 - (55)
TRIESTE — Via C. Battisti- - 27/01/2000 76,1 - (65) 68,1 - (55)
TRIESTE — Via C. Battisti - 28/01/2000 76,2 - (65) 69,9 - (55)
LEGNAGO — P.za della Libertà - 31/01/2000 68,1 - (65) 58,9 - (55)
LEGNAGO — P.za della Libertà - 01/02/2000 66 - (65) 56,8 - (55)
LEGNAGO — P.za della Libertà - 02/02/2000 68,2 - (65) 61,1 - (55)
BUSTO ARSIZIO — P.za del Plebiscito - 04/02/2000 64,6 - (50) 60,7 - (40)
BUSTO ARSIZIO — P.za del Plebiscito - 05/02/2000 63,2 - (50) 57,6 - (40)
BUSTO ARSIZIO — P.za del Plebiscito - 06/02/2000 58,5 - (50) 58,8 - (40)
GENOVA — P.zza E. Savio — 09/02/2000 69,8 — (65) 67,4 — (55)
GENOVA — P.zza E. Savio — 10/02/2000 70,1 -- (65) 64,9 - (55)
GENOVA — P.zza E. Savio — 11/02/2000 72,5- (65) 68,2 - (55)
FAENZA — V.le IV Novembre — 14/02/2000 72,4 - (65) 67,9 - (55)
FAENZA — V.le IV Novembre — 15/02/2000 73,4 - (65) 68,2 - (55)
FAENZA — V.le IV Novembre — 16/02/2000 73,9 - (65) 68,9 - (55)
PRATO- Via Roma - 18/02/2000 74,1 - (65) 68,7 - (55)
PRATO- Via Roma — 19/02/2000 73,6 - (65) 69,7 - (55)
PRATO- Via Roma - 20/02/2000 72,1 - (65) 69.8 - (55)
PESARO — Via Giolitti —23/02/2000 74,8 - (65) 69,1 - (55)
PESARO — Via Giolitti —24/02/2000 75 - (65) 70,2 - (55)
PESARO — Via Giolitti —25/02/2000 74,6 - (65) 69 - (55)
LECCE — V.le Gallipoli — 28/02/2000 73.2 - (65) 66.5 - (55)
LECCE — V.le Gallipoli — 29/02/2000 73.6 - (65) 64.9- (55)
LECCE — V.le Gallipoli — 01/03/2000 73.9 - (65) 63.7 - (55)
LOCRI — C.so Vittorio Emanuele — 4/03/2000 73.1 (65) 64.7 (55)
LOCRI — C.so Vittorio Emanuele — 5/03/2000 72.7 (65) 65.8 (55)
LOCRI — C.so Vittorio Emanuele — 6/03/2000 73.6 (65) 69 (55)
PALERMO — P.zza S. Domenico — 8/03/2000 73,5 - (65) 69.3 - (55)
PALERMO — P.zza S. Domenico — 9/03/2000 73,2 - (65) 68.5- (55)
PALERMO — P.zza S. Domenico — 10/03/2000 73,3 - (65) n.r. - (55)
NAPOLI — P.zza degli Artisti — 13/03/2000 73 -(65) 67.2- (55)
NAPOLI — P.zza degli Artisti — 14/03/2000 73.6 - (65) 65.3 - (55)
NAPOLI — P.zza degli Artisti — 15/03/2000 75 - (65) 66.2- (55)
VITERBO — P.zza della Vittoria — 17/03/2000 68.7 -(65) 61.9- (55)
VITERBO — P.zza della Vittoria — 18/03/2000 69- (65) 62.7 - (55)
VITERBO — P.zza della Vittoria — 19/03/2000 66.4- (65) 63.3- (55)

TRENO VERDE DUEMILA
ANALISI SULL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO


Per i rilevamenti dello smog sono stati considerati per polveri e anidride solforosa le medie calcolate sulle 24 ore, per biossido di azoto e monossido di carbonio le medie orarie . Nella tabella sono riportate le medie più alte rilevate nelle singole città per ogni giorno di permanenza.


