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2 Settembre 2010

Dossier sull’inquinamento da traffico

marzo 2001

 

La grande crescita della mobilita delle persone - il traffico in passeggeri per chilometro è quasi triplicato rispetto al 1970 - continua ad essere soddisfatta per lo più dal trasporto con mezzi privati. Il dominio del trasporto automobilistico privato copre oggi circa l'82% della mobilità con oltre 54 auto circolanti ogni 100 abitanti, mentre cala in maniera consistente il trasporto pubblico urbano, con 5,5milioni di passeggeri per chilometro in meno rispetto al 1980, e arretra notevolmente anche quello ferroviario (53.432 passeggeri nel 1996, 50.635 nel 1998).

Sotto il profilo infrastrutturale si registra un ulteriore incremento della rete stradale sia come estensione che come capacità, mentre nella rete ferroviaria le linee elettrificate a doppio binario sono ancora solo il 38% della rete totale.

Le politiche in atto hanno quindi lasciato irrisolti molti dei problemi che incidono pesantemente sull'efficienza e sulla sostenibilità ambientale dei trasporti: lo stato delle reti ferroviarie e stradali rimane insoddisfacente, mentre si continuano a privilegiare le grandi opere.

Le azioni positive indispensabili per migliorare le politiche in atto riguardano diversi ambiti: la mobilità urbana, il trasporto di passeggeri di media e lunga distanza, il traffico delle merci.

Gli interventi più urgenti nelle città, riguardano la riorganizzazione complessiva del trasporto pubblico, che deve diventare efficiente e concorrenziale rispetto a quello privato che va, al contrario, disincentivato; sempre nei centri urbani va perseguita con decisione la strada delle pedonalizzazioni, dell'estensione delle zone a traffico limitato, della realizzazione di piste ciclabili. Accanto a questi, altri interventi (dal car-sharing al traffic calming) possono contribuire a garantire una decongestione delle città insieme alla riorganizzazione dei nodi ferroviari metropolitani.

Per la riconversione della mobilità dei passeggeri di media e lunga percorrenza è necessario invece puntare più sulla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale esistente piuttosto che puntare sugli ampliamenti e la costruzione di nuovi tratti autostradali.

Rispetto alle merci poi, c'è bisogno di una politica che le sposti dalla gomma alla rotaia riducendo i tempi di percorrenza e facendo aumentare la competitività di questo settore anche per medie distanze; organizzare una più efficiente intermodalità nelle aree portuali con il trasporto su strada e ferrovia; mirare ad una migliore efficacia attraverso la creazione di catene logistiche multimodali utili ad eliminare il 40% dei viaggi a vuoto attualmente compiuti dai tir.

Bisogna insomma considerare il settore dei trasporti come una delle priorità su cui intervenire sia a livello locale che a livello nazionale. E non solo.

Se consideriamo che dal settore dei trasporti proviene circa un quarto delle emissioni totali di gas serra, ci rendiamo facilmente conto del fatto che una mobilità sostenibile è indispensabile anche su scala globale.

 


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