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12 Marzo 2010

Legambiente

Campagna di analisi e informazione

sui fiumi italiani

Fiumi avvelenati dagli scarichi inquinanti, reclusi dagli sbarramenti, aggrediti dal cemento, vittime di un’agricoltura che utilizza enormi quantità di fertilizzanti e pesticidi. Corsi d’acqua dove talvolta la natura si ribella causando sciagure, dove l’inquinamento mette in pericolo le falde idriche e le riserve di acqua potabile. Fiumi trasformati in fogne, che contaminano il mare. Ma anche zone naturali incontaminate, paesaggi da mozzare il fiato, oasi di rifugio per centinaia di specie animali e vegetali. Per combattere e difendere questi opposti scenari prende il via Fiuminforma, due mesi di campagna itinerante per disegnare una fotografia dei mali più gravi che affliggono i corsi d’acqua del nostro Paese. Dal Simeto all’Arno, dal Nera al Po, dal Tevere alla Dora Baltea, i tecnici di Legambiente raccoglieranno e esamineranno centinaia di campioni d’acqua, e segnaleranno tutte le situazioni più allarmanti per l’ambiente fluviale. Fiuminforma non sarà solo una campagna di denuncia, sarà anche l’occasione per riportare la gente sul fiume, per far rivivere l’antica vicinanza tra l’uomo e gli ecosistemi fluviali.

Documento disponile in formato Acrobat

 

 

Fiuminforma è stato realizzato in collaborazione con:




FICK (Federazioni Italiana Canoa e Kayak), il laboratorio Microbiol


Gli automezzi sono forniti da FORD ITALIA

le canoe da NOVA.
 

FIUMINFORMA: IL PROGRAMMA

Due squadre percorreranno l’Italia in lungo e in largo per verificare lo stato di salute di 19 fiumi italiani. Ogni squadra è composta da cinque persone: 2 tecnici (biologo e chimico) che effettueranno i campionamenti e le analisi, un organizzatore per gli aspetti logistici, un promoter che curerà tutte iniziative lungo i fiumi e un addetto stampa. Fiuminforma uscirà anche fuori dagli argini con molte iniziative collaterali.

Gli incontri con i ragazzi e con le scuole. Si terranno direttamente sulle sponde, perché i ragazzi possano conoscere a fondo i segreti e i problemi dell’ecosistema fiume e familiarizzare con le tecniche di campionamento e di analisi.

Le attività sportive. Giornate di divertimento con gare di canoa, di rafting, escursioni in mountain bike e a cavallo, per riportare le persone a "vivere" il fiume. Al termine della gare si degusteranno i prodotti tipici delle località attraversate.

Dibattiti. Con i rappresentanti delle istituzioni (Autorità di Bacino, Agenzie Regionali per la protezione dell’ambiente, Enti Parco, Corpo Forestale dello Stato, Nucleo Operativo Ecologico dei Carbinieri, Protezione Civile…), le associazioni di volontariato, i comitati impegnati in difesa dei fiumi.

I blitz. Manifestazioni di protesta per segnalare minacce particolarmente gravi: scarichi abusivi, aziende inquinanti, cementificazioni selvagge.

Le tappe

Squadra a

  • Sicilia, fiume Simeto. Dal 30/3 al 5/4
  • Calabria, fiume Neto. Dal 6/4 al 12/4
  • Toscana, Fiume Arno. Dal 13 /4 al 19/4
  • Liguria, Fiumi Bisagno, Polcevera, Argentina. Dal 20/4 al 29/4
  • Valle d'Aosta - Piemonte, Fiumi Dora Baltea, Chiusella. Dal 30/4 al 6/5
  • Piemonte, Fiume Po. Dal 7/5 al 13/5
  • Lombardia, Fiume Po. Dal 14/5 al 19/5
  • Emilia - Romagna, Fiume Po. Dal 20/5 al 27/5
  • Trentino - Veneto, Piave. Dal 28/5 al 3 /6

Squadra B

  • Basilicata, Fiume Basento. 30/3 dal 5/4
  • Campania, Fiume Volturno. Dal 6/4 al 14/4
  • Abruzzo, Fiume Pescara. Dal 15/4 al 22/4
  • Marche, Fiume Chienti. Dal 23/4 al 30/4
  • Lombardia, Fiumi Seveso, Adda, Olona. Dal 1/5 all' 8/5
  • Toscana, Ombrone. Dal 9/5 al 16/5
  • Lazio, Tevere. Dal 17/5 al 26/5
  • Umbria, Nera. Dal 27/5 al 4/6

 

 

Il PROGRAMMA SCIENTIFICO

Le analisi

Durante i due mesi della campagna verranno presi in esame oltre 300 punti di campionamento. Per la valutazione si terrà conto della legge 152/99, che ammoderna e armonizza l’intera normativa del settore.

Verranno misurate le pressioni esercitate da attività umane, attraverso il calcolo del carico organico, del bilancio dell’ossigeno, dell’acidità, del grado di salinità e del carico microbiologico. Questi parametri saranno poi incrociati con i risultati dell’Indice biotico esteso (I.B.E.), con cui viene valutato l’impatto antropico sulle comunità animali del corso d’acqua.