CITTÀ POLVERI

Livello attenzione
150
Livello
Allarme
300
BIOSSIDO DI
ZOLFO
Livello attenzione125
Livello
Allarme
.250
BIOSSIDO DI
AZOTO
Livello attenzione
200
Livello
Allarme
400
MONOSSIDO DI CARBONIO
Livello attenzione
15
Livello
Allarme
30
OZONO
Livello attenzione180
Livello
Allarme
360
TRIESTE - via Cesare Battisti
26/01/2000
74,3 53,9 156 5,91 26,9
TRIESTE -- via Cesare Battisti
27/01/2000
99,9 39,9 174 6,54 13,4
TRIESTE -- via Cesare Battisti
28/01/2000
107 44,4 156 9.08 11,9
LEGNAGO- P.zza della Libertà
31/01/2000
101 20,2 95,4 3,16 36,6
LEGNAGO- P.zza della Libertà
1/02/2000
98,2 15,4 103 6,57 23,6
LEGNAGO- P.zza della Libertà
2/02/2000
103 17,2 70,2 3,09 11,7
BUSTO ARSIZIO- P.zzaPlebiscito
4/02/2000
109 13,8 88,1 3,51 8,13
BUSTO ARSIZIO- P.zzaPlebiscito
5/02/2000
91,4 16,9 120 4,41 27,7
BUSTO ARSIZIO- P.zzaPlebiscito
6/02/2000
118 22,6 99,1 4,59 76,8
GENOVA- P.zza E. Savio
9/2/2000
71,7 18,7 84,4 1,21 73,7
GENOVA- P.zza E. Savio
10/02/2000
60,3 27,3 159 1,98 80,4
GENOVA- P.zza E. Savio
11/02/2000
70,1 36 101 1,18 40,4



FAENZA- V.le IV Novembre
14/02/2000
110 22 193 6,47 43,7
FAENZA- V.le IV Novembre
15/02/2000
119 15,4 185 4,03 59,1
FAENZA- V.le IV Novembre
16/02/2000
123 13,7 125 4,28 27,2
PRATO- V. Roma
18/02/2000
69 21.1 146 4,14 46,6
PRATO- V. Roma
19/02/2000
82,2 21,3 115 2,99 53,6
PRATO- V. Roma
20/02/2000
90,4 14,9 126 4,48 62,4
PESARO-V. Giolitti
23/02/2000
75,2 8,09 145 3,72 70,8
PESARO-V. Giolitti
24/02/2000
90,7 17,2 138 3,82 62,7
PESARO-V. Giolitti
25/02/2000
104 23.3 144 5.70 66,2
LECCE-V. Gallipoli
28/02/2000
64.5 9.08 95 4.80 68.4
LECCE-V. Gallipoli
29/03/2000
70.4 12.7 127 5.81 76.1
LECCE-V. Gallipoli
1/03/2000
63.5 12.1 141 5.77 77.2
LOCRI- C.so Vittorio Emanuele
4/03/2000
61,2 10,2 94,5 3,96 109
LOCRI C.so Vittorio Emanuele
5/03/2000
59,4 15,2 74,8 4,41 94,5
LOCRI C.so Vittorio Emanuele
6/03/2000
64,5 12,2 68,8 2,85 82,3
PALERMO- P.zza S. Domenico
8/03/2000
83.3 16.9 122 8.90 82.8
PALERMO P.zza S. Domenico
9/03/2000
83.9 10.4 151 7.51 88.5
PALERMO P.zza S. Domenico
10/03/2000
84.2 9.81 127 4.83 86.8
NAPOLI- P.zza degli Artisti
13/03/2000
98 4.61 155 14 72.7
NAPOLI -P.zza degli Artisti
14/03/2000
115 4.42 127 11.3 61.5
NAPOLI- P.zza degli Artisti
15/03/2000
82.8 0.717 117 11.1 75.1
VITERBO —P.zza della Vittoria
17/03/2000
76,3 11,7 111 6.40 88..5
VITERBO —P.zza della Vittoria
18/03/2000
77.3 8.69 98.2 4.07 100
VITERBO —P.zza della Vittoria
19/03/2000
61.2 8.01 54.6 2.40 83.2
I dati sottolineati in neretto sono quelli più alti riscontrati in ogni città

[I dati del Treno Verde 2000]
 

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