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2 Settembre 2010

Il mare italiano fa un passo avanti e due indietro: diminuiscono i reati ‘minori’, non l’abusivismo edilizio, crescono invece le infrazioni  per  scarichi illegali e depurazione

Nel dossier Mare Monstrum 2006  di Legambiente tutti i numeri sulla salute del mare e delle coste

Più di 2 illeciti per ogni km di costa. Sicilia prima per numero di reati. L’abusivismo cambia faccia e diventa “superfluo”. Palma d’oro del mattone selvaggio alla costiera amalfitana che porta la Campania al primo posto nella classifica del cemento illegale. Pericolo grandi speculazioni: dall’europaradiso di Crotone alla Marinella spa in Liguria, fino alle isole in vendita

I dati parlano di un miglioramento ma il mare e le coste italiane continuano a soffrire di mali vecchi e nuovi. Se da un lato il numero dei reati a danno di mare e coste è diminuito in termini assoluti (nel 2004 erano 5 infrazioni ogni 2 km di costa, nel 2005 sono 4), dall’altro, sono quasi raddoppiati i reati connessi all’inquinamento del mare (2.235 illeciti nel 2005, erano 1.406 nel 2004), mentre rimangono sostanzialmente stabili quelli relativi all’abusivismo edilizio che però sembra aver cambiato volto, realizzando sempre più manufatti di lusso.

E’ questo in estrema sintesi il quadro sullo stato di salute del sistema costiero italiano delineato da “Mare Monstrum 2006” il consueto rapporto di Legambiente sulle illegalità ambientali compiute in mare e lungo le coste. Come ogni anno l’indagine di Legambiente ha raccolto, grazie alla collaborazione delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di Porto, le storie e i numeri dell’ambiente costiero e del mare, che rimane costantemente minacciato soprattutto dall’inquinamento, dal cemento illegale, e oggi anche dalle grandi speculazioni edilizie, che arrivano perfino alla vendita d’intere isole.

Ma vediamo nel dettaglio le cifre. Nel corso del 2005 le forze dell’ordine hanno accertato ben 16.036 infrazioni, con un decremento del 16,09% rispetto alle 19.111 infrazioni del 2004. Gli illeciti vanno dall’abusivismo costiero e demaniale, all’inquinamento da scarichi illegali, dalla pesca di frodo alle violazioni al codice della navigazione. Ma a pesare nella diminuzione dei valori assoluti sono soprattutto quest’ultimi due tipi di reato (pesca di frodo da 6.736 infrazioni nel 2004 a 5.240 nel 2005; violazioni codice navigazione da 7.590 infrazioni nel 2004 a 5.020 nel 2005) perché l’abusivismo edilizio sul demanio, invece, rimane sostanzialmente invariato (3.359 infrazioni nel 2005 rispetto alle 3.379 nel 2004). Davvero preoccupante è invece il trend di crescita degli illeciti legati alla depurazione e agli scarichi fognari che passano da 1.406 nel 2004 a 2.235 nel 2005.

La classifica regionale per valori assoluti vede la Sicilia mantenere anche quest’anno saldamente il primo posto, con 3.260 reati accertati (con una flessione del 13,83% rispetto ai 3.783 del 2004). La seguono la Campania che risale dalla terza alla seconda posizione con 2.574 infrazioni, segnando un meno 7,48% rispetto alle 2.782 delle scorso anno, e la Puglia che, invece, scende dal secondo al terzo posto, passando dalle 3.462 infrazioni del 2004 alle 2.375 del 2005. C’è da registrare, inoltre, che il 48,46% (ossia 2.176) dei provvedimenti di sequestro emessi sul territorio nazionale si concentra in queste tre regioni.

Considerando invece le infrazioni accertate per chilometro di costa, la Campania conquista il poco lusinghiero primo posto della classifica, risalendo di una posizione, con 5,48 infrazioni per chilometro. Segue il Veneto che cede il posto di capolista passando da 6,43 infrazioni del 2004 a 4,67 del 2005. Il terzo posto, invece, quest’anno è conquistato dal Molise che risale di ben cinque posizioni passando da 3,22 reati per chilometro nel 2004 a 4,12 reati per chilometro del 2005, con un incremento che supera il 23%. Chiudono questa speciale classifica, infine, l’Abruzzo, la Basilicata e la Sardegna.

