17 Marzo 2010
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Se avevate calcolato di fuggire dallinquinamento urbano trasferendovi in un piccolo centro dovrete rivedere i vostri progetti. Smog e rumore infatti sembrano non essere più caratteristiche legate alle metropoli ma come un sottile e malsano filo grigio legano centri urbani grandi e piccoli, da Palermo a Torre Annunziata, da Sezze Romano a Livorno. E sotto accusa finiscono proprio quelli che Legambiente ha "ribattezzato" i veleni del terzo millennio: benzene e Pm10.
Queste due sostanze, monitorate in ogni città attraversata dal Treno Verde di Legambiente, hanno fatto registrare valori sempre molto alti con poche eccezioni legate più allintervento delle condizioni meteorologiche che alla diminuzione del traffico veicolare.
Il quadro, certamente non roseo, appena tracciato è frutto dei due mesi viaggio effettuatI dal Treno Verde di Legambiente ed Fs, la storica campagna di analisi ed informazioni sui temi dellinquinamento urbano, ma non solo, giunta ormai alla sua tredicesima edizione. I dati sullinquinamento acustico ed atmosferico sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti: Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente, Roberto Renon, amministrazione delegato Trenitalia, Evangelista Cioffi, direttore Istituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato, Willer Bordon, Ministro dellAmbiente e Ketty Tabakov, responsabile direzione e comunicazione Sondel Gruppo Falck.
"I risultati della tredicesima edizione del Treno Verde dimostrano ha dichiarato Ermete Realacci - se ancora ce ne fosse bisogno che lemergenza sanitaria creata dal traffico non è stata ancora risolta. Lestensione di una situazione così grave ai centri urbani più piccoli è un fenomeno annunciato, alla base della decisione di attraversare con il Treno Verde anche le cittadine di provincia. In questi anni molto è stato fatto per diffondere una nuova sensibilità riguardante soprattutto i comportamenti individuali ma anche sul fronte legislativo, non ultimi il decreto su benzene, Pm10 ed Ipa. Sempre sul fronte della sensibilizzazione, è positivo il numero crescente delle città che hanno deciso di aderire alle domeniche senzauto e bene ha fatto il Ministero a confermare questa iniziativa anche per il 2001, speriamo che prossimamente tutte le domeniche dellanno possano essere liberate dal traffico e dallo smog. Come sempre le domeniche senzauto non rappresentano la soluzione al problema dellinquinamento urbano, rimane però il loro valore simbolico ed educativo. Il prossimo 25 marzo Legambiente scenderà in strada con "100 strade per giocare", una delle campagne più importanti e simboliche. Uniniziativa rivolta ai cittadini di tutte le età che per un giorno potranno riappropriarsi degli spazi urbani da una parte, ma insieme potranno anche riscoprire la strada come luogo di aggregazione non dedicato esclusivamente alle automobili. Ma segnali forti vanno lanciati anche sul fronte dei trasporti e per questo Legambiente proprio in questi giorni ha inviato al Ministro Bordon una lettera per chiedere un intervento da parte del Ministero dellAmbiente riguardo la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale del progetto di adeguamento dellattraversamento appenninico dellAutostrada A1 tra le località Le Querce e Aglio. In questi anni, Legambiente ha cercato di portare su questo caso il proprio contributo propositivo rispetto alla vicenda dellautostrada Firenze-Bologna, sforzandosi di evidenziare la necessità di una soluzione equilibrata da un punto di vista funzionale e ambientale. Ma ora il progetto presentato per il tratto che riguarda queste due località non è assolutamente condivisibile o accettabile, mentre la proposta di Legambiente rispetto a questi problemi è chiara e semplice. Il progetto di adeguamento dellAutostrada deve prevedere un nuovo tracciato a tre corsie, possibile da un punto di vista tecnico sul tracciato proposto, adeguato a standard trasportistici e ambientali di livello europeo ".
Aria al benzene e al Pm10 dunque e tornando ai dati e alle sostanze monitorate sarà bene ricordare che il Pm10, la frazione respirabile delle polveri, grazie alla grana molto fine può raggiungere le vie respiratorie più profonde contaminandole con sostanze altamente inquinanti e spesso cancerogene che vengono veicolate dalle stesse. Il Pm10 è utilizzato come indicatore per lo studio degli effetti sulla salute dell'inquinamento atmosferico, in quanto numerosi studi epidemiologici ne hanno attestato la pericolosità. Fatto particolarmente grave, per il Pm10 non sono determinabili livelli di soglia, valori cioè al di sotto dei quali non sussistano rischi per la salute, data la natura delle sostanze veicolate da queste polveri. La legislazione italiana fissa per questa sostanza un obiettivo di qualità annuale pari a 40 microgrammi/metrocubo. Ebbene i valori registrati in questi due mesi di viaggio hanno raggiunto valori record e pur essendo quella scattata dal Treno Verde una fotografia puntuale della situazione, i dati raccolti lasciano pochi dubbi circa la salute ambientale dei centri urbani interessati. Tra i "record da Pm10" da segnalare il dato di 92.5 m g/m3 raggiunto a Pavia, di 92.2 a Livorno, di 84.1 a Novara e infine di 63.6 a Sezze Romano.
