9 Febbraio 2010
Dovè lalta tecnologia di cui lENI parla a proposito dei suoi impianti? Dove sono le misure di sicurezza, per le persone e per lambiente, previste dallaccordo ENI-Regione? Non in Val dAgri, a considerare dal numero di incidenti che si sono succeduti in questi ultimi due anni (gennaio 2000 - giugno 2002). Una cronologia può essere utile per delineare un quadro della situazione e porre in maniera concreta il problema di unemergenza ambientale, lasciata dietro le quinte e considerata per troppo tempo di importanza secondaria.
"E la conferma che lo sviluppo fondato sulle estrazioni petrolifere in Val dAgri aumenta le difficoltà e le problematiche dellarea, anziché diminuirle. La perdita di vite umane ed i continui e permanenti rischi, cui sono soggetti i cittadini in Val dAgri, non possono non far riflettere. Il programma di ricerca ed estrazione petrolifera, proprio per come si è avviato e sta proseguendo, non garantisce assolutamente unefficace sicurezza ambientale e non pone le comunità locali e le persone al riparo da rischi di incidenti: la sensazione è che lincolumuità della gente e la tutela dellambiente siano considerate ad un livello inferiore rispetto alla produzione del greggio e ai profitti delle compagnie petrolifere
"I programmi di sviluppo minerario per dimensione, modalità e tempi previsti sono in forte contrasto con le caratteristiche del territorio interessato e non ci sembra che ambiente, sicurezza, lavoro, partecipazione delle comunità locali abbiano una priorità in questi programmi. Ma questo non ci meraviglia: Legambiente da anni sostiene che i rischi connessi alle attività petrolifere sono la logica conseguenza della scelta di una industrializzazione irragionevole, derivante dallaccordo Eni-Regione."
"Si sta configurando una vera e propria emergenza. Il teorema secondo il quale il petrolio non comprometterebbe le risorse ambientali (aria, acqua, suolo, natura), così disinvoltamente spiegatoci in questi anni dai fautori della compatibilità ambientale a tutti i costi, è stato, se ce nera ancora bisogno, clamorosamente smentito dal nuovo gravissimo incidente in Val dAgri."
"Questo ennesimo incidente ripropone drammaticamente il grave pericolo che lindustria petrolifera rappresenta per lincolumità del territorio e delle persone nelle aree sottoposte ad estrazione in Basilicata. Senza sicurezza non ci può essere sviluppo. Le bugie dellENI sulla sicurezza non lasciano dubbi: la Regione deve rivedere i suoi rapporti e le sue intese con un partner inaffidabile, per non restare coinvolta in un processo che appartiene poco allo sviluppo della nostra terra. Siamo di fronte a grandi difficoltà di gestione di un Accordo e di un Programma petrolifero finora unicamente basati sullestrazione, senza un efficace sistema di monitoraggio ambientale delle attività, senza unattenta e sistematica valutazione delle ricadute ecologiche, economiche e sociali sui territori e le comunità interessate."
"Quanto è accaduto ha dei connotati esemplari ed inquietanti: si verifica un incidente e nessuno lo viene a sapere prima di tre giorni; ci vogliono giorni e giorni per le opere di bonifica, ma sono le fonti locali della stessa Agip a voler tranquillizzare sullentità limitata del danno arrecato; è possibile che sia stato contaminato anche linvaso del Pertusillo, ma lì non è stato fatto alcun prelievo di controllo. Chi garantisce che non siano accaduti altri incidenti tenuti nascosti? Chi garantisce la sicurezza delle attività estrattive, che proseguono nonostante tutto. Cè urgente bisogno che le autorità competenti si adoperino per un sistema di monitoraggio costante, efficiente e trasparente. Esiste un piano di emergenza? Il problema è che, oltre ai sistemi di sicurezza della stessa Agip (!), non esiste ancora alcun piano di emergenza-soccorso ad hoc degli organi preposti, ma solo misure tardive e improvvisate.
"Questa è lalta tecnologia degli impianti Eni: è sufficiente una valvola per mandare in tilt tutto il sistema e provocare la fuoriuscita del greggio. Gocce di petrolio si sono depositate su tutta la vegetazione presente nellarea circostante il pozzo. Questultimo incidente agli impianti petroliferi dimostra, ancora una volta, la totale incompatibilità tra le attività estrattive e una delle più belle aree protette del nostro paese."
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