15 Marzo 2010
I rifiuti sono una delle più gravi emergenze ambientali, e anche una delle più "universali". Tra gli effetti collaterali del nostro stile di vita vi è infatti la produzione di montagne di rifiuti per le quali è sempre più complicato trovare una sistemazione. Il loro volume è in preoccupante continuo aumento e la gestione di questa immensa quantità di spazzatura è spesso inadeguata, antiquata e rappresenta un serio rischio per la salute e per l'ambiente.
La prevenzione, cioè la riduzione a monte dei rifiuti stessi, è lazione fondamentale che deve costituire la priorità assoluta per qualsiasi valida politica di gestione dei rifiuti.
Ma non è quello che in realtà succede. Lo scenario attuale indica che l'aspetto che trova più difficoltà di applicazione è proprio la prevenzione nella produzione dei rifiuti, insieme alle raccolte differenziate che, come media nazionale, sono ancora ferme al 15%. Lo smaltimento in discarica rimane infatti la forma di gestione predominante nel nostro Paese, con percentuali intorno al 70% per i rifiuti urbani e del 96% per i rifiuti speciali non pericolosi. Sono molti, troppi, i "buchi" dove vanno a finire anche quelle frazioni di rifiuti che potrebbero essere invece riciclate, recuperate e trasformate in "altra" materia o in energia.
La logica dello smaltimento in discarica è quella più "facile": investimenti a costi poco elevati, ritorni economici più rapidi. Ma questa logica ha avuto come conseguenza che la discarica si sia affermata in Italia come scelta prevalente anziché residuale nella gestione dei rifiuti, e ha favorito lingresso nel settore della malavita organizzata che, potendo garantire costi ancora più bassi, ha reso in molte regioni soprattutto in quelle meridionali - qualsiasi altro sistema assolutamente non competitivo. A fare le spese di questa situazione, lambiente e la salute della collettività. Il continuo incremento delle discariche sottrae spazio al territorio, genera un accumulo di sostanze pericolose nel suolo, le sostanze putrescibili causano odori sgradevoli che generano inoltre la formazione e la liberazione in atmosfera del biogas, che assieme allanidride carbonica è uno dei principali responsabili dell'aumento delleffetto serra.
E allora contro la filosofia della discarica come forma prioritaria di smaltimento finale dei rifiuti, Legambiente ha promosso una mobilitazione nazionale che durante il fine settimana del 10 e 11 maggio toccherà tanti luoghi dItalia per dire a gran voce: discarica addio!

Per idee, informazioni, suggerimenti, per saperne di più sulla gestione dei rifiuti collegatevi con: www.legambiente.org (canale 4: ecosportello) www.rifiutinforma.it. Si può fare molto senza modificare radicalmente le nostre abitudini, bisogna solo vincere un po di pigrizia: ma vale la pena, è in gioco la nostra salute e quella delle generazioni future.
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