Per quanto riguarda il benzene invece la palma per linquinamento va a Palermo dove sono stati registrati 46,8 microgrammi/metrocubo di benzene contro i 10, su media annuale, previsti dalla legge come obiettivo di qualità. Non va molto meglio a Torre Annunziata con un dato pari a 39,3 m g/m3 . Veleni che creano una vera e propria emergenza sanitaria visto che lIstituto Tumori di Milano ha attribuito allinquinamento atmosferico la responsabilità di 1.600 decessi per patologie cardiovascolari e allapparato respiratorio. E se possibile ancora più allarmanti sono le stime dellIstituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro che ha rilevato, per chi vive nei centri urbani, un aumento del 20-40 per cento del rischio di contrarre un tumore ai polmoni a causa delle alte concentrazioni d'inquinamento atmosferico.
Ma anche sul fronte del rumore la situazione non è migliore: città fracassone, a tutto volume, di giorno e di notte. Decibel altissimi, una pressione costante che segue landamento dei volumi di traffico veicolare, testimoniando ancor di più la fonte comune che lega inquinamento acustico ed atmosferico. Nella "hit parade del frastuono" troviamo Palermo, Pescara, Livorno ed Imperia.
"Alcuni risultati emersi nella tredicesima edizione del Treno Verde sono davvero impressionanti, ha dichiarato Roberto Renon. "Nel nostro Paese per ogni bambino che nasce vengono immatricolate 4,4 nuove autovetture, e ognuno di noi, a seconda della città in cui vive, trascorre dai 5 ai 7 anni della propria vita nel traffico urbano. Emerge chiaramente come il vettore ferroviario debba svolgere una funzione di riequilibrio sempre più efficace dellattuale sistema della mobilità, offrendo e garantendo una diversa e migliore qualità della vita".
"I tecnici dellIstituto Sperimentale delle Fs - ha dichiarato Evangelista Cioffi - hanno condotto, come ogni anno, analisi approfondite sulla qualità dellaria e sui livelli di rumore delle città visitate dal Treno Verde. Con il nostro laboratorio mobile sono stati eseguiti monitoraggi continui della durata di 72 ore per tutti i parametri previsti dalla legislazione, in particolare è stato possibile, in ogni città visitata, fornire, contestualmente agli altri parametri rilevati, anche i dati del benzene e degli IPA, per la cui determinazione sono intervenuti i laboratori della sede centrale. I valori dinquinamento acustico riscontrati hanno evidenziato una situazione quasi costante di superamento dei livelli massimi consentiti dalla legge, anche nelle cosiddette "aree protette". I dati rilevati, ancorché riferiti a periodi limitati nel tempo e localizzazione contribuiscono ad arricchire un archivio di dati comunque significativo per il numero delle città visistate e per la continuità dei monitoraggi negli anni dal 1988 al 2001".
"Rispettare lambiente ha dichiarato Ketty Tabakov è sempre stato considerato da Sondel un vantaggio competitivo oltre che una scelta di responsabilità aziendale. Sondel infatti produce energia da fonti rinnovabili e con centrali a ciclo combinato alimentate a metano. Sondel è fortemente impegnata anche a fare informazione e cultura sullenergia e la partnership con Legambiente sul Treno Verde ne è un esempio di successo".
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Che fine fa il nostro tempo durante una vita (74 anni, media maschile). Dati in anni |
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|
Attività |
Milano |
Roma |
Napoli |
Bologna |
|
Spostamenti in città |
5,3 |
6,9 |
7,2 |
5,9 |
|
Shopping |
2,3 |
3,3 |
4,3 |
3,8 |
|
Dormire |
23 |
23,1 |
23 |
22,8 |
|
Lavoro/studio |
18,5 |
16,5 |
14,5 |
17,5 |
|
Tempo libero |
11,5 |
13 |
11,5 |
12,5 |
|
Lavori domestici |
7,7 |
6,6 |
7,2 |
5,9 |
Fonte: Legambiente
Il Treno Verde 2001 ha attraversato 13 città tra grandi e piccole dal 12 gennaio al 13 marzo. Litinerario ha interessato: Palermo, Reggio Calabria, Foggia, Torre Annunziata, Pescara, Perugia, Ravenna, Udine, Pavia, Novara, Imperia, Livorno, Sezze Romano.
