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17 Marzo 2010

Legambiente

 

TRENO VERDE 2001

Dossier finale

 

  • Piccole città: "l’aria buona" non abita più qui
  • Il treno verde di legambiente e fs scatta la fotografia delle città del terzo millennio
  • Un filo grigio, fatto di smog e rumore, lega le metropoli alla provincia
  • E il 25 marzo con "100 strade per giocare" i cittadini di tutte le età si riprendono le città

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Se avevate calcolato di fuggire dall’inquinamento urbano trasferendovi in un piccolo centro dovrete rivedere i vostri progetti. Smog e rumore infatti sembrano non essere più caratteristiche legate alle metropoli ma come un sottile e malsano filo grigio legano centri urbani grandi e piccoli, da Palermo a Torre Annunziata, da Sezze Romano a Livorno. E sotto accusa finiscono proprio quelli che Legambiente ha "ribattezzato" i veleni del terzo millennio: benzene e Pm10.

Queste due sostanze, monitorate in ogni città attraversata dal Treno Verde di Legambiente, hanno fatto registrare valori sempre molto alti con poche eccezioni legate più all’intervento delle condizioni meteorologiche che alla diminuzione del traffico veicolare.

Il quadro, certamente non roseo, appena tracciato è frutto dei due mesi viaggio effettuatI dal Treno Verde di Legambiente ed Fs, la storica campagna di analisi ed informazioni sui temi dell’inquinamento urbano, ma non solo, giunta ormai alla sua tredicesima edizione. I dati sull’inquinamento acustico ed atmosferico sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti: Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente, Roberto Renon, amministrazione delegato Trenitalia, Evangelista Cioffi, direttore Istituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato, Willer Bordon, Ministro dell’Ambiente e Ketty Tabakov, responsabile direzione e comunicazione Sondel Gruppo Falck.

"I risultati della tredicesima edizione del Treno Verde dimostrano — ha dichiarato Ermete Realacci - se ancora ce ne fosse bisogno che l’emergenza sanitaria creata dal traffico non è stata ancora risolta. L’estensione di una situazione così grave ai centri urbani più piccoli è un fenomeno annunciato, alla base della decisione di attraversare con il Treno Verde anche le cittadine di provincia. In questi anni molto è stato fatto per diffondere una nuova sensibilità riguardante soprattutto i comportamenti individuali ma anche sul fronte legislativo, non ultimi il decreto su benzene, Pm10 ed Ipa. Sempre sul fronte della sensibilizzazione, è positivo il numero crescente delle città che hanno deciso di aderire alle domeniche senz’auto e bene ha fatto il Ministero a confermare questa iniziativa anche per il 2001, speriamo che prossimamente tutte le domeniche dell’anno possano essere liberate dal traffico e dallo smog. Come sempre le domeniche senz’auto non rappresentano la soluzione al problema dell’inquinamento urbano, rimane però il loro valore simbolico ed educativo. Il prossimo 25 marzo Legambiente scenderà in strada con "100 strade per giocare", una delle campagne più importanti e simboliche. Un’iniziativa rivolta ai cittadini di tutte le età che per un giorno potranno riappropriarsi degli spazi urbani da una parte, ma insieme potranno anche riscoprire la strada come luogo di aggregazione non dedicato esclusivamente alle automobili. Ma segnali forti vanno lanciati anche sul fronte dei trasporti e per questo Legambiente proprio in questi giorni ha inviato al Ministro Bordon una lettera per chiedere un intervento da parte del Ministero dell’Ambiente riguardo la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale del progetto di adeguamento dell’attraversamento appenninico dell’Autostrada A1 tra le località Le Querce e Aglio. In questi anni, Legambiente ha cercato di portare su questo caso il proprio contributo propositivo rispetto alla vicenda dell’autostrada Firenze-Bologna, sforzandosi di evidenziare la necessità di una soluzione equilibrata da un punto di vista funzionale e ambientale. Ma ora il progetto presentato per il tratto che riguarda queste due località non è assolutamente condivisibile o accettabile, mentre la proposta di Legambiente rispetto a questi problemi è chiara e semplice. Il progetto di adeguamento dell’Autostrada deve prevedere un nuovo tracciato a tre corsie, possibile da un punto di vista tecnico sul tracciato proposto, adeguato a standard trasportistici e ambientali di livello europeo ".

Aria al benzene e al Pm10 dunque e tornando ai dati e alle sostanze monitorate sarà bene ricordare che il Pm10, la frazione respirabile delle polveri, grazie alla grana molto fine può raggiungere le vie respiratorie più profonde contaminandole con sostanze altamente inquinanti e spesso cancerogene che vengono veicolate dalle stesse. Il Pm10 è utilizzato come indicatore per lo studio degli effetti sulla salute dell'inquinamento atmosferico, in quanto numerosi studi epidemiologici ne hanno attestato la pericolosità. Fatto particolarmente grave, per il Pm10 non sono determinabili livelli di soglia, valori cioè al di sotto dei quali non sussistano rischi per la salute, data la natura delle sostanze veicolate da queste polveri. La legislazione italiana fissa per questa sostanza un obiettivo di qualità annuale pari a 40 microgrammi/metrocubo. Ebbene i valori registrati in questi due mesi di viaggio hanno raggiunto valori record e pur essendo quella scattata dal Treno Verde una fotografia puntuale della situazione, i dati raccolti lasciano pochi dubbi circa la salute ambientale dei centri urbani interessati. Tra i "record da Pm10" da segnalare il dato di 92.5 m g/m3 raggiunto a Pavia, di 92.2 a Livorno, di 84.1 a Novara e infine di 63.6 a Sezze Romano.

