11 Marzo 2010
![]() |
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
![]() |
È in viaggio la quindicesima edizione del Treno Verde di Legambiente, Trenitalia e RFI, il convoglio ecologico che ogni anno visita i centri urbani del Belpaese analizzandone i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico grazie al laboratorio mobile dellIstituto Sperimentale di RFI. Il Treno Verde in 14 anni di storia ha attraversato oltre 200 città, tra grandi metropoli e piccoli centri urbani; più di 200 tappe per testare lo stato di salute dei centri urbani, per informare e sensibilizzare i cittadini e migliaia di scolaresche, per incontrare gli amministratori locali, per trovare soluzioni concrete alle piccole e grandi questioni sollevate da Legambiente in tanti anni di attività: questo il bilancio del Treno Verde che è sicuramente, per numeri e contenuti, una delle fonti di informazione fondamentali in materia di traffico e inquinamento urbano. Per continuare in questo impegno Legambiente, Trenitalia ed RFI hanno scelto ancora una volta di viaggiare insieme, a bordo del mezzo di trasporto che maggiormente accoglie ed incontra le istanze e le ragioni di una mobilità a misura di ambiente: il treno.
Treno Verde anno 15 dunque: unedizione che cade nel pieno dellinverno antismog lanciato da Legambiente con le lenzuola bianche di MalAria stese a finestre e balconi in tutta Italia. Ora il testimone passa al Treno Verde, che in tutte le città visitate presenterà, accanto ai numeri del rumore urbano, dati inediti su benzene, idrocarburi, biossido di azoto, monossido di carbonio, polveri, biossido di zolfo e ozono, e ancora molte altre informazioni su energia, acqua e inquinamento.
Benvenuti a bordo! Nelle carrozze troverete notizie, dati e curiosità su produzione e risparmio energetico, aumento delleffetto serra, mutamenti climatici, acqua, ma anche tanti consigli pratici per ridurre i consumi domestici e risparmiare sugli sprechi energetici. Sempre sul Treno Verde sarà consultabile anche il punto informativo di Trenitalia e RFI con dati ed informazioni sui trasporti, e poi potrete sapere tutto sulle azioni di Legambiente per sconfiggere linquinamento.
Puoi contattare il Treno Verde scrivendoci a: legambiente.treno@tiscalinet.it
Le visite delle scuole si effettuano su prenotazione,
contattando il circolo locale di Legambiente o il numero 349 45 97 870
I numeri dellambiente in crisi |
Il problema dellinquinamento è di tutti i giorni, ma la questione è globale: infatti la causa principale dellaumento delleffetto serra e dei conseguenti mutamenti climatici sono le emissioni inquinanti prodotte dai trasporti e dalla produzione di energia. Malgrado i dati sempre più schiaccianti sui mutamenti climatici già in atto, fino ad oggi i Paesi industrializzati si sono sottratti a quel primo, minimo passo rappresentato dalla ratifica del Protocollo di Kyoto e dalla conseguente assunzione di un impegno concreto e vincolante per ridurre i consumi di petrolio e di combustibili fossili, abbattendo così le emissioni dei gas serra, e per aumentare limpiego di risorse rinnovabili.
Oltre il 40% degli italiani dichiara che lo smog costituisce un grave problema, e però l'82% dei passeggeri in Italia viaggia "su strada". Insomma soffriamo il traffico, ma ci spostiamo in automobile. Agli altri mezzi di trasporto rimangono le briciole: 6% per il treno, 4% per aereo e nave, 1% per la bicicletta e nelle aree urbane 11% per bus, tram e metro. Così le nostre città assomigliano sempre di più a ununica, immensa strada asfaltata.
Per i Paesi ricchi, ridurre il trasporto su strada - responsabile di un terzo di tutti i gas serra emessi - è inoltre un passo obbligato per rispettare gli impegni contenuti nel Protocollo di Kyoto.
Oggi in Europa l'inquinamento atmosferico è all'origine del 6% delle morti, e si prevede che nel 2020, se permarranno le condizioni attuali, il numero delle vittime sarà cresciuto di 8 milioni allanno.
In particolare in Italia quasi tutti i centri urbani presentano livelli dinquinamento assai pericolosi per la salute dei cittadini. Questa "abitudine" va spezzata, per consentire finalmente agli italiani di camminare tranquilli per le strade e per le piazze e di respirare a pieni polmoni.
