2 Settembre 2010
Nel 1999, con la prima edizione di Piatto Pulito, Legambiente e La Nuova Ecologia hanno proposto alle aziende produttrici e distributrici di alimenti in Italia di dichiarare con unautocertificazione il loro impegno a non utilizzare né distribuire prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.
Nonostante le informazioni sulla presenza di ogm negli alimenti fossero abbastanza contraddittorie, le aziende che aderirono alliniziativa furono numerosissime. Circa 80 nomi, più o meno noti, inviarono la loro dichiarazione di "non utilizzare e distribuire alimenti con ingredienti geneticamente modificati" e la lista di Piatto Pulito servì a dimostrare la volontà delle aziende di non lanciarsi senza rete in un settore che si sarebbe poi potuto rivelare pericoloso e non conveniente.
Accanto alla lista "positiva", Legambiente lanciò anche una petizione per chiedere la moratoria della produzione e commercializzazione di organismi geneticamente modificati, con lobiettivo di convincere il Parlamento a modificare radicalmente il disegno di legge del Governo di recepimento della direttiva europea sulla brevettabilità degli Ogm. Furono oltre 50.000 gli "autografi" giunti da ogni parte dItalia per sostenere la campagna sulla sicurezza alimentare.
Nel corso del 2000, Legambiente ha poi chiesto alle aziende aderenti alla lista di Piatto Pulito di compiere un ulteriore e significativo passo avanti, formalizzando la loro adesione ad una nuova lista di aziende certificate "non ogm" da un adeguato ente esterno. Si tratta ovviamente di una lista ben più impegnativa della precedente - e per questo ancora in via di realizzazione - che permetterà di fornire ai consumatori uninformazione sempre più completa oltre a rendere il giusto tributo a tutti coloro che, con impegno e serietà, stanno lavorando per la sicurezza alimentare.
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