  • Per quanto riguarda il benzene invece la palma per l’inquinamento va a Palermo dove sono stati registrati 46,8 microgrammi/metrocubo di benzene contro i 10, su media annuale, previsti dalla legge come obiettivo di qualità. Non va molto meglio a Torre Annunziata con un dato pari a 39,3 m g/m3 . Veleni che creano una vera e propria emergenza sanitaria visto che l’Istituto Tumori di Milano ha attribuito all’inquinamento atmosferico la responsabilità di 1.600 decessi per patologie cardiovascolari e all’apparato respiratorio. E se possibile ancora più allarmanti sono le stime dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro che ha rilevato, per chi vive nei centri urbani, un aumento del 20-40 per cento del rischio di contrarre un tumore ai polmoni a causa delle alte concentrazioni d'inquinamento atmosferico.

    Ma anche sul fronte del rumore la situazione non è migliore: città fracassone, a tutto volume, di giorno e di notte. Decibel altissimi, una pressione costante che segue l’andamento dei volumi di traffico veicolare, testimoniando ancor di più la fonte comune che lega inquinamento acustico ed atmosferico. Nella "hit parade del frastuono" troviamo Palermo, Pescara, Livorno ed Imperia.

    "Alcuni risultati emersi nella tredicesima edizione del Treno Verde sono davvero impressionanti, ha dichiarato Roberto Renon. "Nel nostro Paese per ogni bambino che nasce vengono immatricolate 4,4 nuove autovetture, e ognuno di noi, a seconda della città in cui vive, trascorre dai 5 ai 7 anni della propria vita nel traffico urbano. Emerge chiaramente come il vettore ferroviario debba svolgere una funzione di riequilibrio sempre più efficace dell’attuale sistema della mobilità, offrendo e garantendo una diversa e migliore qualità della vita".

    "I tecnici dell’Istituto Sperimentale delle Fs - ha dichiarato Evangelista Cioffi - hanno condotto, come ogni anno, analisi approfondite sulla qualità dell’aria e sui livelli di rumore delle città visitate dal Treno Verde. Con il nostro laboratorio mobile sono stati eseguiti monitoraggi continui della durata di 72 ore per tutti i parametri previsti dalla legislazione, in particolare è stato possibile, in ogni città visitata, fornire, contestualmente agli altri parametri rilevati, anche i dati del benzene e degli IPA, per la cui determinazione sono intervenuti i laboratori della sede centrale. I valori d’inquinamento acustico riscontrati hanno evidenziato una situazione quasi costante di superamento dei livelli massimi consentiti dalla legge, anche nelle cosiddette "aree protette". I dati rilevati, ancorché riferiti a periodi limitati nel tempo e localizzazione contribuiscono ad arricchire un archivio di dati comunque significativo per il numero delle città visistate e per la continuità dei monitoraggi negli anni dal 1988 al 2001".

    "Rispettare l’ambiente — ha dichiarato Ketty Tabakov — è sempre stato considerato da Sondel un vantaggio competitivo oltre che una scelta di responsabilità aziendale. Sondel infatti produce energia da fonti rinnovabili e con centrali a ciclo combinato alimentate a metano. Sondel è fortemente impegnata anche a fare informazione e cultura sull’energia e la partnership con Legambiente sul Treno Verde ne è un esempio di successo".

     

    Qualche numero su traffico e smog

    • Quattro auto e una culla. In Italia per ogni bimbo che nasce vengano immatricolate 4,4 nuove autovetture. Alla crescita zero della popolazione, insomma, si contrappone una crescita quattro ruote: nel 1998 si contano infatti 532.843 neonati e 2.364.000 immatricolazioni.
    • Nel nostro Paese ci sono 30 milioni circa di automobili, cifra che ci fa conquistare nella Ue il poco invidiabile primato di maggior numero di auto pro-capite.
    • Rumore: l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, avverte che in Italia il 45% dei cittadini convive con livelli di chiasso compresi tra 70 e 75 decibel, valori potenzialmente responsabili di una lunga serie di patologie.
    • Tra il 1982 ed il 1994, in ambito urbano e metropolitano la mobilità su autovetture è cresciuta di 2,3 volte. In altri termini, la mobilità su autovettura privata in ambito urbano rappresentava nel 1982 il 26% della mobilità totale su auto, mentre nel 1994 ne costituiva il 36%.
    • Legambiente ha elaborato dati Censis e ha scoperto che i napoletani sono condannati a 7,2 anni di ingorghi forzati. I romani invece passano nel traffico 6,9 anni. Bolognesi e milanesi rispettivamente 5,9 e 5,3. I milanesi quotidianamente impiegano 105 minuti negli spostamenti da casa a scuola, al lavoro, al cinema, alla pizzeria (questa ora e 45 moltiplicata per i 74 anni di vita media degli uomini dà appunto 5,3 anni di spostamenti urbani). Centoquindici sono invece i minuti che i bolognesi passano nella propria quattro ruote o sui mezzi di trasporto pubblico. Si arriva a 135 minuti di media, sempre per ogni giornata dell’anno, all’ombra del Colosseo e addirittura a 140 nel capoluogo partenopeo. Si tratta di una mole di minuti, ore, anni che potrebbero essere impiegati ovviamente in altre attività: nel tempo libero ad esempio - che assorbe 13 anni di vita dei romani - o nello studio e nel lavoro. Qui i milanesi primeggiano, dedicando a queste attività 18,5 anni. Ultimi i napoletani (14,5).