Il terzo rapporto sul clima dellIpcc (organismo promosso dalle Nazioni Unite) stima che tra il 1990 e il 2100 vi sarà un aumento della temperatura media terrestre tra 1,4 e i 5,8 gradi. Le conseguenze di questo cambiamento, causato dalluomo che brucia sempre più petrolio e fonti fossili e taglia sempre più foreste, sarebbero catastrofiche: entro il 2025 cinque miliardi dindividui rischiano la vita per mancanza dacqua; mentre i raccolti di cereali diminuirebbero in alcune aree, in altre centinaia di milioni di persone rischierebbero di finire sottacqua e regioni come lHimalaya o la Siberia potrebbero venire colpite da incendi endemici.
Ma i mutamenti climatici non sono più soltanto un rischio, sono ormai una drammatica realtà: che colpisce con particolare violenza i Paesi delle regioni tropicali ed equatoriali, dove la desertificazione riduce ogni anno la superficie delle terre fertili alimentando la spirale della miseria e della fame, e che però non risparmia neppure le aree temperate. Anche in Paesi come il nostro, infatti, si moltiplicano gli eventi meteorologici estremi (siccità, inondazioni), fino alle alluvioni dellagosto scorso che hanno messo in ginocchio Praga e Dresda.
La produzione e il consumo di energia costituiscono la fonte principale delle emissioni di anidride carbonica e degli altri gas serra.
Nei Paesi industrializzati lenergia è ancora prodotta quasi interamente attraverso la combustione di petrolio, carbone, gas naturale. E mentre lenergia nucleare, per i gravissimi rischi connessi, è giustamente rifiutata dalla maggioranza dei cittadini, e lenergia idroelettrica pone crescenti problemi ambientali per la necessità di realizzare grandi dighe e invasi, le nuove energie rinnovabili (solare, eolica, geotermica, ecc.) sono ancora poco diffuse.
In Italia consumiamo più energia di tutta lAfrica e negli ultimi anni non solo non abbiamo mosso un passo per ridurre le emissioni di gas serra (in base al Protocollo di Kyoto, dovremmo abbatterle del 6,5% entro il 2010), ma anzi le abbiamo accresciute. Oltretutto la scelta di ridurre i consumi di petrolio comporterebbe molti vantaggi: ridurrebbe la dipendenza dai Paesi esportatori di greggio e limiterebbe linquinamento dellaria.
Lassemblea delle Nazioni Unite ha proclamato il 2003 Anno Internazionale dellAcqua Potabile. Il Treno Verde 2003 fornirà notizie e informazioni sullacqua e consigli su come ridurne gli sprechi. Oggi 1 miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso ad acqua sufficiente e di buona qualità, e in particolare nei Paesi poveri avanza inesorabilmente la privatizzazione delle risorse idriche. La gestione ecocompatibile e solidale della risorsa idrica è al centro della campagna Clima e Povertà, che si propone di denunciare e di combattere la connessione, sempre più evidente nei Paesi poveri, tra degrado dellambiente, miseria, malattie. Legambiente ha inoltre aderito al Manifesto dellAcqua, lanciato nel 1998 a Lisbona, e alla proposta di un Contratto Mondiale sullAcqua. Il principio alla base del Manifesto è semplice: stabilire una volta per tutte che lacqua non è una merce ma un bene primario, come laria, il cibo, listruzione, la salute.
Sponsor tecnico:
Electrolux, maggior produttore mondiale di apparecchiature per la cucina, la pulizia e il giardinaggio, progetta e costruisce i suoi prodotti nel più completo rispetto dell’ambiente e a tutela del cliente-consumatore. L’azienda trasporta i suoi prodotti in Europa su rotaia anziché su gomma; pubblica annualmente il suo bilancio ambientale e può vantare una gamma di prodotti che uniscono altissimi livelli di prestazioni ad elevati risparmi nei consumi energetici: traguardi riconosciuti anche dal progetto europeo “Energy +”.
Legambiente Direzione Nazionale - Via Salaria 403, 00199 Roma
Tel. +39 06 862681 - fax +39 06 8621 8474
Cod. Fiscale 80458470582 - P. Iva 02143941009