In base all’incrocio di questi dati verrà determinata, per ogni tratto analizzato, una classe di qualità da 1 a 5, cui corrispondono gli stati di qualità ambientale elevato (classe 1), buono (classe 2), sufficiente (classe 3), scadente (classe 4) e pessimo (classe 5).

 

Il monitoraggio del territorio

I fenomeni di dissesto idrogeologico, con le alluvioni e le frane sempre più ricorrenti, le siccità che colpiscono intere regioni durante i mesi estivi, hanno la loro principale radice proprio nella cattiva gestione dei bacini idrografici e delle risorse idriche.

Fiuminforma farà il punto sui passi avanti compiuti e su tutto quello che resta da fare. Andremo a controllare dove sono stati approvati i piani di bacino e le norme di salvaguardia previsti dalla legge 183/89 e dal "decreto Sarno", denunceremo le opere e le attività antropiche illegali che rendono così fragili gli ecosistemi fluviali e mettono in pericolo la sicurezza di migliaia di persone, presenteremo le nostre proposte per il risanamento e una corretta gestione dei bacini idrografici.

 

I NEMICI DEL FIUME

L’inquinamento

Nei corsi d’acqua si riversano gli scarichi di tutti i centri abitati, grandi e piccoli, che essi attraversano. In alcuni casi le acque reflue finiscono nei fiumi senza subire alcun processo di depurazione. Un caso eclatante è rappresentato dalla città di Milano, che a tutt’oggi è sprovvista di depuratore e i cui scarichi finiscono direttamente nel bacino del Po e di lì in Adriatico. Ad aggravare lo stato di salute degli ecosistemi fluviali contribuisce anche l’elevato uso di pesticidi e fertilizzanti in agricoltura. A causa del gravissimo inquinamento di cui soffrono, i fiumi italiani hanno in gran parte perso la loro capacità di autodepurarsi, e questa condizione di degrado si ripercuote su buona parte dei nostri mari.

Acqua rubata

Una delle principali cause di stress per i corsi fluviali sono le tante, troppe, captazioni di acqua che essi subiscono. In alcuni casi, specie nel Mezzogiorno, i fiumi sono ridotti a piccoli rigagnoli perché le loro acque, sia superficiali che di falda, vengono "catturate" e impiegate in attività agricole o industriali.

Cemento

Le opere di regimazione o di manomissione degli alvei come le arginature, le briglie di cemento o i gabbioni, talvolta contrabbandate come "sistemazioni idrauliche", "bonifiche ambientali degli alvei", finiscono spesso per alterare radicalmente l’equilibrio dell’ecosistema. Il corso dei fiumi così modificato perde le sue caratteristiche naturali e si trasforma in un canale privo di vita.

Le cave

Le escavazioni selvagge sono un altro nemico temibile dei nostri fiumi. L’estrazione di ghiaia e di sabbia ha un notevole impatto sull’ecosistema fluviale perché causa l’assottigliamento dello strato permeabile che si trova sotto l’alveo, dove avvengono gli scambi tra le acque sotterranee e le acque superficiali. L’attività estrattiva causa poi la distruzione della copertura vegetale sia dell’alveo che, in molti casi, delle sponde.

Per segnalare scarichi illegali, discariche e altre situazioni allarmanti telefonate alnumero verde del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri: 800253608.

 

Fiuminforma nei parchi

Nell’ultimo decennio il sistema nazionale delle aree protette è cresciuto fino ad inglobare circa il 10% del territorio nazionale. Sono 669 le aree protette, e molte comprendono fiumi e sistemi fluviali: dal Parco del Ticino all’oasi sulla foce del Simeto, il panorama delle aree protette fluviali è molto variegato. Basti pensare ai parchi del bacino del Po, che si estendono su un paesaggio vastissimo e complesso la cui tutela richiede un progetto organico capace di valorizzare le risorse naturali e culturali e, allo stesso tempo, di prevenirne i danni legati alle alluvioni. Per alcuni giorni, Fiuminforma viaggerà a braccetto con la Settimana Europea dei Parchi organizzata dalla Federparchi, che dal 19 al 26 di maggio animerà con centinaia di iniziative tutti parchi nazionali, regionali e le aree protette.