    Che fine fa il nostro tempo durante una vita (74 anni, media maschile). Dati in anni

    Attività

    Milano

    Roma

    Napoli

    Bologna

    Spostamenti in città

    5,3

    6,9

    7,2

    5,9

    Shopping

    2,3

    3,3

    4,3

    3,8

    Dormire

    23

    23,1

    23

    22,8

    Lavoro/studio

    18,5

    16,5

    14,5

    17,5

    Tempo libero

    11,5

    13

    11,5

    12,5

    Lavori domestici

    7,7

    6,6

    7,2

    5,9

    Fonte: Legambiente

     

     

     

    IL VIAGGIO:

    Il Treno Verde 2001 ha attraversato 13 città tra grandi e piccole dal 12 gennaio al 13 marzo. L’itinerario ha interessato: Palermo, Reggio Calabria, Foggia, Torre Annunziata, Pescara, Perugia, Ravenna, Udine, Pavia, Novara, Imperia, Livorno, Sezze Romano.

     

    LE COLLABORAZIONI:

    A bordo del Treno Verde hanno viaggiato:

    • Il Movimento Difesa del Cittadino con un’opuscolo ed un cd rom informativi sul mondo di internet, dedicato in particolar modo ai più piccoli.
    • L’Enea che ha fornito una mostra riguardante i temi dell’energia, dei consumi e del risparmio energetico, dell’effetto serra e dei mutamenti climatici
    • La Cam Tecnologie, sponsor tecnico dell’edizione 2001, produttrice di Gecam, il gasolio bianco a basso impatto inquinante, che ha organizzato momenti pubblici informativi sui temi dell’inquinamento urbano.
    • "E’ stato un piacere partecipare alla più grande campagna ambientalista itinerante — ha dichiarato Nino Tronchetti Provera, amministratore delegato di Cam Tecnologie — così come ritengo sia stato un importante contributo da parte di Legambiente la diffusione di dati sull’inquinamento da traffico urbano, dati che fanno riflettere e comprendere la gravità del problema. Un problema in prospettiva sempre più invadente a cui bisogna porre dei limiti e per il quale si devono trovare dei rimedi. Come imprenditore il mio compito è proprio questo, trovare soluzioni alternative. Gecam, il gasolio bianco, è una di queste possibili soluzioni: un’emulsione di acqua in gasolio, per abbattere le emissioni inquinanti, l’unica risposta immediata al problema dell’inquinamento da diesel. Sono pertanto felice che Legambiente abbia scelto il Gecam come sponsor tecnico del Treno Verde".
    • La Giacomini Spa, l’altro sponsor tecnico del Treno Verde, produttrice di teste termostatiche per il risparmio energetico che ha organizzato incontri con gli operatori di settore.
      "Questa manifestazione — ha dichiarato Arianna Filzoli di Giacomini Spa - è stata un’esperienza sicuramente positiva visto che ha permesso di raggiungere un vasto pubblico cui trasmettere il messaggio che anche attraverso semplici gesti quotidiani si possono ottenere notevoli vantaggi sia a livello di risparmio economico e soprattutto a livello di conservazione dell’ambiente, andando così incontro ai parametri imposti dall’accordo di Kyoto".

     

    IL PROGRAMMA SCIENTIFICO

    I prelievi e le analisi sono stati effettuati da un laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato. In ogni città è stato individuato un punto di rilevamento per l’aria e per il rumore che è stato tenuto sotto controllo per 72 ore. I parametri analizzati, oltre al Pm 10, al Benzene e agli Idrocarburi Policiclici Aromatici sono stati per l’inquinamento atmosferico: l’anidride solforosa (SO2), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), l’ozono (03), gli idrocarburi totali non metanici (HNMC). Gli Idrocarburi sono i principali responsabili dello smog fotochimico, che può provocare difficoltà respiratorie, attacchi di asma, insufficienza cardiaca. Ma gli idrocarburi più pericolosi sono i policiclici aromatici, un terzo dei quali svolge un’accertata azione cancerogena. Il biossido di azoto ha effetti di tossicità acuta sia sulle mucose che sugli occhi, ma può provocare danni polmonari e, in elevate concentrazioni, si dimostra letale. Dal settore dei trasporti proviene più del 50% di tutte le emissioni di ossido di azoto. Il monossido di carbonio, gas incolore ed inodore sfornato dal traffico e dalle industrie ha la capacità di limitare la quantità di ossigeno trasportata dal sangue, provocando effetti di tossicità cardiovascolare, e in enormi quantità l’asfissia. In Italia i veicoli a motore contribuiscono per il 90% al totale delle emissioni. Il biossido di zolfo può irritare occhi e mucose e partecipa alla formazione di piogge acide. Deriva dai processi di combustione dei carburanti contenenti zolfo. L’ozono negli strati bassi dell’atmosfera provoca irritazioni all’apparato respiratorio.