Numeri da record e da brivido per quanto riguarda gli illeciti nel settore dell’inquinamento e della depurazione, raddoppiati rispetto all’anno scorso ( +63%) che lanciano un segnale inequivocabile: il nostro mare continua ad essere il deposito finale della maggior parte degli inquinanti utilizzati e prodotti in terraferma. Tornando al fenomeno del cemento illegale invece, sono molte le considerazioni da fare a partire dal nuovo volto dell’abusivismo che sembra risentire ancora e con forza dell’effetto condono. “L’abusivismo edilizio attuale è l’abusivismo del superfluo – sostiene Sebastiano Venneri,  responsabile mare di Legambiente –. Non ci sono più miseri rustici tirati su in una notte o appartamenti monofamiliari con rifiniture dozzinali e senza intonaco, la nuova frontiera è l’abusivismo di lusso. Si compiono abusi – continua Venneri - per aumentare la dotazione di stanze dell’esclusivo albergo in costiera, per costruire ville signorili, per trasformare piccole cabine in altrettante camere da letto vista mare, si scava nella roccia e si costruisce di tutto compresi aeroporti, cimiteri e strade”. E per citare qualche caso eclatante a Sabaudia qualcuno ha pensato di cambiare la destinazione d’uso di un terreno utilizzandolo per finalità sociali e costruendo residenze per anziani. E una volta costruite le villette, si è pensato che in fondo potevano anche essere vendute e rivendute a chi non aveva superato la soglia della terza età. E così il villaggio di riposo per gli anziani è diventato un effervescente villaggio turistico. Ma la palma d’oro per l’originalità va sicuramente a quel signore che si stava tranquillamente attrezzando la villa al mare con una seggiovia per la quale erano già stati installati – si legge in un rapporto dei Carabinieri di Amalfi - “nove supporti in ferro a forma di U rovesciata delle dimensioni di metri 6 di altezza e metri 2,50 di larghezza”. E proprio in Costiera Amalfitana batte il cuore dell’attivismo a base di mattoni e cemento: già l’anno scorso si era conquistata, in questo dossier, una posizione fra gli ecomostri nazionali, oggi la Sezione Aeronavale della Guardia di Finanza ha sequestrato  opere per oltre 24.000 metri quadrati e un valore superiore ai 25 milioni di euro. E così i comuni della costiera più abusiva d’Italia hanno trascinato la Campania a scalare ben due posti nella classifica delle regioni con più abusi sul demanio marittimo conquistando, sia pur di un’incollatura sulla Sicilia, la vetta di questa poco onorevole classifica.

All’ormai annoso problema dell’abusivismo edilizio – ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – si è aggiunto anche quello dei grandi progetti di cementificazione costiera che potrebbero, da qui a breve, ridisegnare completamente il profilo del litorale del nostro Paese. Europaradiso a Crotone, ad esempio, non è un semplice progetto di speculazione immobiliare derubricabile a generica cementificazione costiera, ma è un’idea di nuova urbanizzazione. Prevede cioè – continua Della Seta -  la costruzione di una vera e propria città con tanto di infrastrutture e caratteristiche architettoniche, peraltro, completamente diverse dai nostri insediamenti abitativi. Un affare internazionale da 5 miliardi di euro, dai contorni poco limpidi, che rischia di saldare la spregiudicata attività di un chiaccherato affarista israeliano con la ricerca affannosa di posti di lavoro al sud Italia, con buona pace delle esigenze di tutela dell’ambiente e del paesaggio”.

E non è solo il sud Italia a giocare il ruolo della terra di conquista. A Marinella di Sarzana, alla foce del Magra, al confine fra Liguria e Toscana, si sta consumando un altro grande progetto di speculazione immobiliare, targato Monte dei Paschi di Siena, che prevede, anche in questo caso, di cambiare i connotati di un tratto di costa e di un intero borgo agricolo.

E la speculazione edilizia si è spinta fino alla vendita di intere isole come quella di Santo Stefano. La trattativa è in mano ad una società tedesca che la reclamizza per le potenzialità turistiche e la possibilità di trasformare le edificazioni in strutture alberghiere. Nonostante la Regione Lazio abbia reso noto di voler acquisire l’isola e bloccare la speculazione, non è ancora scongiurato il pericolo di vendita. Al lavoro di denuncia di Legambiente si aggiungono le Bandiere Nere 2006 recapitate da Goletta Verde a coloro che hanno danneggiato il mare e la sua costa. È il vessillo meno ambito d’Italia proprio perchè segnalano i “nuovi pirati del mare”: amministrazioni, politici, imprenditori, società private che si sono contraddistinti per attacchi o danni all’ambiente marino e costiero.

A cominciare da Lodovico Sonego della Regione Friuli, “premiato” per aver favorito la localizzazione, nel golfo di Trieste, di due impianti di rigassificazione in assenza di una strumento di pianificazione territoriale e di programmazione del settore energetico.

Alla Giunta regionale del Veneto per aver favorito la trasformazione, insieme agli enti locali interessati, del litorale della regione in una lunga striscia di cemento, ignorando aree protette e indicazioni dell’Unione Europea. In particolare il vessillo nero fa riferimento all’assalto portato a Caorle, al progetto di darsena di Porto Caleri a Rosolina, a quello di Marina di Porte Grandi a Quarto d’Altino, al Mose di Venezia e alla realizzazione di una vera e propria valle chiusa su un tratto di laguna veneta in località Cà Zane a Venezia.

Al Consiglio comunale di Ospedaletti (Im), in Liguria, per aver approvato la realizzazione del Porto Baia Verde, un nuovo porto turistico che rappresenta un’altra tappa verso la completa cementificazione della costa del ponente ligure. Il porto sorgerà nell’ex discarica Cogefar, che potenzialmente poteva ospitare l’unico spazio verde sul mare della provincia.