A bordo del Treno Verde hanno viaggiato:
I prelievi e le analisi sono stati effettuati da un laboratorio mobile dellIstituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato. In ogni città è stato individuato un punto di rilevamento per laria e per il rumore che è stato tenuto sotto controllo per 72 ore. I parametri analizzati, oltre al Pm 10, al Benzene e agli Idrocarburi Policiclici Aromatici sono stati per linquinamento atmosferico: lanidride solforosa (SO2), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), lozono (03), gli idrocarburi totali non metanici (HNMC). Gli Idrocarburi sono i principali responsabili dello smog fotochimico, che può provocare difficoltà respiratorie, attacchi di asma, insufficienza cardiaca. Ma gli idrocarburi più pericolosi sono i policiclici aromatici, un terzo dei quali svolge unaccertata azione cancerogena. Il biossido di azoto ha effetti di tossicità acuta sia sulle mucose che sugli occhi, ma può provocare danni polmonari e, in elevate concentrazioni, si dimostra letale. Dal settore dei trasporti proviene più del 50% di tutte le emissioni di ossido di azoto. Il monossido di carbonio, gas incolore ed inodore sfornato dal traffico e dalle industrie ha la capacità di limitare la quantità di ossigeno trasportata dal sangue, provocando effetti di tossicità cardiovascolare, e in enormi quantità lasfissia. In Italia i veicoli a motore contribuiscono per il 90% al totale delle emissioni. Il biossido di zolfo può irritare occhi e mucose e partecipa alla formazione di piogge acide. Deriva dai processi di combustione dei carburanti contenenti zolfo. Lozono negli strati bassi dellatmosfera provoca irritazioni allapparato respiratorio.
L'Obiettivo di qualità per il PM10 posto dalla legge su base annuale, pari a 40 µg/m3 (microgrammi/metrocubo) e stato superato abbondantemente nel corso dei rilevamenti effettuati dai tecnici del Treno Verde. Neanche laddove si è scesi al di sotto del limite di legge si può cantar vittoria visto che, in questo caso, sono sempre intervenuti fattori meteorologici come la pioggia, o addirittura come nel caso di Pescara la neve, che hanno favorito la dispersione degli inquinanti. Insomma come sempre dove non vuole l'uomo la natura agisce.
Limpatto dellinquinamento da PM10 sulla nostra salute ha effetti devastanti visto che secondo un recente studio dellOms (Organizzazione Mondiale della Sanita) condotto nelle 8 maggiori città italiane, nella popolazione di oltre trenta anni il 4,7% di tutti i decessi osservati nel 1998, pari a 3.472 casi, è attribuibile a concentrazioni di Pm10 superiori a 30m g/m3. In altre parole, portando le polveri sottili a livelli accettabili, in queste 8 città come nelle altre non oggetto della ricerca, si potrebbero prevenire circa 3.500 morti allanno. Anche migliaia di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari e decine di migliaia di casi di bronchite acuta e asma fra i bambini al di sotto dei quindici anni potrebbero essere evitati riducendo le concentrazioni medie di questa sostanza. Un sostanziale numero di decessi, ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini, sono attribuibili quindi allinquinamento atmosferico urbano, nell'ordine di grandezza di migliaia o decine di migliaia di casi per anno nelle otto maggiori città italiane.
Ma è corretto porre un obiettivo di qualità annuale visto che i cittadini sono sempre esposti a questo inquinante? In Italia la Lombardia ha il merito di essere lunica regione italiana ad aver recepito la normativa europea relativa alla presenza di PM10 nellaria, anche se rimangono molti dubbi sulle regole decise visto che il blocco del traffico, in caso di superamenti, viene attuato solo di domenica. E così, in questo caso vengono posti un livello di attenzione ed uno di allarme per le concentrazioni medie giornaliere raggiunte nellarco di una settimana, pari rispettivamente a 50 e 75 µg/m3. Insomma se i dati delle prime 72 ore fossero confermati da ulteriori rilevamenti si dovrebbe procedere al blocco del traffico, come previsto appunto dalla normativa.