     

    I RISULTATI DEL MONITORAGGIO EFFETTUATO DTRENO VERDE 2001 DI LEGAMBIENTE E FERROVIE DELLO STATO SPA

    "IL MONITORAGGIO DEL PM10"

    L'Obiettivo di qualità per il PM10 posto dalla legge su base annuale, pari a 40 µg/m3 (microgrammi/metrocubo) e’ stato superato abbondantemente nel corso dei rilevamenti effettuati dai tecnici del Treno Verde. Neanche laddove si è scesi al di sotto del limite di legge si può cantar vittoria visto che, in questo caso, sono sempre intervenuti fattori meteorologici come la pioggia, o addirittura come nel caso di Pescara la neve, che hanno favorito la dispersione degli inquinanti. Insomma come sempre dove non vuole l'uomo la natura agisce.

    L’impatto dell’inquinamento da PM10 sulla nostra salute ha effetti devastanti visto che secondo un recente studio dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanita’) condotto nelle 8 maggiori città italiane, nella popolazione di oltre trenta anni il 4,7% di tutti i decessi osservati nel 1998, pari a 3.472 casi, è attribuibile a concentrazioni di Pm10 superiori a 30m g/m3. In altre parole, portando le polveri sottili a livelli accettabili, in queste 8 città come nelle altre non oggetto della ricerca, si potrebbero prevenire circa 3.500 morti all’anno. Anche migliaia di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari e decine di migliaia di casi di bronchite acuta e asma fra i bambini al di sotto dei quindici anni potrebbero essere evitati riducendo le concentrazioni medie di questa sostanza. Un sostanziale numero di decessi, ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini, sono attribuibili quindi all’inquinamento atmosferico urbano, nell'ordine di grandezza di migliaia o decine di migliaia di casi per anno nelle otto maggiori città italiane.

    Ma è corretto porre un obiettivo di qualità annuale visto che i cittadini sono sempre esposti a questo inquinante? In Italia la Lombardia ha il merito di essere l’unica regione italiana ad aver recepito la normativa europea relativa alla presenza di PM10 nell’aria, anche se rimangono molti dubbi sulle regole decise visto che il blocco del traffico, in caso di superamenti, viene attuato solo di domenica. E così, in questo caso vengono posti un livello di attenzione ed uno di allarme per le concentrazioni medie giornaliere raggiunte nell’arco di una settimana, pari rispettivamente a 50 e 75 µg/m3. Insomma se i dati delle prime 72 ore fossero confermati da ulteriori rilevamenti si dovrebbe procedere al blocco del traffico, come previsto appunto dalla normativa.

    E l’immediato intervento per rimuovere le cause che hanno fatto crescere le concentrazioni delle polveri è senza dubbio una garanzia per la tutela della salute dei cittadini. E’ chiaro che anche se un monitoraggio su tre giorni non può che essere uno spot, una fotografia puntuale della situazione, nel caso che tutte le Regioni recepissero la normativa europea anche il monitoraggio effettuato con queste modalità sarebbe più che indicativo della situazione.

     

    MONITORAGGIO DEL PM10

    Città

    Media prime
    24 ore

    Media seconde
    24 ore

    Media terze
    24 ore

    PALERMO
    Dal 12 al 15 gennaio
    Viale Strasburgo

    61.3

    45.1

    37.7

    REGGIO CALABRIA
    Dal 17 al 19 gennaio
    Viale Aldo Moro

    41.2

    40.9

    37.3

    FOGGIA
    Dal 22 al 24 gennaio
    Corso Roma

    56.9

    61.3

    65.7

    TORRE ANNUNZIATA
    Dal 26 al 28 gennaio
    Corso Umberto I

    54.1

    44.2

    46

    PESCARA
    Dal 31 genn al 2 febbraio
    Via del Circuito

    42

    38.9

    35.4

    PERUGIA
    Dal 5 al 7 febbraio
    Via Sette Valli

    57.9

    71.4

    76.8

    RAVENNA
    Dal 9 all'11 febbraio
    Via Maggiore

    57

    50.1

    52.5

    UDINE
    Dal 14 al 16 febbraio
    Piazzale Osoppo

    43.9

    55.2

    57.3

    PAVIA
    Dal 19 al 21 febbraio
    Viale Partigiani

    89

    88.4

    92.5

    NOVARA
    Dal 23 al 25 febbraio
    Largo Buscaglia

    84.1

    79.5

    45.2

    IMPERIA
    Dal 28 febbr al 2 marzo
    Via Bonfante

    47.7

    42.9

    37.4

    LIVORNO
    Dal 5 al 7 marzo
    Via Gramsci

    92.2

    72.8

    67.3

    SEZZE ROMANO (LT)
    al 9 all'11 marzo
    Corso della Repubblica

    63.6

    57.2

    51.8

     

