2 Settembre 2010
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Sono le perle del Mediterraneo, il top del top. Inappuntabili. Belle. Pulite. Affascinanti. Funzionali. Praticamente perfette. Per guadagnarsi le ambite cinque vele che ogni anno Legambiente assegna alle migliori spiagge italiane sono passate sotto le forche caudine di 128 indicatori di qualità. Non solo un mare limpido e cristallino. Ma anche servizi ai bagnanti, strutture per l'handicap, itinerari storico culturali, rispetto dell'ambiente, valorizzazione delle tradizioni e delle produzioni tipiche, per totalizzare un giudizio che le facesse attraversare l'estate con la migliore velatura possibile. Ne sono uscite vincitrici dieci località mozzafiato, a prova d'inquinamento, libere da ecomostri, di quelle da inserire alla voce "da non perdere".
E allora ecco Otranto, la regina del Salento, che concede un fortunatissimo bis e per il secondo anno consecutivo si piazza sul gradino più alto dell'edizione 2003 della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Altre posizioni di spicco sono quella delle Cinque Terre liguri - capolavoro in miniatura del sapiente legame tra borghi storici e panorami costieri - e quella della toscana Castiglion della Pescaia, con la fitta pineta che si spinge sulla sabbia e la sua solitaria fortezza. C'è poi lo splendido borgo fluviale di Bosa, in Sardegna, alla foce del Temo. Quindi un altro luogo pugliese, stavolta in mezzo il mare: le isole Tremiti.
Ancora sud in vetta alla Guida Blu 2003 con la calabra Tropea, la campana Pollica incastonata nel Parco del Cilento, la sarda Arbus e le isole siciliane di Lampedusa e Linosa. Chiude la fantastica decina Orosei, in provincia di Nuoro, con la bellezza struggente di Cala Luna, la spiaggia bianchissima incastrata tra le rocce e le falesie. E' insomma la straordinaria rivincita del Sud, che monopolizza la vetta della graduatoria ed è in grado di offrire l'altra faccia, quella positiva, del Mezzogiorno: quella libera da ecomostri, dalla speculazione edilizia e anche da alcune disneyland balneari che hanno stravolto alcuni dei paesaggi migliori del Belpaese.
Ma accanto alle prime 10 altre 233 località italiane, con giudizi che vanno da una a quattro vele, uniscono un'offerta turistica di qualità a un buono stato di conservazione dell'ambiente marino costiero, meritando così un posto in prima fila in questo vero e proprio vademecum dell'estate realizzato da Legambiente e edito dal Touring Club Italiano, con le consuete caratteristiche della gradevolezza estetica e della facilità di consultazione. Questa edizione (310 pagine a colori, 250 fotografie, in tutte le librerie a euro 16,50) ripropone inoltre "Profondo Blu", i 100 itinerari subacquei più belli segnalati dai sub di Legambiente, la schede delle 52 aree marine protette, ma si arricchisce di due novità: la sezione Pescaturismo dove compare una selezione delle 42 cooperative dedite a questa attività emergente, e quella internazionale dove si affacciano per la prima volta al fianco di quelli italiani 23 centri balneari di Istria e Corsica.
Le nuova Guida Blu 2003 è stata presentata oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente, Michele D'Innella, direttore editoriale del Touring Club Italiano, Sebastiano Venneri, responsabile nazionale mare di Legambiente, Fabio Renzi, responsabile nazionale aree protette di Legambiente e i dieci sindaci delle località premiate con le cinque vele.
Ma la Guida Blu non è solo oscar del mare, ma anche un vero e proprio vademecum per le vacanze: nel volume compaiono infatti le descrizioni e le indicazioni per raggiungere le spiagge più belle. Dalla A di Acquaviva alla V di Valle della Luna ci sono in tutto 308 spiagge italiane e 16 istriane e corse, spesso poco note, descritte in ogni dettaglio, lontane dal turismo di massa. Proprio per questo è d'obbligo una raccomandazione: sono luoghi da "maneggiare con cura", evitando quei comportamenti dannosi così frequenti purtroppo sulle spiagge più affollate.