E limmediato intervento per rimuovere le cause che hanno fatto crescere le concentrazioni delle polveri è senza dubbio una garanzia per la tutela della salute dei cittadini. E chiaro che anche se un monitoraggio su tre giorni non può che essere uno spot, una fotografia puntuale della situazione, nel caso che tutte le Regioni recepissero la normativa europea anche il monitoraggio effettuato con queste modalità sarebbe più che indicativo della situazione.
|
MONITORAGGIO DEL PM10 |
|||
|
Città |
Media prime |
Media seconde |
Media terze |
|
PALERMO |
61.3 |
45.1 |
37.7 |
|
REGGIO CALABRIA |
41.2 |
40.9 |
37.3 |
|
FOGGIA |
56.9 |
61.3 |
65.7 |
|
TORRE ANNUNZIATA |
54.1 |
44.2 |
46 |
|
PESCARA |
42 |
38.9 |
35.4 |
|
PERUGIA |
57.9 |
71.4 |
76.8 |
|
RAVENNA |
57 |
50.1 |
52.5 |
|
UDINE |
43.9 |
55.2 |
57.3 |
|
PAVIA |
89 |
88.4 |
92.5 |
|
NOVARA |
84.1 |
79.5 |
45.2 |
|
IMPERIA |
47.7 |
42.9 |
37.4 |
|
LIVORNO |
92.2 |
72.8 |
67.3 |
|
SEZZE ROMANO (LT) |
63.6 |
57.2 |
51.8 |
Il monitoraggio del benzene è stato effettuato grazie al radiello, un campionatore passivo brevettato dalla Fondazione Maugeri di Padova ed è stato realizzato con due modalità diverse. Sono state infatti effettuate esposizioni ambientali, durante i quali il radiello è stato esposto per una settimana consecutiva ed esposizioni personali in cui il radiello è stato appuntato per otto ore consecutive sulla giacca di un volontario. I volontari sono stati scelti tra le categorie professionali più a contatto con il traffico e quindi più a rischio: vigili urbani, edicolanti, "pony express", senza dimenticare i bambini e i passanti vittime anche loro del traffico cittadino.
La concentrazione di benzene nell'aria è regolata dal DM 25/11/94 che pone un obiettivo di qualità annuale pari a 10 microgrammi/metrocubo (µg/m3). Vale a dire che la media annuale delle medie giornaliere di concentrazione di benzene non deve superare questo valore, un valore però che la Comunità Europea vorrebbe portare al più presto a 5 µg/m3.
Il benzene presente in concentrazioni analoghe sia nella benzina super che in quella senza piombo, è una delle sostanze a maggiore rischio-cancro. Uno studio realizzato dalla Commissione Tossicologica Nazionale prevede che questo idrocarburo, alle concentrazioni attuali rilevate nelle città, nei prossimi 75 anni potrebbe essere responsabile di 18mila casi aggiuntivi di leucemia nel nostro paese.
|
CITTA' |
ESPOSIZIONE AMBIENTALE |
ESPOSIZIONE PERSONALE |
|
Palermo |
Nd |
28,1 46,8 7,9 |
|
Reggio Calabria |
11,9 |
21,9 30 23,1 32 |
|
Foggia |
7,6 |
6,9 22 11,5 10,4 |
|
Torre Annunziata |
5,1 |
26 30 38,5 39,3 |
|
Pescara |
7,4 |
9,3 9,9 8 16,6 |
|
Perugia |
7,4 |
11,9 3,2 6,2 9,4 |
|
Ravenna |
8,9 6,7 10,2 7,6 7,6 |
8,9 6,7 10,2 7,6 7,6 |
|
Udine |
6,9 7,4 |
13,2 |
|
Pavia |
8,7 |
14 7,7 14,8 6,7 |
|
Novara |
8,9 |
7,3 11,4 3,6 |
|
Imperia |
13,6 |
16,6 12,8 6,3 |
|
Livorno |
14,3 |
7,3 12,5 22,3 7,3 |
|
Sezze Romano |
Nd |
11,1 12,5 12,5 9,8 |
Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (Ipa) sono presenti in atmosfera soprattutto per effetto di attività umane. Rappresentano una delle principali famiglie di Idrocarburi e molti di essi svolgono unaccertata azione cancerogena. Prodotti in massima parte dalla combustione dei derivati del petrolio, gli Ipa, possono contaminare anche gli alimenti. Uno dei componenti degli Ipa è il famigerato benzo(a)pirene , la cui presenza nellaria è regolata dal Decreto Ministeriale del 25/11/94. La legislazione prevede infatti che a partire dal 1/1/99, per i centri urbani con più di 150.000, il benzo(a)pirene non debba superare, nellarco dellanno, una concentrazione nellaria pari a 1 nanogrammo/metrocubo.