Bandiera nera anche alla Marinella Spa di Sarzana (Sp), per il progetto di “valorizzazione” della tenuta di Marinella che altera profondamente il territorio dell’area costiera della Val di Magra, prevedendo un aumento delle volumetrie di 6.000 metri cubi a fronte dei 2.500 previsti dal Piano regolatore di Sarzana.

Al Consorzio del Parco del Delta Po in Emilia Romagna fra le province di Ravenna e Ferrara, dove continua la corsa alla speculazione edilizia lungo la fascia costiera. Da anni si attende l'approvazione del Piano di Stazione del Parco del Delta, ma evidentemente, si pensa di modificarlo per rendere possibile una variante urbanistica e l’ennesima colata di cemento.

In Toscana, bandiera nera all’Amministrazione comunale di San Vincenzo (Li) che ha autorizzato lo sciagurato ampliamento del porto turistico, favorendone la privatizzazione, e la costruzione di una strada e una ferrovia a nafta, disboscando un’intera valle. Infine, per aver avviato il procedimento per una variante al Piano Strutturale andando incontro alla richiesta dei proprietari dell’area all’interno del Parco di Rimigliano per la realizzazione di villette in area protetta.

Terzo anno consecutivo di bandiera nera nelle Marche per la Raffineria Api di Falconara (An), per  la proposta di realizzazione di altri due impianti di generazione di energia elettrica (di 530 e di 70 megawatt), accanto a quello già esistente di 290 megawatt di potenza.

Bandiere nere nel Lazio, alla Società Penta srl di San Felice Circeo (Lt), per aver proposto di raddoppiare il numero di posti barca del porto di San Felice Circeo, portandoli ad oltre 500 e compromettendo gravemente lo splendido ecosistema della zona del Parco Nazionale del Circeo.

Allo Stabilimento Balneare “Sole e Luna” di Marechiaro, Anzio (Rm), potenziale eco-mostro attualmente sotto sequestro, che ha aggredito uno dei pochi lembi integri di costa in zona Fornace. Al Comune di Fondi (Lt) per il mancato abbattimento dell’ecomostro dell’Isola dei Ciurli.

In Calabria, al Sindaco di Gizzeria (Cz) Michele Rosato, per aver costituito una Spa per gestire i servizi e il campo da golf dell'ipotizzato progetto "Realizzazione turistico alberghiera Simeri Crichi", all'interno del Sito di Importanza Comunitaria "Lago la Vota".

Le bandiere nere siciliane vanno al Sindaco di Lipari Mariano Bruno, per il tentativo di consentire l’ampliamento scellerato di strutture alberghiere, per la proroga dell’attività estrattiva della pomice concessa alla Pumex nonostante il Distretto Minerario ne avesse intimato l’interruzione e per aver inserito nel Piano Regolatore del Comune di Lipari un progetto di realizzazione di una struttura aeroportuale in un’area di tutela assoluta. Alla Giunta Regionale Siciliana che si è distinta per l’assalto alle aree costiere culminato con l’approvazione delle “Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo”, un provvedimento che pone le premesse per un uso privato e selvaggio delle spiagge e degli ambiti portuali. In Sardegna infine bandiera nera al Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Gianfranco Cualbu per l’inaudita posizione favorevole al mantenimento della base militare Usa nell’Isola di Santo Stefano (arcipelago di La Maddalena) in contrasto con i sentimenti del popolo sardo e degli organi istituzionali della Regione Sardegna, ma anche per l’assoluta inerzia nell’attività di gestione del parco, a fronte delle numerose emergenze che investono il territorio.

 

I principali reati nel 2005
Reato Infrazioniaccertate Persone denunciateo arrestate Sequestrieffettuati % sul totale
Abusivismo ediliziosul demanio 3359 1931 1261 20,95
Depuratori, scarichi fognari, inquinamento da idrocarburi 2235 2155 816 13,94
Pescadi frodo 5240 548 1223 32,67
Codice navigazione enautica da diporto 5202 528 998 32,44
Totale 16.036 5.162 4.298 100%

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Comando Carabinieri tutela ambiente, Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato e delle Regioni a Statuto speciale e Capitanerie di porto.

 

La classifica dell’illegalità della navigazione in mare nel 2005
  Regione Infrazioniaccertate Persone denunciateo arrestate Sequestrieffettuati
1 Campania ↑ 1073 29 58
2 Sicilia ↓ 939 17 156
3 Toscana ↑ 755 17 20
4 Puglia ↓ 607 42 92
5 Lazio ↓ 367 33 58
6 Veneto ↓ 301 267 178
7 Calabria = 297 45 65
8 Liguria = 279 15 15
9 Sardegna = 222 17 298
10 Emilia Romagna ↑ 139 18 24
11 Marche ↓ 80 10 11
12 Molise ↑ 63 0 0
13 Friuli Venezia Giulia ↓ 55 14 19
14 Abruzzo = 25 4 4
15 Basilicata = 0 0 0
  Totale 5202 528 998

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato e delle Regioni a Statuto speciale e Capitanerie di porto.

 

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[ 29-Lug-2008 ]

 

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