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11 Marzo 2010

 

Dossier Mare Monstrum 2001

 


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Dalla cementificazione selvaggia e dissennata agli sversamenti deliberati di idrocarburi, dalla pesca di frodo alla privatizzazione delle spiagge, fino alle omissioni e ai reati nel campo della depurazione delle acque reflue.

Anche quest'anno Legambiente ha passato in rassegna gli abusi ambientali che si sono consumati sul territorio mare, stilando un cupo inventario di tutto quanto rischia di trasformare quello che per millenni è stato conosciuto come Mare nostrum in Mare monstrum. Si tratta di ben 22.973 reati accertati, con un incremento del 19% rispetto allo scorso anno: una classifica che vede le poco lusinghiere posizioni del podio occupate nell'ordine da Sicilia (4.530 infrazioni), Campani (3.022 infrazioni) e Puglia (2.649 infrazioni).

Ai responsabili dei tanti misfatti compiuti nel corso dell'ultimo anno lungo le nostre coste, Legambiente assegna la Bandiera Nera, proprio quella dei pirati con teschio e tibie incrociate: venti casi esemplari di saccheggio della costa operati da amministratori locali, società private, grossi nomi o illustri sconosciuti accomunati da un modus operandi discutibile, spesso spregiudicato, che rischia di disponibile solo a pochi.



 

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