|
CITTA' |
Ipa |
Benzo(a)Pirene |
|
Palermo |
7,86 |
0,60 |
|
Reggio Calabria |
12,58 |
1,18 |
|
Foggia |
8,14 |
0,67 |
|
Torre Annunziata |
19,34 |
1,92 |
|
Pescara |
27,94 |
0,19 |
|
Perugia |
25,40 |
0,55 |
|
Ravenna |
16,04 |
0,78 |
|
Udine |
26,37 |
1,90 |
|
Pavia |
32,82 |
0,19 |
|
Novara |
5,15 |
0,27 |
|
Imperia |
12,27 |
0,74 |
|
Livorno |
11,81 |
0,62 |
|
Sezze Romano (LT) |
10,12 |
0,83 |
Chiameremo così gli inquinanti tradizionali che all'inizio del nostro lungo viaggio con il Treno Verde, iniziato 13 anni fa, erano presenti in alte concentrazioni nelle nostre città. Ora, grazie al ricambio del parco veicolare e grazie al relativo miglioramento della qualità delle benzine, sembra che siano moderatamente sotto controllo. Tra questi inquinanti gli unici che continuano a mantenersi costantemente al di sopra dei limiti di legge sono gli Idrocarburi Non Metanici. Va specificato però che questi ultimi vengono presi in considerazione dalla legislazione solo se contemporaneamente viene superato il limite dellozono, in quanto tra i principali responsabili dello smog fotochimico. Vale la pena però non abbassare la guardia visto che l'inquinamento delle città, dovuto essenzialmente al traffico veicolare, continua ad essere uno dei problemi più gravi sul fronte della vivibilità urbana.
I LIMITI DI LEGGE:
|
Sostanza |
Limiti di legge
|
|
Biossido di Zolfo* |
Livello di attenzione:125 Livello di allarme: 250 |
|
Biossido di Azoto** |
Livello di attenzione: 200 Livello di allarme: 400 |
|
Monossido di Carbonio** |
Livello di attenzione: 15 Livello di allarme: 30 |
|
Ozono** |
Livello di attenzione: 180 Livello di allarme: 360 |
|
Idrocarburi*** |
Standard di qualità: 200 |
|
* Media di 24h ** Concentrazione di un'ora *** Media di 3 ore Valori espressi in microgrammi per metro cubo, tranne per il monossido di carbonio, espresso in milligrammi per metro cubo. |
|
Riferimenti normativi: I parametri utilizzati per lanalisi dello smog e della qualità dellaria in generale, sono quelli previsti dal D.p.c.m. 28 marzo 1983, integrati dallArt. del D.P.R.24 maggio 1988, n. 203 e del D.M. 25 novembre 1994. Per quanto riguarda i criteri per la raccolta dei dati, si prende in considerazione quelli previsti dal D.M. 20 maggio 19
|
PALERMO Viale Strasburgo |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
12 gennaio |
12.6 |
198 |
14.7 |
24.1 |
895 |
|
13 gennaio |
14.6 |
146 |
6.12 |
52.4 |
1018 |
|
14 gennaio |
10.6 |
134 |
5.84 |
60.3 |
787 |
|
REGGIO CALABRIA Viale Aldo Moro |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
17 gennaio |
7.57 |
80.8 |
4.14 |
50.9 |
659 |
|
18 gennaio |
10.7 |
120 |
8.45 |
56.7 |
765 |
|
19 gennaio |
2.12 |
117 |
6.78 |
66.2 |
555 |
|
FOGGIA Corso Roma |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
22 gennaio |
2.45 |
78 |
5.15 |
29.6 |
518 |
|
23 gennaio |
8.06 |
97.7 |
4.28 |
42.5 |
795 |
|
24 gennaio |
10.6 |
101 |
5.46 |
59.1 |
562 |
|
TORRE ANNUNZIATA Corso Umberto I |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
26 gennaio |
6.97 |
