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2 Settembre 2010

Dossier

Ambiente Violato e diritti calpestati

Le 10 grandi dighe più devastanti del mondo

In occasione della giornata mondiale dell'acqua, il 22 marzo, Legambiente presenta il dossier sulle dighe più devastanti del mondo.

Sono 49.697 le grandi dighe (quelle alte almeno 15 metri) nel mondo che, per ottenere il 20% dell'elettricità globale e il 10% della produzione mondiale di cibo e fibre, bloccano il 60% dei grandi sistemi fluviali nel mondo, con costi sociali e ambientali devastanti. Il primato appartiene alla Cina con 25.800 dighe (il 45% del totale). La presenza di queste grandi strutture ha costretto all'esodo forzato tra i 40 e gli 80 milioni di persone, oltre 35milioni solo in India. Praticamente una nazione più vasta dell'Italia è stata evacuata e distrutta. L'analisi dei costi benefici dei progetti è stata effettuata solo nel 20% dei casi e su 125 progetti esaminati dalla WCD (World Commission on Dams) risulta che solo il 42% prende in considerazione gli impatti ambientali delle dighe e se effettuata, la valutazione avviene solo molto tempo dopo ed è difficilmente consultabile, insomma una "valutazione farsa". Nel dossier di Legambiente vengono descritte le 10 dighe più devastanti al mondo, tra cui spiccano sicuramente la diga delle Tre Gole in Cina, considerata la nuova Grande Muraglia Cinese, e quella di Chixoy, in Guatemala, dove l'esercito ha attuato una forte azione di repressione e strage per placare le proteste delle popolazioni che si opponevano alla costruzione delle grande dighe. Anche l'Italia con la diga del Vajont rientra tra i casi considerati.

Una singola grande diga può prosciugare anche un intero corso d'acqua, cancellando ogni forma di vita presente in esso, e in un singolo invaso può essere trattenuta fino a 4 volte la portata annuale di un fiume.. Il caso del Lago Ciad è esemplare: il lago era in costante abbassamento a partire dagli anni '60 ma nel 2001, dopo che le piogge abbondanti hanno distrutto le dighe che ne bloccavano gli immissari, esso ha recuperato il 70% della sua superficie originaria.

L'intenso sfruttamento, attuato non solo tramite le dighe, rendono i fiumi sempre più contesi e sempre più all'asciutto causando un impatto irreversibile sulla biodiversità, aggredita anche dall'inquinamento. Il Worldwatch Institute segnala, al riguardo, che gli ambienti acquatici del continente sono quelli che registrano il più alto numero di specie estinte ed in pericolo nella biosfera. Le schede "Fiumi contesi, fiumi all'asciutto" (una per ciascun continente) partono da una raccolta d'informazioni sul deficit quantitativo delle acque interne internazionali, estendendola successivamente anche ai corsi d'acqua minacciati di subire riduzioni di flusso o che lo sono stati (fiumi salvati).

Per concludere anche un dato positivo: sono 650 le dighe abbattute negli ultimi 10 anni, un numero che preannuncia un'inversione di tendenza che sottolinea come sia necessario optare per un equa distribuzione di costi e benefici scegliendo di non espropriare più delle fonti di sostentamento il popolo dei fiumi e parallelamente adottare misure di limitazione degli sprechi idrici e energetici e ricorrere a fonti energetiche rinnovabili, azioni possibili per iniziare a voltare la pagina della devastante ingegneria delle grandi dighe.

 

Dossier: "Ambiente Violato e diritti calpestati: le 10 grandi dighe più devastanti del mondo" (PDF, 660.1 Kb )

Schede di approfondimento: Fiumi contesi, fiumi all'asciutto. sulla guerra globale ai fiumi e sul popolo dei fiumi:

[ 29-Lug-2008 ]

 

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