"L'Italia che ci piace è questa - ha spiegato Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente - quella che tutela i suoi tesori, quella che fa di tutto per valorizzarli o recuperarli, quella che trae occasioni di sviluppo economico dal recupero e dalla oculata valorizzazione dei borghi marini. L'intreccio straordinario di natura e cultura che fa il nostro paese unico al mondo sono il bene più prezioso per dare un futuro forte al turismo balneare e per offrire al Mezzogiorno una prospettiva seria di sviluppo". Non a caso, infatti, otto su dieci delle migliori spiagge sono concentrate al sud. Qui gli amministratori, all'appeal di un mare incontaminato, hanno affiancato le basi di uno sviluppo sostenibile. "Anche il nuovo capitolo dedicato al pescaturismo si ispira a questa idea - conclude Realacci - contribuire a diffondere le tradizioni della pesca artigianale e offrire a chi lavora in questo settore una credibile alternativa ad attività sempre più spesso troppo intensive". Legambiente però non si limita all'analisi e alla sensibilizzazione: per renderle più pulite le nostre spiagge, proprio alla vigilia della stagione balneare, chiama i cittadini a raccolta per liberare sabbia e scogli dai rifiuti. Il 24 e 25 maggio sarà infatti dedicato, in centinaia di località, a Spiagge e Fondali puliti di Legambiente.
"Con questa guida importante - ha affermato Michele D'Innella - il Tci e Legambiente rafforzano la propria partnership realizzando per il terzo anno consecutivo uno strumento di grande valore educativo e contribuendo a diffondere la cultura del rispetto per il nostro patrimonio ambientale. Una cultura propria di entrambe le nostre associazioni che, pur con storie diverse per sensibilità e stile, si oppongono al degrado delle coste e promuovono un modello di sviluppo sostenibile, rispettoso in egual misura delle esigenze dei turisti, dell'ambiente e delle comunità ospitanti.
Coerentemente con i nostri obiettivi e le nostre competenze, infatti, questa Guida Touring unisce alla valutazione delle acque e delle spiagge effettuata dalla Goletta Verde l'analisi e la descrizione complessiva dell'ambiente, dei beni culturali, del paesaggio, della cultura enogastronomica e artigianale - in breve, degli attrattori turistici - delle località segnalate.
Affinché tra le componenti di una vacanza ci sia non solo il piacere di nuotare in acque pulite ma anche quello di contemplare un paesaggio integro, di visitare un antico borgo, di gustare i sapori e le tradizioni del mare."
Come per ogni oscar che si rispetti le località premiate sono state selezionate da una qualificata giuria di esperti, che dei 483 Comuni costieri definiti "centri balneari" dal Touring, ne ha selezionati 243. E' bene specificare che tutte le località prese in considerazione hanno totalizzato un punteggio superiore alla sufficienza: come dire che ognuna delle 243 località presenti nella Guida Blu merita di essere scelta come meta per una vacanza più o meno breve, per una gita durante il fine settimana o almeno per una visita di passaggio. Su ognuno di questi Comuni sono stati raccolti dati sulle caratteristiche ambientali e ricettive, integrati con le valutazioni espresse dai circoli di Legambiente e dall'equipaggio della Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che da 17 anni tutte le estati passa al microscopio il mare italiano e le coste italiane.
Il giudizio attribuito a ciascuna località, dalle 5 vele assegnate alle dieci migliori fino ad 1 vela, è dunque il frutto di valutazioni ricche ed approfondite. I parametri presi in esame sono suddivisi in 15 classi: paesaggio naturale, costiero e urbano, qualità del costruito, vivibilità, pressione e servizi turistici, gestione della mobilità, dei rifiuti e delle acque, politiche di sostenibilità, balneabilità, contesto storico-culturale, qualità dei fondali, accessibilità per i disabili. In due parole si confrontano, da una parte, la qualità dei servizi ricettivi e, dall'altra, la qualità ambientale del territorio del Comune. Così, vi possono essere località naturalisticamente più significative delle dieci premiate con le 5 vele, ma che non offrono servizi turistici di eccellenza. Come ve ne sono con strutture ricettive impeccabili dove, però, il territorio marino e costiero è stato più o meno gravemente compromesso. Complessivamente gli indicatori considerati sono 128, provenienti dalle banche dati di Istat, Ancitel, Sist, Cerved, Ministero della Salute, Enit, Touring Club Italiano, Enel, Istituto Ambiente Italia e naturalmente da Legambiente.
A ciascun Comune è stato assegnato un punteggio da 1 a 100, poi sintetizzato nell'assegnazione delle vele. Ogni località presa in esame è corredata da una dettagliata cartografia e da ampie, inedite descrizioni di carattere storico-artistico curate minuziosamente dal Touring. Ma vediamo nel dettaglio le motivazioni che hanno determinato il riconoscimento delle 5 vele di Legambiente.
Otranto (Lecce). Preservata dalla speculazione edilizia ("figurarsi che qualche tempo fa abbiamo rinunciato agli investimenti di un grosso gruppo turistico che avrebbe voluto realizzare un villaggio in un tratto di costa ancora integro", commenta soddisfatto Francesco Bruni, primo cittadino di Otranto). In questa località della costa adriatica salentina è stata portata avanti una battaglia per la tutela del faro di Punta Palacia, sono stati realizzati percorsi di cicloturismo, è stato decretato il vincolo di inedificabilità assoluta per un'ampia zona a sud di Otranto.