122 |
10.6 |
58.1 |
1073 |
|
27 gennaio |
8.98 |
98.2 |
7.82 |
58.3 |
942 |
|
28 gennaio |
27.2 |
74.3 |
12.6 |
61 |
1025 |
|
PESCARA Via Circuito |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
31 gennaio |
6.68 |
136 |
3.82 |
43.5 |
406 |
|
1° febbraio |
4.54 |
123 |
3.86 |
55.2 |
330 |
|
2 febbraio |
3.96 |
125 |
3.41 |
57.9 |
362 |
|
PERUGIA Via Sette Valli |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
5 febbraio |
3.53 |
93.6 |
2.22 |
60.3 |
223 |
|
6 febbraio |
7.28 |
120 |
6.05 |
39 |
649 |
|
7 febbraio |
10 |
120 |
5.88 |
50.9 |
645 |
|
RAVENNA Via Maggiore |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
9 febbraio |
2.22 |
144 |
4.52 |
25.1 |
1024 |
|
10 febbraio |
0.6 |
83.5 |
3.89 |
27.2 |
687 |
|
11 febbraio |
0.7 |
81.7 |
3.34 |
50 |
596 |
|
UDINE Piazzale Osoppo |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
14 febbraio |
15.3 |
137 |
4.41 |
32.5 |
761 |
|
15 febbraio |
21.8 |
170 |
7.76 |
34.2 |
984 |
|
16 febbraio |
21.1 |
165 |
6.61 |
26.8 |
859 |
|
PAVIA Viale Partigiani |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
19 febbraio |
4.12 |
159 |
2.01 |
49 |
247 |
|
20 febbraio |
5.80 |
152 |
4.90 |
34.9 |
384 |
|
21 febbraio |
5.69 |
140 |
2.74 |
50.7 |
297 |
|
NOVARA Largo Buscaglia |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
23 febbraio |
12.3 |
174 |
6.68 |
23.9 |
512 |
|
24 febbraio |
6 |
104 |
2.26 |
35.6 |
290 |
|
25 febbraio |
7.66 |
138 |
2.33 |
42.8 |
265 |
|
IMPERIA Via Bonfanti |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
28 febbraio |
7.48 |
112 |
3.16 |
66.5 |
532 |
|
1° marzo |
10.9 |
95.9 |
3.61 |
52.1 |
518 |
|
2 marzo |
11.4 |
111 |
2.43 |
62.4 |
242 |
|
LIVORNO Via Gramsci |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
5 marzo |
13.7 |
132 |
6.22 |
71.7 |
791 |
|
6 marzo |
10.9 |
119 |
5.77 |
48.5 |
661 |
|
7 marzo |
8.35 |
114 |
6.74 |
39.2 |
336 |
|
SEZZE ROMANO Corso della Repubblica |
Biossido di Zolfo
|
Biossido di Azoto
|
Monossido di Carbonio | Ozono
|
Idrocarburi |
|
9 marzo |
5.16 |
150 |
0.4 |
55 |
Nd |
|
10 marzo |
8.36 |
127 |
nd |
61 |
Nd |
|
11 marzo |
9.24 |
76.6 |
1.35 |
66.2 |
Nd |
|
CITTÀ ED AREE MONITORATE |
Valore diurno |
Valore notturno |
|
PALERMO Viale Strasburgo 12 gennaio 2001 |
76,1 - (65) |
70,6 - (55) |
|
PALERMO Viale Strasburgo 13 gennaio 2001 |
74,3 - (65) |
70,6 - (55) |
|
PALERMO Viale Strasburgo 14 gennaio 2001 |
74,4 - (65) |
72,5 - (55) |
|
REGGIO CALABRIA Viale Aldo Moro 17 gennaio 2001 |
70,5 - (65) |
62,8 - (55) |
|
REGGIO CALABRIA Viale Aldo Moro 18 gennaio 2001 |
71,3 - (65) |
62,7 - (55) |
|
REGGIO CALABRIA Viale Aldo Moro 19 gennaio 2001 |
71,3 - (65) |
62,6 - (55) |
|
FOGGIA Corso Roma - 22 gennaio 2001* |
70,1 - (50) |
64,2 - (40) |
|
FOGGIA Corso Roma - 23 gennaio 2001* |
69,9 - (50) |
63,6 - (40) |
|
FOGGIA Corso Roma - 24 gennaio 2001* |
69,9 - (50) |
65,8 - (40) |
|
TORRE ANNUNZIATA Corso Umberto I 26 gennaio 2001 |
71,1 - (65) |
64,5 - (55) |
|
TORRE ANNUNZIATA Corso Umberto I 27 gennaio 2001 |
72,3 - (65) |
66,6 - (55) |
|
