2 Settembre 2010
Roma, 7 ottobre 2004
Legambiente ha avviato la campagna Laiq per impedire l'introduzione nella catena alimentare di organismi modificati geneticamente (Ogm), la diffusione incontrollata delle biotecnologie in agricoltura, l'uso indiscriminato della chimica di sintesi nelle produzioni, l'uso di farine animali nei mangimi, nel rispetto del benessere animale.
Per concretizzare il progetto, Legambiente ha proposto un'alleanza a tutte le aziende produttrici e distributrici di alimenti in Italia, chiedendo loro di impegnarsi a non utilizzare sostanze o metodi produttivi ritenuti insalubri per l'uomo, gli animali e l'ambiente.
L'iniziativa si pone come elemento di grande utilità sociale e pratica con lo scopo di dare indicazioni precise all'intera filiera zootecnica ed agricola.
Per poter creare condizioni di praticabilità economica al percorso di qualità, Legambiente ha predisposto un protocollo articolato in disciplinari specifici per ogni tappa della filiera: si suggeriscono insomma delle buone pratiche che le aziende agricole aderenti al progetto devono rispettare.
Laiq ha scelto dapprima di coinvolgere il settore più difficile e problematico, quello della zootecnia, per poi passare ad occuparsi anche dei prodotti di origine vegetale, per i quali è stato redatto un documento che stabilisce i criteri di accettabilità per Legambiente.
Le principali finalità di Laiq sono:
Con Laiq Legambiente indica un percorso virtuoso fondato sul rispetto della logica d'impresa, e quindi interno alla produzione convenzionale, per promuovere le aziende che scelgono la qualità.
Ma Laiq si preoccupa anche del benessere animale. È il caso, per esempio, dei vitelli nati da vacche da latte e destinati all'allevamento per la cosiddetta carne bianca. Questi animali vengono generalmente allevati, per renderli anemici, atrofizzando tre dei quattro stomaci, nutrendoli esclusivamente a base di latte in polvere e privo di alimenti vegetali, facendoli vivere in condizioni assolutamente innaturali e crudeli. E tutto ciò solo perché non appartengono a razze pregiate da carne.
Legambiente, contro questa crudele pratica, ha messo in campo un progetto di filiera capace di garantire - oltre all'irrinunciabile standard di benessere - quel margine di guadagno necessario agli imprenditori, senza ricorrere allo sbiancamento della carne.
Tutti i disciplinari Laiq non ammettono l'uso di ogm, di antibiotici promotori della crescita, di grassi animali, di farine di carne o pesce.
Gli ormoni sono ammessi, solo sotto stretto controllo veterinario, per particolari problemi di lattazione.
La scommessa alla base di Laiq, è quella di riuscire a coinvolgere nei processi virtuosi le produzioni massali, che più facilmente e diffusamente raggiungono le tavole dei consumatori, veicolando i contenuti di un'alimentazione di qualità, sicura, tracciata, rispettosa degli animali e dell'ambiente.
Attualmente aderiscono al progetto di Legambiente per l'Agricoltura Italiana di Qualità le seguenti aziende:
Il totale delle produzioni mangimiste aderenti ai disciplinari Laiq è di circa 10.000.000 di quintali, pari circa il 9% dell'intera produzione nazionale, con l'utilizzo di circa 3.500.000 quintali di soia, farina di soia e olio di soia free Ogm pari a quasi il 10% dell'intero consumo italiano .
Aderiscono alla nostra campagna 86 stalle di medie e grandi proporzioni, con una capacità produttiva di circa 760.000 quintali annui, pari a circa lo 0,5 per cento dell'intera produzione nazionale. Si tratta di latte ottenuto con una filiera free Ogm rigidamente controllata, da animali alimentati solo con produzioni aziendali e con l'aggiunta del proteico fornito dai mangimifici in filiera Laiq.
La produzione attuale è di 6000 forme al mese di formaggio Grana Padano stagionato 16 mesi nelle pezzature commerciali. In questo momento sono 95.000 le forme di grana in stagionatura, pari all'1,5% dell'intera produzione nazionale. Disponibili anche latte UHT, caciottella, burro e panna, formaggio Asiago, Montasio e Mozzarella.
Sono attualmente prodotti 200.000 polli e circa 15.000 tacchini a settimana nelle varie forme di lavorazione. Disponibili le terze e quarte lavorazioni a marchio Del Campo, prodotto dal Consorzio Produttori Italiani (Faenza).
Le uova da galline allevate a terra secondo i nostri disciplinari sono circa 50.000.000 annue, alle quali vanno aggiunte circa 2.000.000 di uova da galline di razza Livornese allevate a terra secondo uno specifico disciplinare, commercializzate con il marchio "La Dama Bianca".
Le potenzialità di produzione delle aziende e degli stabilimenti aderenti alla campagna in questo settore complessivamente sono pari a circa 100.000.000 di uova annue.
Aziende Associate a Laiq: "Consorzio Produttori Italiani" (Faenza) e "Agricola Minerva" (Verona).
Ha aderito ed è in fase di conversione la filiera SU.IT Spa, con una potenzialità di circa 5.200 tonnellate di carne.
All'interno di un progetto ad alto valore etico vengono allevati i "Vitelloni italiani figli di vacche da latte", incrocio tra razza Frisona e Blu Belga. La capacità produttiva è pari a circa 2 tonnellate di carne a settimana.
Azienda Associata a Laiq: "Agricola Minerva"
Progetto "vitelloni incroci con razze italiane pregiate" (chianina, romagnola, marchigiana) con metodi di allevamento a mandria in libertà: già produce 0,5 tonnellate di carne di vitellone a settimana con ampie previsioni di sviluppo.
Azienda Associata a Laiq: "Agricola Minerva" (Verona)
Abbiamo una produzione di circa 5.000 quintali di pomodori San Marzano DOP prodotti dalla "Coop Solania" (Salerno) a residuo chimico zero (al di sotto della soglia di rilevabilità) e con una potenzialità produttiva di circa 25.000 quintali nelle varie confezioni.
Nuovo partner di Laiq, per il settore ortofrutta, il "Consorzio Valdadige" di Mezzocorona (Tn) con una potenzialità produttiva, per il primo anno, di 200.000 quintali di mele a residuo chimico non rilevabile.
Sono in programma (entro il 2004) le filiere relative all'olio DOP "Collina di Brindisi" e alle patate IGP in provincia di Verona.
Laiq attualmente coinvolge nei suoi programmi oltre 1200 aziende zootecniche e circa 700 realtà dell'ortofrutta, con oltre 4000 figure tra allevatori, coltivatori e operatori del settore.
[www.legambienteagricoltura.it]
[ 08-Mag-2009 ]
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