     

    "IL MONITORAGGIO DEL BENZENE"

    Il monitoraggio del benzene è stato effettuato grazie al radiello, un campionatore passivo brevettato dalla Fondazione Maugeri di Padova ed è stato realizzato con due modalità diverse. Sono state infatti effettuate esposizioni ambientali, durante i quali il radiello è stato esposto per una settimana consecutiva ed esposizioni personali in cui il radiello è stato appuntato per otto ore consecutive sulla giacca di un volontario. I volontari sono stati scelti tra le categorie professionali più a contatto con il traffico e quindi più a rischio: vigili urbani, edicolanti, "pony express", senza dimenticare i bambini e i passanti vittime anche loro del traffico cittadino.

    La concentrazione di benzene nell'aria è regolata dal DM 25/11/94 che pone un obiettivo di qualità annuale pari a 10 microgrammi/metrocubo (µg/m3). Vale a dire che la media annuale delle medie giornaliere di concentrazione di benzene non deve superare questo valore, un valore però che la Comunità Europea vorrebbe portare al più presto a 5 µg/m3.

    Il benzene presente in concentrazioni analoghe sia nella benzina super che in quella senza piombo, è una delle sostanze a maggiore rischio-cancro. Uno studio realizzato dalla Commissione Tossicologica Nazionale prevede che questo idrocarburo, alle concentrazioni attuali rilevate nelle città, nei prossimi 75 anni potrebbe essere responsabile di 18mila casi aggiuntivi di leucemia nel nostro paese.

    CITTA'

    ESPOSIZIONE AMBIENTALE

    ESPOSIZIONE PERSONALE

    Palermo

    Nd

    28,1

    46,8

    7,9

    Reggio Calabria

    11,9

    21,9

    30

    23,1

    32

    Foggia

    7,6

    6,9

    22

    11,5

    10,4

    Torre Annunziata

    5,1

    26

    30

    38,5

    39,3

    Pescara

    7,4

    9,3

    9,9

    8

    16,6

    Perugia

    7,4

    11,9

    3,2

    6,2

    9,4

    Ravenna

    8,9

    6,7

    10,2

    7,6

    7,6

    8,9

    6,7

    10,2

    7,6

    7,6

    Udine

    6,9

    7,4

    13,2

    Pavia

    8,7

    14

    7,7

    14,8

    6,7

    Novara

    8,9

    7,3

    11,4

    3,6

    Imperia

    13,6

    16,6

    12,8

    6,3

    Livorno

    14,3

    7,3

    12,5

    22,3

    7,3

    Sezze Romano

    Nd

    11,1

    12,5

    12,5

    9,8

     

     

    "I RILEVAMENTI DEGLI IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI (IPA) E DEL BENZO(A)PIRENE"

    Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (Ipa) sono presenti in atmosfera soprattutto per effetto di attività umane. Rappresentano una delle principali famiglie di Idrocarburi e molti di essi svolgono un’accertata azione cancerogena. Prodotti in massima parte dalla combustione dei derivati del petrolio, gli Ipa, possono contaminare anche gli alimenti. Uno dei componenti degli Ipa è il famigerato benzo(a)pirene , la cui presenza nell’aria è regolata dal Decreto Ministeriale del 25/11/94. La legislazione prevede infatti che a partire dal 1/1/99, per i centri urbani con più di 150.000, il benzo(a)pirene non debba superare, nell’arco dell’anno, una concentrazione nell’aria pari a 1 nanogrammo/metrocubo.

    CITTA'

    Ipa

    Benzo(a)Pirene

    Palermo

    7,86

    0,60

    Reggio Calabria

    12,58

    1,18

    Foggia

    8,14

    0,67

    Torre Annunziata

    19,34

    1,92

    Pescara

    27,94

    0,19

    Perugia

    25,40

    0,55

    Ravenna

    16,04

    0,78

    Udine

    26,37

    1,90

    Pavia

    32,82

    0,19

    Novara

    5,15

    0,27

    Imperia

    12,27

    0,74

    Livorno

    11,81

    0,62

    Sezze Romano (LT)

    10,12

    0,83

     

    "GLI INQUINANTI DELLA "PRIMA GENERAZIONE""

    Chiameremo così gli inquinanti tradizionali che all'inizio del nostro lungo viaggio con il Treno Verde, iniziato 13 anni fa, erano presenti in alte concentrazioni nelle nostre città. Ora, grazie al ricambio del parco veicolare e grazie al relativo miglioramento della qualità delle benzine, sembra che siano moderatamente sotto controllo. Tra questi inquinanti gli unici che continuano a mantenersi costantemente al di sopra dei limiti di legge sono gli Idrocarburi Non Metanici. Va specificato però che questi ultimi vengono presi in considerazione dalla legislazione solo se contemporaneamente viene superato il limite dell’ozono, in quanto tra i principali responsabili dello smog fotochimico. Vale la pena però non abbassare la guardia visto che l'inquinamento delle città, dovuto essenzialmente al traffico veicolare, continua ad essere uno dei problemi più gravi sul fronte della vivibilità urbana.