 

I parchi attraversati da Fiuminforma 2001:

  • Simeto
    • Parco regionale dei Nebrodi
    • Riserva naturale regionale Oasi del Simeto
  • Neto
    • Parco nazionale della Calabria/Sila
  • Ombrone
    • Parco naturale regionale della Maremma
  • Dora Baltea
    • Riserva naturale regionale Marais
    • Riserva naturale regionale Stagno di Holay
  • Piave
    • Parco nazionale delle Dolomiti Belunesi
    • Riserva naturale statale Vinchetto di Cellarda
  • Basento
    • Parco regionale di Gallipoli Crognato-Piccole Dolomiti Lucane
    • Riserva naturale statale Metaponto
    • Riserva naturale regionale Lago Pantano di Pignola
  • Volturno
    • Riserva naturale statale Montedimezzo
    • Riserva naturale regionale Foce Volturno-Costa di Licola
  • Pescara
    • Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga
    • Parco nazionale della Majella
    • Parco regionale Sirente-Velino
    • Riserva naturale statale Monte Rotondo
    • Riserva naturale regionale sorgenti del fiume Pescara
    • Riserva naturale regionale Gole di S. Venanzio
  • Chienti
    • Parco nazionale dei Monti Sibillini
  • Arno
    • Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
    • Parco regionale di Migliarino, S. Rossore e Massaciuccoli
  • Tevere
    • Parco fluviale regionale del Tevere
    • Riserva naturale statale Oasi di Macchiagrande
    • Parco urbano Pineta di Castel Fusano
    • Riserva regionale Nazzano, Tevere-Farfa
  • Nera
    • Parco nazionale dei Monti Sibillini
    • Parco fluviale regionale del Nera
  • Po
    • In Piemonte: 13 Parchi regionali; 19 Riserve naturali; 9 Aree attrezzate
    • In Lombardia: 13 Parchi regionali; 34 riserve naturali; 22 Parchi locali
    • In Emilia Romagna: 3 Parchi regionali, 2 riserve naturali
    • In Veneto: 1 Parco regionale

 

 

ACQUA: IL GRANDE SPRECO

La maggior parte dell’acqua che consumiamo viene dai fiumi. Si calcola che circa il 27% dell’acqua immessa nelle reti idriche vada perduto a causa di perdite e guasti. Ma anche nelle nostre case quotidianamente si verificano piccoli e grandi sprechi. Ecco alcuni consigli utili per usare l’acqua con attenzione e intelligenza.

  • Chiudere sempre i rubinetti e controllare che non ci siano perdite. Un water che perde provoca uno spreco mensile di quasi 3.000 litri d’acqua, un rubinetto che gocciola può perdere fino a 4.000 litri d’acqua al mese.
  • Evitate di far scorrere l’acqua inutilmente. Quando si lavano frutta e verdura lasciatele in ammollo ed effettuare il risciacquo solo alla fine.
  • Chiudete il rubinetto mentre insaponate i piatti, vi rasate o vi lavate i denti.
  • Preferite la doccia al bagno. Si possono risparmiare ogni volta fino a 100 litri d’acqua.
  • Applicate alla doccia un miscelatore aria-acqua, ridurrete il consumo idrico del 50%. Anche il frangigetto applicato al rubinetto salva migliaia di litri d’acqua.
  • Mettete in funzione la lavatrice e la lavastoviglie solo quando sono a pieno carico, e scegliete programmi che fanno risparmiare acqua.
  • Applicate al water un sistema di scarico a flusso differenziato: fa risparmiare ad una famiglia di quattro persone fino a 30.000 litri d’acqua ogni anno.
  • Annaffiate le vostre piante di sera, quando l’acqua evapora lentamente.
  • Per il giardino adottate un sistema di irrigazione a micro pioggia e programmabile di notte, quando la richiesta d’acqua è minore.

 

Nessuna vera leadership di mercato nasce e si consolida senza la condivisione di un insieme di valori con i quali, ogni giorno, siamo chiamati a coesistere.

Senza avvertire ciò che noi amiamo definire senso di responsabilità: coscienza di essere parte di un insieme più grande, unico nella sua importanza, che chiama ad un pieno incondizionato rispetto.

Responsabilità che, dall’attenzione ogni giorno dedicata alle esigenze di comunicazione dei propri clienti, conduce Infostrada ad un impegno diverso e più grande, nei confronti di ciò che misura la qualità del nostro ambiente.

I fiumi, per esempio.

I fiumi, corsi d'acqua e insieme delicato ecosistema, radice del nostro sviluppo e della nostra cultura di cui spesso ci si dimentica.

O di cui si tende irresponsabilmente ad ignorare la sorte, sin quando circostanze eccezionali non ne fanno motivo di infausta emergenza.

Ecco perché il loro rispetto, la salvaguardia della ricchezza che rappresentano può e

deve concretizzarsi anche con iniziative che promuovano l’attività di monitoraggio sullo stato di salute e l’informazione nei confronti dell’opinione pubblica.

Iniziative che consentano il recupero di un antico rapporto e la promozione di una cultura moderna, ai quali tutte le associazioni come Legambiente dedicano da sempre ogni attenzione.

Ecco perché Infostrada non ha conosciuto esitazioni o riserve di sorta a supportare questa iniziativa che quest’anno prende il nome di Fiuminforma.

Per un’azienda che in poco tempo ha saputo lasciare un segno così forte nella cultura delle telecomunicazioni del nostro paese e che punta ora a recitare lo stesso ruolo innovatore nella rete Fiuminforma non poteva che rappresentare una nuova, stimolante avventura.

La testimonianza di un entusiasmo e di una voglia di fare ormai senza soluzione di continuità.

La valorizzazione di una sensibilità che intendiamo condividere con tutti voi. Veniteci a trovare.

 

 

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