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2 Settembre 2010

Truffe a tavola 2004

I° Rapporto sulle frodi nelle filiere agroalimentari in Italia

Torroncini morbidi invasi da vermi e ragnatele, funghi porcini ammuffiti, con presenza di larve morte, foglie, erba ed aghi di pino; torte con scarafaggi, pop-corn sudici, invasi da parassiti e con un topo di piccole dimensioni mummificato nella busta; merendine rancide nel distributore self-service dell'ospedale...

Truffe a tavola 2004, il primo rapporto sulle frodi e l'illegalità nelle filiere agroalimentari di Salute&Gusto, è stato elaborato sulla base degli ultimi rapporti disponibili stilati dai Carabinieri per la Sanità (Attività Operativa 2002) e dall'Ispettorato repressione frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (rapporto 2003), e sull'elenco delle sentenze passate in giudicato pubblicate dal Ministero della Salute (febbraio 2004).

Tre diverse fonti che ci consentono di delineare un quadro abbastanza esaustivo delle situazioni di illegalità che mettono a rischio la sicurezza alimentare.

Dal Veneto alla Sicilia errori ed orrori degni di un film splatter sembrano avvenire quotidianamente al chiuso delle cucine, negli allevamenti e nei magazzini nei quali difficilmente mettiamo il naso. E se le sentenze passate in giudicato sono relativamente poche (704 le ultime pubblicate dal Ministero della Salute) - grazie anche ad un sistema normativo che ha depenalizzato le frodi alimentari - i casi di mancata igiene, incuria e inquinamenti vari, vengono quotidianamente scoperti dalle forze dell'ordine impegnate a sequestrare merci dubbie e a sanzionare i responsabili. Parliamo ovviamente della parte "negativa" del settore alimentare, quella gestita da imprenditori truffaldini quando non dalla vera e propria criminalità organizzata, e che niente ha a che vedere con tutto il resto del mondo alimentare, fatto di qualità, tradizione e attenzione al consumatore.

Nel dossier invece ci sono casi che sfiorano il surreale, altri semplicemente disgustosi, e se non si trattasse di salute potremmo quasi complimentarci per la fantasia e la varietà delle frodi perpetrate.

Il settore più problematico si conferma quello dell'allevamento, con casi di macellerie prive di autorizzazioni e con strutture inadeguate e sporche; uova destinate al consumo animale vendute agli umani; miele con etichette ingannevoli; medicinali importati dalla Cina somministrati illegalmente agli animali e carni brasiliane vendute come nazionali; norme anti-Bse sistematicamente trascurate; prodotti scaduti rietichettati e messi in commercio, e poi certificati contraffatti, capi privi di marchi auricolari di riconoscimento o non vaccinati. Ma pure tanti casi di maltrattamento di animali e ritrovamenti di carcasse non smaltite correttamente. Veterinari compiacenti, impiegati collusi e imprenditori senza scrupoli fanno quindi della carne uno degli alimenti più pericolosi.

C'è però pure il pane cotto in un forno con presenza di mica e fibre d'amianto, il riso scadente e pieno di parassiti venduto come prodotto di alta qualità; la pasta industriale camuffata in "fatta in casa", i dolci immagazzinati in scantinati sporchi e privi di autorizzazione.

Non è un quadro confortante quello che emerge dall'analisi degli ultimi rapporti disponibili sulle frodi e le sofisticazioni alimentari che Salute&Gusto, lo sportello informativo sulla sicurezza alimentare del Movimento del Cittadino realizzato con la collaborazione di Legambiente, ha elaborato per capire in quali settori e filiere si nascondono i rischi per la salute dei consumatori.

Non mancano nemmeno i casi di presenza di organismi geneticamente modificati (ogm) oltre il limite di legge nei biscotti e nel gelato e i prodotti da agricoltura convenzionale venduti come biologici.

Cambiamo menù e passiamo al pesce? Bene, ecco i molluschi provenienti da allevamenti abusivi in acque altamente inquinate, vongole veraci con cariche macrobiche superiori ai limiti ammessi, tonno congelato venduto come fresco.

Meglio farsi un panino? Attenti allo speck al gusto di additivo chimico in concentrazione eccessiva, i prosciutti preparati in luoghi abusivi senza licenze e controlli, lo speck finto tirolese arrosto prodotto con suini olandesi. Nemmeno i cibi venduti confezionati si salvano se sono stati impacchettati in un ambiente sporco, contaminato da coliformi totali ed escherichia coli.

Ma non buttiamoci sull'alcol, potremo incappare in un vino con concentrazioni di anidride solforosa oltre i limiti di legge, etichettato con informazioni mendaci, falsamente DOC, o vinificato con uve da tavola. Se siamo proprio sfortunati possiamo bere anche "trielina" e pagare una miscela di vini vari quanto un prodotto di pregio.

 

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