    I LIMITI DI LEGGE:

    Sostanza

    Limiti di legge

    Biossido di Zolfo*

    Livello di attenzione:125

    Livello di allarme: 250

    Biossido di Azoto**

    Livello di attenzione: 200

    Livello di allarme: 400

    Monossido di Carbonio**

    Livello di attenzione: 15

    Livello di allarme: 30

    Ozono**

    Livello di attenzione: 180

    Livello di allarme: 360

    Idrocarburi***

    Standard di qualità: 200

    * Media di 24h

    ** Concentrazione di un'ora

    *** Media di 3 ore

    Valori espressi in microgrammi per metro cubo, tranne per il monossido di carbonio, espresso in milligrammi per metro cubo.

     

    Riferimenti normativi: I parametri utilizzati per l’analisi dello smog e della qualità dell’aria in generale, sono quelli previsti dal D.p.c.m. 28 marzo 1983, integrati dall’Art. del D.P.R.24 maggio 1988, n. 203 e del D.M. 25 novembre 1994. Per quanto riguarda i criteri per la raccolta dei dati, si prende in considerazione quelli previsti dal D.M. 20 maggio 19

    I DATI

    PALERMO

    Viale Strasburgo

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    12 gennaio

    12.6

    198

    14.7

    24.1

    895

    13 gennaio

    14.6

    146

    6.12

    52.4

    1018

    14 gennaio

    10.6

    134

    5.84

    60.3

    787

     

    REGGIO CALABRIA

    Viale Aldo Moro

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    17 gennaio

    7.57

    80.8

    4.14

    50.9

    659

    18 gennaio

    10.7

    120

    8.45

    56.7

    765

    19 gennaio

    2.12

    117

    6.78

    66.2

    555

     

    FOGGIA

    Corso Roma

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    22 gennaio

    2.45

    78

    5.15

    29.6

    518

    23 gennaio

    8.06

    97.7

    4.28

    42.5

    795

    24 gennaio

    10.6

    101

    5.46

    59.1

    562

     

    TORRE ANNUNZIATA

    Corso Umberto I

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    26 gennaio

    6.97

    122

    10.6

    58.1

    1073

    27 gennaio

    8.98

    98.2

    7.82

    58.3

    942

    28 gennaio

    27.2

    74.3

    12.6

    61

    1025

     

    PESCARA

    Via Circuito

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    31 gennaio

    6.68

    136

    3.82

    43.5

    406

    1° febbraio

    4.54

    123

    3.86

    55.2

    330

    2 febbraio

    3.96

    125

    3.41

    57.9

    362

     

    PERUGIA

    Via Sette Valli

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    5 febbraio

    3.53

    93.6

    2.22

    60.3

    223

    6 febbraio

    7.28

    120

    6.05

    39

    649

    7 febbraio

    10

    120

    5.88

    50.9

    645

     

    RAVENNA

    Via Maggiore

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    9 febbraio

    2.22

    144

    4.52

    25.1

    1024

    10 febbraio

    0.6

    83.5

    3.89

    27.2

    687

    11 febbraio

    0.7

    81.7

    3.34

    50

    596

     

    UDINE

    Piazzale Osoppo

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    14 febbraio

    15.3

    137

    4.41

    32.5

    761

    15 febbraio

    21.8

    170

    7.76

    34.2

    984

    16 febbraio

    21.1

    165

    6.61

    26.8

    859

    PAVIA

    Viale Partigiani

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    19 febbraio

    4.12

    159

    2.01

    49

    247

    20 febbraio

    5.80

    152

    4.90

    34.9

    384

    21 febbraio

    5.69

    140

    2.74

    50.7

    297

     

    NOVARA

    Largo Buscaglia

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    23 febbraio

    12.3

    174

    6.68

    23.9

    512

    24 febbraio

    6

    104

    2.26

    35.6

    290

    25 febbraio

    7.66

    138

    2.33

    42.8

    265

     

    IMPERIA

    Via Bonfanti

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    28 febbraio

    7.48

    112

    3.16

    66.5

    532

    1° marzo

    10.9

    95.9

    3.61

    52.1

    518

    2 marzo

    11.4

    111

    2.43

    62.4

    242

     

    LIVORNO

    Via Gramsci

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    5 marzo

    13.7

    132

    6.22

    71.7

    791

    6 marzo

    10.9

    119

    5.77

    48.5

    661

    7 marzo

    8.35

    114

    6.74

    39.2

    336

     

    SEZZE ROMANO

    Corso della Repubblica

    Biossido di Zolfo

    Biossido di Azoto

    Monossido di Carbonio Ozono

    Idrocarburi

    9 marzo

    5.16

    150

    0.4

    55

    Nd

    10 marzo

    8.36

    127

    nd

    61

    Nd

    11 marzo

    9.24

    76.6

    1.35

    66.2

    Nd

     

     

    L'INQUINAMENTO ACUSTICO

     

    CITTÀ ED AREE MONITORATE

    Valore diurno

    Valore notturno

    PALERMO — Viale Strasburgo — 12 gennaio 2001

    76,1 - (65)

    70,6 - (55)

    PALERMO — Viale Strasburgo — 13 gennaio 2001

    74,3 - (65)