Cinque Terre (La Spezia). Riomaggiore, Monterosso al Mare e Vernazza sono i tre comuni che fanno salire le Cinque Terre sul secondo gradino del podio. E' un esempio eccellente di valorizzazione di un territorio che solo fino a qualche anno poteva essere annoverato fra quei paesaggi marginali e avviati verso un futuro di spopolamento. La svolta è arrivata grazie all'istituzione del parco nazionale, un passaggio reclamato dalla popolazione e dagli amministratori locali che ha permesso una vera e propria rinascita di un territorio, della sua economia tradizionale, l'agricoltura, ma anche lo sviluppo di altre forme d'occupazione fortemente legate all'attività di tutela del territorio e di valorizzazione dei suoi prodotti.
Castiglion della Pescaia (Grosseto). Un centro storico magnificamente conservato ed una grande pineta costiera sono le caratteristiche di Castiglione della Pescaia, una delle più significative località della costa tirrenica giunta terza nella Guida Blu 2003. Alle spalle di Castiglione della Pescaia, la grande palude della Diaccia Botrona, una zona umida di rilevanza internazionale, riconosciuta dalla Convenzione di Ramsar, luogo di nidificazione e transito di avifauna e di pesca tradizionale. Ben inserita all'interno della Maremma, subito a ridosso del parco naturale, Castiglione della Pescaia ha avviato da tempo politiche di sostenibilità per regolamentare la pressione turistica e assicurare servizi di mobilità a basso impatto ambientale.
Bosa (Nuoro), Arbus (Cagliari), Orosei (Nuoro). La Sardegna quest'anno piazza un trittico di località, rispettivamente al quarto, all'ottavo e al decimo posto, nella top ten di Legambiente. Bosa e Orosei, peraltro, sono quest'anno new entry, ma in passato avevano già vestito i panni delle reginette del mare. E' sul territorio del comune di Arbus che sorgono le famose Dune bianche di Piscinas, imponenti e maestose, oggetto di un progetto Life per la salvaguardia della fascia costiera e del parco geominerario storico ambientale di Piscinas Monte Arcuentu. Per Orosei oltre alle bellezze blu si segnala il tentativo di preservare dall'assalto delle grandi folle, tramite l'introduzione del numero chiuso, la riserva di Bidderosa, un sistema di cinque straordinarie e delicate spiaggette di sabbia finissima dove fioriscono i gigli selvatici. Bosa è infine, con il suo centro storico perfettamente conservato, un classico esempio di come sia davvero possibile l'incrocio proficuo tra mare e storia.
Isole Tremiti (Foggia). Modellate dal moto ondoso e dal vento in un suggestivo susseguirsi di scogliere, grotte, archi naturali e calette isolate, talmente armonico da aver ispirato le canzoni di Lucio Dalla. I fondali delle isole rappresentano, infatti, un'area di importantissimo valore naturalistico sia per i popolamenti vegetali ma soprattutto per le diversificate comunità animali che qui trovano le condizioni adatte per insediarsi, alimentarsi e riprodursi. Al fine di tutelare e valorizzare questo meraviglioso patrimonio naturale, è stata istituita l'area marina protetta "Isole Tremiti", gestita dal Parco nazionale del Gargano. Alle bellezze naturalistiche, si affianca il patrimonio storico-archeologico. Mare, natura, storia dunque, ma anche l'impegno a conservare e valorizzare uno degli arcipelaghi più suggestivi del nostro mare valgono il quinto posto alle Tremiti.
Tropea (Vibo Valentia). In questa località della Calabria (sesta nella Guida Blu) da tempo l'amministrazione comunale sta lavorando per garantire servizi accettabili e misure di recupero della fascia costiera. E' stata avviata la raccolta differenziata dei rifiuti ed è stato fatto un notevole sforzo per l'abolizione delle barriere architettoniche. E' stato completamente recuperato lo Scoglio di S. Maria dell'Isola, il simbolo della città, una piccola rocca nel mare dove sorge un'antica chiesetta. E' stato completato anche il lavoro di recupero della rupe sulla quale sorge il centro storico della cittadina, un lavoro che per diversi anni aveva sottratto alla vista uno degli scorci più significativi di questo tratto di litorale. Anche il centro storico di Tropea è chiuso al traffico dei non residenti.
Pollica (Salerno). Settimo posto per questa vera e propria capitale della dieta mediterranea all'interno del Parco Nazionale del Cilento. Qui è stato portato a termine il recupero del centro storico, realizzato interamente in pietra locale, ed è stato demolito un capannone di 400 mq al centro di Acciaroli che deturpava il paesaggio. E' stato inoltre portato a termine un progetto per la tutela del giglio di mare sulla spiaggia e dotato di luce e acqua il piccolo porticciolo.
