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2 Settembre 2010

Smog e dintorni

L’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane

 

Blocchi del traffico, targhe alterne, domeniche a piedi, smog alle stelle, e potremmo continuare. Questi i titoli dei giornali e dei telegiornali che come ogni anno, da molti anni a questa parte purtroppo, si leggono con l'arrivo delle belle giornate invernali.

Certo, se andiamo oltre i titoli dei giornali, possiamo dire che qualcosa è cambiato nel corso di questi anni, ma ciò che non si coglie è un concreto miglioramento dell'aria che respiriamo nelle città. Oggi conosciamo senz'altro meglio la qualità dell'aria delle aree urbane, si sono estese le reti di monitoraggio, sono migliorati gli strumenti conoscitivi, sono in uso sempre più spesso modelli capaci di integrare le concentrazioni alle emissioni. Sappiamo come si è trasformato l'inquinamento da forme legate alla presenza di sostanze tradizionali quali il piombo tetraetile, l'anidride solforosa e il monossido di carbonio fino alla comparsa di nuovi inquinanti come il benzene, il benzoapirene, gli IPA, le PM10, sappiamo anche che alcuni inquinanti permangono pressochè costanti come gli ossidi di azoto e l'ozono.

Sono migliorate le composizioni dei carburanti e le tecnologie di abbattimento delle emissioni dei tubi di scappamento delle automobili, prima con le marmitte catalitiche e poi con i vari EURO 1, EURO 2, e così via. Nessuno più pensa nemmeno lontanamente di negare che vi siano effetti diretti tra inquinamento dell'aria e problemi alla salute e gli studi epidemiologici e di settore sono ormai in grado di correlare patologie e inquinanti in maniera sempre più approfondita. Non si parla più solo di effetti legati all'apparato respiratorio, ma di recente si sono avute evidenze che le polveri fini entrando in circolo attraverso i polmoni rendono più viscoso il sangue e creano disturbi all'apparato cardiovascolare, con conseguenze in particolare sul ritmo cardiaco. Così come è ormai unanimamente riconosciuto il contributo dato dall'inquinamento acustico caratteristico delle città in cui viviamo ai disturbi tipici del nostro tempo: stress, insonnia, gastriti, difficoltà a concentrarsi.

Tutto questo lo si conosce, così come si è coscienti del fatto che il problema non è circoscritto a poche aree del paese, ma coinvolge ormai tutti i centri urbani, anche quelli minori, dove si concentrano i 2/3 della popolazione. Ed è assodato che il traffico è la principale causa dell'inquinamento atmosferico e acustico delle aree urbane. Ma a distanza ormai di quindici anni dal primo provvedimento antismog in nessuna città, piccola o grande, si è riusciti a chiudere il cerchio che dalla conoscenza passa alla consapevolezza e da questa all'azione. Le uniche misure prese sono ancora quelle di emergenza: dai blocchi del traffico alle varie categorie di autoveicoli, alle targhe alterne in attesa della pioggia per poterli revocare. Ne sono testimonianza le notizie che arrivano da città come Torino dove anziché aumentarle si tolgono le corsie riservate ai mezzi pubblici o Milano, dove anziché studiare percorsi cosiddetti 30, dove cioè le automobili vanno alla stessa velocità dei pedoni, si progetta una tangenziale cittadina dove trasformare gli automobilisti in piloti di Formula1.

E la musica non cambia spostandosi alle varie coordinate geografiche: Genova, Firenze, Roma, Napoli, Bari, passando anche per Lucca, Livorno Perugia e arrivando sino a Palermo, da nessuna parte si sono messe in atto strategie serie di mobilità urbana, in nessun caso il trasporto pubblico è competitivo con quello privato. Le immatricolazioni delle automobili sono aumentate negli ultimi anni, anche grazie alle politiche governative che hanno incentivato l'acquisto di automobili sicuramente meno inquinanti, ma sempre mezzi privati e quasi sempre utilizzati da una sola persona, il guidatore. I parcheggi sono sempre più problematici perché non c'è più spazio.

E' evidente che le misure da intraprendere per la revisione della mobilità urbana che passano dalla limitazione della circolazione privata, alla rimodulazione dell'offerta del trasporto pubblico sono tutte azioni che hanno un impatto non indifferente sulla vita quotidiana di una città. Come è altrettanto evidente che le amministrazioni da sole non hanno le risorse economiche per mettere mano a interventi strutturali di mobilità urbana alternativa. E' quindi necessario pensare ad un intervento coordinato tra amministrazione centrale e governi locali con un obiettivo comune: migliorare il benessere di tutti i cittadini e restituire alle nostre città e a chi le abita le piazze, le strade, i monumenti e i giardini adesso sommersi dalle auto e dallo smog.

 


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[ 08-Mag-2009 ]

 

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