    70,6 - (55)

    PALERMO — Viale Strasburgo — 14 gennaio 2001

    74,4 - (65)

    72,5 - (55)

    REGGIO CALABRIA — Viale Aldo Moro — 17 gennaio 2001

    70,5 - (65)

    62,8 - (55)

    REGGIO CALABRIA — Viale Aldo Moro — 18 gennaio 2001

    71,3 - (65)

    62,7 - (55)

    REGGIO CALABRIA — Viale Aldo Moro — 19 gennaio 2001

    71,3 - (65)

    62,6 - (55)

    FOGGIA — Corso Roma - 22 gennaio 2001*

    70,1 - (50)

    64,2 - (40)

    FOGGIA — Corso Roma - 23 gennaio 2001*

    69,9 - (50)

    63,6 - (40)

    FOGGIA — Corso Roma - 24 gennaio 2001*

    69,9 - (50)

    65,8 - (40)

    TORRE ANNUNZIATA — Corso Umberto I — 26 gennaio 2001

    71,1 - (65)

    64,5 - (55)

    TORRE ANNUNZIATA — Corso Umberto I — 27 gennaio 2001

    72,3 - (65)

    66,6 - (55)

    TORRE ANNUNZIATA — Corso Umberto I — 28 gennaio 2001

    73 - (65)

    70,5 - (55)

    PESCARA — Via del Circuito — 31 gennaio 2001

    75,1 - (65)

    68,5 - (55)

    PESCARA — Via del Circuito — 1° febbraio 2001

    75,9 - (65)

    69,2 - (55)

    PESCARA — Via del Circuito — 2 febbraio 2001

    75,7 - (65)

    71,3 - (55)

    PERUGIA — Via Sette Valli — 5 febbraio 2001

    73,3 - (65)

    69,1 - (55)

    PERUGIA — Via Sette Valli — 6 febbraio 2001

    73,1 - (65)

    69,2 - (55)

    PERUGIA — Via Sette Valli — 7 febbraio 2001

    73,1 - (65)

    69 - (55)

    RAVENNA — Via Maggiore — 9 febbraio 2001

    73,8 - (65)

    68,9 - (55)

    RAVENNA — Via Maggiore — 10 febbraio 2001

    74 - (65)

    70,4 - (55)

    RAVENNA — Via Maggiore — 11 febbraio 2001

    71,9 - (65)

    70,5 - (55)

    UDINE — Piazzale Osoppo — 14 febbraio 2001

    71,1 - (65)

    62,6 - (55)

    UDINE — Piazzale Osoppo — 15 febbraio 2001

    70,2 - (65)

    63,3 - (55)

    UDINE — Piazzale Osoppo — 16 febbraio 2001

    70,2 - (65)

    63,1 - (55)

    PAVIA — Viale Partigiani — 19 febbraio 2001

    72,3 - (65)

    64,6 - (55)

    PAVIA — Viale Partigiani — 20 febbraio 2001

    72,1 - (65)

    64,3 - (55)

    PAVIA — Viale Partigiani — 21 febbraio 2001

    72,4 - (65)

    65,1 - (55)

    NOVARA — Largo Buscaglia — 23 febbraio 2001

    71,9 - (65)

    66 - (55)

    NOVARA — Largo Buscaglia — 24 febbraio 2001

    71,8 - (65)

    67,7 - (55)

    NOVARA — Largo Buscaglia — 25 febbraio 2001

    69,5 - (65)

    67,7 - (55)

    IMPERIA — Via Bonfante — 28 febbraio 2001

    72,7 - (65)

    68 - (55)

    IMPERIA — Via Bonfante — 1° marzo 2001

    72,9 - (65)

    66,4 - (55)

    IMPERIA — Via Bonfante — 2 marzo 2001

    74,1 - (65)

    67,6 - (55)

    LIVORNO — Via Gramsci — 5 marzo 2001*

    74,2 - (50)

    68,8 - (40)

    LIVORNO — Via Gramsci — 6 marzo 2001

    74,5 - (50)

    66,4 - (40)

    LIVORNO — Via Gramsci — 7 marzo 2001

    74,5 - (50)

    68,1 - (40)

    SEZZE ROMANO — Corso della Repubblica — 9 marzo 2001

    73,7 - (65)

    66,8 - (55)

    SEZZE ROMANO — Corso della Repubblica — 10 marzo 2001

    71,2 - (65)

    65,3 - (55)

    SEZZE ROMANO — Corso della Repubblica — 11 marzo 2001

    69,5 - (65)

    65,2 - (55)

    * Area particolarmente protetta. Tra parentesi i limiti di legge

    La normativa sull'inquinamento acustico fino al 1997 prevedeva limiti di rumore pari ad un massimo di 65 dB(a) per il giorno e a 55 dB(a) per la notte. La più recente normativa - DPCM14/11/97 - definisce invece limiti diversificati a seconda della destinazione d'uso del territorio, prevedendo per determinate aree (vicino agli ospedali, scuole o parchi) limiti più restrittivi.

    La zonizzazione del territorio (prevista già dalla legge quadro n. 447/95), è affidata alle Amministrazioni Comunali ma, secondo i dati Anpa del marzo 2000, solo 543 comuni (il 6,75) sugli 8100 totali hanno realizzato tale differenziazione.