TORRE ANNUNZIATA Corso Umberto I 28 gennaio 2001 |
73 - (65) |
70,5 - (55) |
|
PESCARA Via del Circuito 31 gennaio 2001 |
75,1 - (65) |
68,5 - (55) |
|
PESCARA Via del Circuito 1° febbraio 2001 |
75,9 - (65) |
69,2 - (55) |
|
PESCARA Via del Circuito 2 febbraio 2001 |
75,7 - (65) |
71,3 - (55) |
|
PERUGIA Via Sette Valli 5 febbraio 2001 |
73,3 - (65) |
69,1 - (55) |
|
PERUGIA Via Sette Valli 6 febbraio 2001 |
73,1 - (65) |
69,2 - (55) |
|
PERUGIA Via Sette Valli 7 febbraio 2001 |
73,1 - (65) |
69 - (55) |
|
RAVENNA Via Maggiore 9 febbraio 2001 |
73,8 - (65) |
68,9 - (55) |
|
RAVENNA Via Maggiore 10 febbraio 2001 |
74 - (65) |
70,4 - (55) |
|
RAVENNA Via Maggiore 11 febbraio 2001 |
71,9 - (65) |
70,5 - (55) |
|
UDINE Piazzale Osoppo 14 febbraio 2001 |
71,1 - (65) |
62,6 - (55) |
|
UDINE Piazzale Osoppo 15 febbraio 2001 |
70,2 - (65) |
63,3 - (55) |
|
UDINE Piazzale Osoppo 16 febbraio 2001 |
70,2 - (65) |
63,1 - (55) |
|
PAVIA Viale Partigiani 19 febbraio 2001 |
72,3 - (65) |
64,6 - (55) |
|
PAVIA Viale Partigiani 20 febbraio 2001 |
72,1 - (65) |
64,3 - (55) |
|
PAVIA Viale Partigiani 21 febbraio 2001 |
72,4 - (65) |
65,1 - (55) |
|
NOVARA Largo Buscaglia 23 febbraio 2001 |
71,9 - (65) |
66 - (55) |
|
NOVARA Largo Buscaglia 24 febbraio 2001 |
71,8 - (65) |
67,7 - (55) |
|
NOVARA Largo Buscaglia 25 febbraio 2001 |
69,5 - (65) |
67,7 - (55) |
|
IMPERIA Via Bonfante 28 febbraio 2001 |
72,7 - (65) |
68 - (55) |
|
IMPERIA Via Bonfante 1° marzo 2001 |
72,9 - (65) |
66,4 - (55) |
|
IMPERIA Via Bonfante 2 marzo 2001 |
74,1 - (65) |
67,6 - (55) |
|
LIVORNO Via Gramsci 5 marzo 2001* |
74,2 - (50) |
68,8 - (40) |
|
LIVORNO Via Gramsci 6 marzo 2001 |
74,5 - (50) |
66,4 - (40) |
|
LIVORNO Via Gramsci 7 marzo 2001 |
74,5 - (50) |
68,1 - (40) |
|
SEZZE ROMANO Corso della Repubblica 9 marzo 2001 |
73,7 - (65) |
66,8 - (55) |
|
SEZZE ROMANO Corso della Repubblica 10 marzo 2001 |
71,2 - (65) |
65,3 - (55) |
|
SEZZE ROMANO Corso della Repubblica 11 marzo 2001 |
69,5 - (65) |
65,2 - (55) |
* Area particolarmente protetta. Tra parentesi i limiti di legge
La normativa sull'inquinamento acustico fino al 1997 prevedeva limiti di rumore pari ad un massimo di 65 dB(a) per il giorno e a 55 dB(a) per la notte. La più recente normativa - DPCM14/11/97 - definisce invece limiti diversificati a seconda della destinazione d'uso del territorio, prevedendo per determinate aree (vicino agli ospedali, scuole o parchi) limiti più restrittivi.La zonizzazione del territorio (prevista già dalla legge quadro n. 447/95), è affidata alle Amministrazioni Comunali ma, secondo i dati Anpa del marzo 2000, solo 543 comuni (il 6,75) sugli 8100 totali hanno realizzato tale differenziazione.
Tra i più "attenti" la Provincia Autonoma di Trento con il 31,9% di territorio zonizzato, la Liguria (16,6%) e la Campania con il 15,6%).
Questa situazione fa sì che, dove la zonizzazione non è stata ancora realizzata, i limiti imposti risultino ancora quelli della precedente normativa a scapito di aree sensibili che andrebbero particolarmente tutelate.