Linosa e Lampedusa (Agrigento). E' l'altro arcipelago a cinque vele, quello delle Pelagie, con le isole di Lampedusa e Linosa. Per la prima volta nella top ten guadagnano terreno grazie alla politica di tutela dell'ambiente portata avanti dall'amministrazione locale nel corso degli ultimi anni, a cominciare dall'impegno per l'abbattimento del famoso e abusivo villaggio Sindona, una serie di rustici inseriti per anni fra gli ecomostri di Legambiente che deturpavano uno splendido tratto di costa. Linosa invece, nel catalogo per turisti non di massa, rasenta quasi la perfezione.
E all'estero? Nei mari vicini meritano una segnalazione anche l'arcipelago delle Isole Brioni, Orsera e Parenzo, tutte e tre località istriane e tutte a cinque vele.
Se la Sardegna conquista tre dei primi dieci posti (lo scorso anno ne aveva uno) la Sicilia invece, a fronte dell'ingresso di Linosa e Lampedusa, vede due località perdere una vela: Ustica e Pantelleria, oscar blu dell'estate 2002, hanno nel 2003 quattro vele, sinonimo di un buon risultato ma non dell'eccellenza. Cosa è successo? Il comune di Pantelleria è commissariato da un anno e sta discutendo un piano regolatore che presenta non poche smanie edificatorie. L'area protetta di Ustica attraversa un difficile periodo amministrativo (nel giro di un anno si sono avvicendati ben tre direttori) e questo ha naturalmente ripercussioni sulla qualità dei servizi offerti. Sirolo invece perde insieme una vela e la chance di diventare la capitale dell'area marina protetta del Conero: era più di un'idea la realizzazione in questa zona di un parco blu, ostacolato però dall'amministrazione comunale che nel contempo vorrebbe dare il via libera ad alcune nuove costruzioni proprio nell'area di maggior pregio.
Ma che ne è delle altre stelle della villeggiatura nostrana? Qual è il giudizio di Legambiente sulle più famose città di mare? Tre vele, ad esempio, vanno a Capri ed Amalfi, delle quale viene riconosciuta soprattutto la qualità ambientale e, per Amalfi la sostenibilità. Altrettante vele riceve Riccione, ma grazie alla qualità dei servizi e al tentativo di gestirli nel rispetto dell'ambiente, insieme all'attenzione per le esigenze dei disabili. Anche Sperlonga e Ponza, San Benedetto del Tronto, Vieste, Alghero, Taormina, Portofino ottengono tre vele. Due vele a Sorrento, Cattolica e Rimini, San Felice Circeo, Palau, Viareggio, Forte dei Marmi. Una vela invece per San Remo e Iesolo. Ottimo il risultato di Porto Venere, Sirolo, la Maddalena, Ustica e Isola del Giglio, tutte premiate con 4 vele
Nell'anno europeo per i disabili, poi, è davvero desolante scoprire che l'accessibilità delle spiagge per i portatori di handicap continua ad essere assai difficile: sulle quasi 250 località italiane inserite nella Guida Blu 2003, solo 92 (il 38%) hanno strutture e servizi a misura di disabili; fra le località più rinomate si segnalano per la loro poca attenzione ai bisogni dei portatori di handicap Maratea (Pz), Diamante (Cs), Capri, Positano, Sperlonga (Lt), Vieste, Gallipoli, La Maddalena, Viareggio.
Cento immersioni da non perdere, cento tuffi nel blu alla scoperta dei paradisi sommersi dei nostri mari, raccolte grazie ai circoli subacquei di Legambiente. Per ognuna di esse abbiamo cercato di fornire le informazioni fondamentali: la profondità massima consigliata, le caratteristiche dell'immersione, le condizioni di visibilità che più frequentemente si incontrano e il riferimento del diving o del circolo subacqueo di Legambiente, un dato prezioso per chi vuole entrare in contatto con esperti del luogo. Delle cento immersioni, ne abbiamo evidenziate venti che, a nostro giudizio, sono le più significative, quelle che decisamente non possono mancare nel libretto di un buon subacqueo: dalla Secca di Washington, nell'Arcipelago della Maddalena, allo Scoglio del Medico, nell'isola di Ustica, dal complesso delle Grotte sommerse di Capo Caccia a Punta Sant'Angelo, nel mare di fronte a Ischia. Sono fondali di pregevole valore naturalistico, dove è ancora possibile osservare paesaggi sommersi ancora intatti e gli habitat e le specie caratteristiche del Mediterraneo.
[Le località segnalate dalla Guida Blu 2003]
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