    Tra i più "attenti" la Provincia Autonoma di Trento con il 31,9% di territorio zonizzato, la Liguria (16,6%) e la Campania con il 15,6%).

    Questa situazione fa sì che, dove la zonizzazione non è stata ancora realizzata, i limiti imposti risultino ancora quelli della precedente normativa a scapito di aree sensibili che andrebbero particolarmente tutelate.

     

    Valori limite (DPCM 14/11/97)

    Classi di destinazione d'uso del territorio Diurno (ore 6.00 - 22.00) Notturno (ore 22.00 - 6.00)

    I. Aree particolarmente protette (ospedali, scuole, parchi)

    50 40
    II. Aree prevalentemente residenziali 55 45
    III. Aree di tipo misto (abitazioni, uffici,

    attività Commerciali)

    60 50
    IV. Aree di intensa attività umana (+ attività

    Artigianali, aree portuali, ecc)

    65 55
    V. Aree prevalentemente industriali 70 60
    VI. Aree esclusivamente industriali 70 70

     

    Zonizzazioni acustiche eseguite (marzo 2000)

    Regione

    n. comuni x Regione

    n. comuni zonizzati

    % territorio

    regionale zonizzato

    Abruzzo 305 4 0,8
    Basilicata 131 1 0,4
    Calabria 409 n.d. n. d.
    Campania 551 99 15,6
    Emilia Romagna 341 28 11,1
    Friuli V. G. 219 4 0,8
    Lazio 377 6 1,85
    Liguria 235 39 16,6
    Lombardia 1546 190 9,3
    Marche 246 1 0,26
    Molise 136 0 0,0
    P.A. Bolzano 116 1 0,6
    P. A. Trento 223 63 31,9
    Piemonte 1209 25 2,2
    Puglia 258 8 5,1
    Sardegna 377 1 0,2
    Sicilia 390 0 0,0
    Toscana 287 36 10,8
    Trentino A. A. 339 64 14,8
    Umbria 92 1 2,5
    Valle D'Aosta 74 2 1,5
    Veneto 580 34 6,9
    Italia 8100 543 5,2

     

    Quali dunque gli effetti di questo bombardamento di decibel sul nostro organismo? I più immediati e frequenti sono proprio quelli che interessano il sonno, studiati in dettaglio dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università "la Sapienza" di Roma. La cattedra di Igiene Ambientale ha raccolto i più autorevoli studi nazionali ed internazionali, schematizzando tutti quei casi in cui i diversi ricercatori arrivavano alle stesse conclusioni. Ebbene tutti gli studi presi in esame dalla "Sapienza" sono ad esempio concordi nell’affermare che valori di rumorosità notturna inferiori ai 40 decibel consentono dormite di 20 minuti più lunghe rispetto alla media; mentre se il frastuono supera i 70 dB aumenta fortemente la possibilità della riduzione o della scomparsa delle fasi IV (sonno profondo) e Rem (sogno) del sonno. In questa tabella è riportata la sintesi dello studio operato dalla "Sapienza".

    Valori in decibel

    Effetti sul sonno

    Fino a 40 dB

    Si allunga di 20 minuti il tempo di addormento.

     

    Tra 45 e 50 dB

    Piccoli disturbi all’architettura del sonno.

     

    Tra 50 e 60 dB

    Tempo di addormentamento prolungato di 30 minuti o più. Possono svegliarsi i bambini.

    Tra 60 e 70 db

    Alterazioni profonde della qualità e della durata del sonno. Possibili frequenti risvegli.

    Oltre i 70 dB

    Riduzione o scomparsa delle fasi IV e Rem del sonno.

     

    Ancor più nel dettaglio si possono citare testualmente le conclusioni cui giunge la ricerca della "Sapienza": "Le caratteristiche fisiche del rumore appaiono determinanti per quanto concerne la tipologia del disturbo sulla qualità e durata del sonno. L’età del soggetto e la sua situazione psicofisica condizionano evidentemente il grado di alterazione del sonno stesso: i giovani sono meno sensibili allo stress acustico. Esiste una sindrome cronica di disturbo del sonno derivante dalla esposizione prolungata (per molti anni) alle immissioni di rumore, che tende ad aggravarsi nel tempo. In questi casi aumenta il numero di risvegli nel corso della notte, si riducono o scompaiono le fasi IV (sonno profondo) e Rem (attività onirica) del sonno, si verificano variazioni del tracciato elettrocardiografico e di quello elettroencefalografico del dormiente, aumenta il numero e l’entità dei movimenti del corpo, così come il numero di brevi risvegli e il tempo di addormentamento".

    A proposito del tempo di addormentamento: sono milioni le ore di sonno rubate dal rumore prodotto dal traffico. Si può stimare che ogni cittadino di una metropoli (18 milioni gli italiani che vivono nelle grandi aree urbane) dorma trenta minuti in meno, ogni notte. Si tratta di almeno 22 notti in bianco a testa, ogni anno, se si sommano tutte queste mezz’ore e si considera che vadano destinate al riposo le 8 ore canoniche".

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