Valori limite (DPCM 14/11/97)
| Classi di destinazione d'uso del territorio | Diurno (ore 6.00 - 22.00) | Notturno (ore 22.00 - 6.00) |
|
I. Aree particolarmente protette (ospedali, scuole, parchi) |
50 | 40 |
| II. Aree prevalentemente residenziali | 55 | 45 |
| III. Aree di tipo misto (abitazioni, uffici,
attività Commerciali) |
60 | 50 |
| IV. Aree di intensa attività umana (+ attività
Artigianali, aree portuali, ecc) |
65 | 55 |
| V. Aree prevalentemente industriali | 70 | 60 |
| VI. Aree esclusivamente industriali | 70 | 70 |
Zonizzazioni acustiche eseguite (marzo 2000)
| Regione |
n. comuni x Regione |
n. comuni zonizzati |
% territorio regionale zonizzato |
| Abruzzo | 305 | 4 | 0,8 |
| Basilicata | 131 | 1 | 0,4 |
| Calabria | 409 | n.d. | n. d. |
| Campania | 551 | 99 | 15,6 |
| Emilia Romagna | 341 | 28 | 11,1 |
| Friuli V. G. | 219 | 4 | 0,8 |
| Lazio | 377 | 6 | 1,85 |
| Liguria | 235 | 39 | 16,6 |
| Lombardia | 1546 | 190 | 9,3 |
| Marche | 246 | 1 | 0,26 |
| Molise | 136 | 0 | 0,0 |
| P.A. Bolzano | 116 | 1 | 0,6 |
| P. A. Trento | 223 | 63 | 31,9 |
| Piemonte | 1209 | 25 | 2,2 |
| Puglia | 258 | 8 | 5,1 |
| Sardegna | 377 | 1 | 0,2 |
| Sicilia | 390 | 0 | 0,0 |
| Toscana | 287 | 36 | 10,8 |
| Trentino A. A. | 339 | 64 | 14,8 |
| Umbria | 92 | 1 | 2,5 |
| Valle D'Aosta | 74 | 2 | 1,5 |
| Veneto | 580 | 34 | 6,9 |
| Italia | 8100 | 543 | 5,2 |
Quali dunque gli effetti di questo bombardamento di decibel sul nostro organismo? I più immediati e frequenti sono proprio quelli che interessano il sonno, studiati in dettaglio dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dellUniversità "la Sapienza" di Roma. La cattedra di Igiene Ambientale ha raccolto i più autorevoli studi nazionali ed internazionali, schematizzando tutti quei casi in cui i diversi ricercatori arrivavano alle stesse conclusioni. Ebbene tutti gli studi presi in esame dalla "Sapienza" sono ad esempio concordi nellaffermare che valori di rumorosità notturna inferiori ai 40 decibel consentono dormite di 20 minuti più lunghe rispetto alla media; mentre se il frastuono supera i 70 dB aumenta fortemente la possibilità della riduzione o della scomparsa delle fasi IV (sonno profondo) e Rem (sogno) del sonno. In questa tabella è riportata la sintesi dello studio operato dalla "Sapienza".
|
Valori in decibel |
Effetti sul sonno
|
|
Fino a 40 dB |
Si allunga di 20 minuti il tempo di addormento.
|
|
Tra 45 e 50 dB |
Piccoli disturbi allarchitettura del sonno.
|
|
Tra 50 e 60 dB |
Tempo di addormentamento prolungato di 30 minuti o più. Possono svegliarsi i bambini.
|
|
Tra 60 e 70 db |
Alterazioni profonde della qualità e della durata del sonno. Possibili frequenti risvegli.
|
|
Oltre i 70 dB |
Riduzione o scomparsa delle fasi IV e Rem del sonno.
|
Ancor più nel dettaglio si possono citare testualmente le conclusioni cui giunge la ricerca della "Sapienza": "Le caratteristiche fisiche del rumore appaiono determinanti per quanto concerne la tipologia del disturbo sulla qualità e durata del sonno. Letà del soggetto e la sua situazione psicofisica condizionano evidentemente il grado di alterazione del sonno stesso: i giovani sono meno sensibili allo stress acustico. Esiste una sindrome cronica di disturbo del sonno derivante dalla esposizione prolungata (per molti anni) alle immissioni di rumore, che tende ad aggravarsi nel tempo. In questi casi aumenta il numero di risvegli nel corso della notte, si riducono o scompaiono le fasi IV (sonno profondo) e Rem (attività onirica) del sonno, si verificano variazioni del tracciato elettrocardiografico e di quello elettroencefalografico del dormiente, aumenta il numero e lentità dei movimenti del corpo, così come il numero di brevi risvegli e il tempo di addormentamento".
A proposito del tempo di addormentamento: sono milioni le ore di sonno rubate dal rumore prodotto dal traffico. Si può stimare che ogni cittadino di una metropoli (18 milioni gli italiani che vivono nelle grandi aree urbane) dorma trenta minuti in meno, ogni notte. Si tratta di almeno 22 notti in bianco a testa, ogni anno, se si sommano tutte queste mezzore e si considera che vadano destinate al riposo le 8 ore canoniche".
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