2 Settembre 2010
La frode è servita sul piatto degli italiani: dal taglierino in un sacchetto di pop corn alle cozze "made in China", dal chiodo in una confezione di pane alle uova marce per merendine, dal pomodoro infestato da insetti e parassiti al grano all'ocratossina. Mdc e Legambiente presentano:
III rapporto sulle frodi alimentari in italia. Aumenta di circa il 7% il valore dei sequestri effettuati dai Nas. L'indagine più completa su tutta la filiera alimentare. I numeri ed i casi più eclatanti delle operazioni dei Carabinieri per la Sanità, Carabinieri per le politiche agricole, Ispettorato Repressione Frodi, Ministero della Salute, Corpo Forestale e Guardia Costiera.
Pesce scaduto da oltre sei anni, 1.400 tonnellate di pomodoro infestato da insetti e parassiti, vermi nei piatti di riso destinati ai bambini di una scuola di infanzia e elementare. Lunga la lista degli "oggetti" indesiderati trovati nel cibo: un taglierino in un sacchetto di pop corn, un dente umano nell'impasto di una pizza, un chiodo in una confezione di pane per non parlare dei "resti di un piccolo animale" in una scatola di minestrone surgelato comprato a Torino.
Allarme crescente anche per il cibo proveniente da Paesi in cui non ci sono i controlli sanitari europei, in particolare dalla Cina: "salango congelato" (pesce cinese) venduto come novellame nostrano; 200 kg di cozze e vongole senza etichetta sequestrate a Sanremo; 600 kg di zampe di pollo cinese e un veicolo della ditta "China Food S.r.l.", in provincia di Roma, contenente kg. 2.300 di carni avicole, prodotti della pesca e verdure surgelate in cattivo stato di conservazione, pronti per essere consegnati ad altri esercizi commerciali.
Ammontano a 37.330 le ispezioni effettuate dai Carabinieri per la Sanità nel corso del 2005 nel settore alimentare. Sono 38 le persone arrestate e oltre 12.800 quelle segnalate all'autorità giudiziaria ed amministrativa; 792 le strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 419 quelle sequestrate. Molti anche i sequestri effettuati: 55.612.447 confezioni di prodotto per un valore di oltre 108milioni di euro.
Non meno preoccupanti i numeri dell'Ispettorato Repressione Frodi: nel 2005 la struttura del Ministero delle Politiche agricole ha individuato 3.751 operatori irregolari, pari al 15% del totale degli operatori controllati (24.395), 1.021 sono invece i prodotti non a norma.
Circa 500 i sequestri effettuati dall'Ispettorato per un valore pari a oltre 9 milioni di euro, mentre in 436 casi è scattata la denuncia per reato e 3.977 sono state le contestazioni amministrative. Più di un terzo delle notizie di reato (39%) deriva dagli Uffici periferici e dai laboratori del Sud. Segue il Centro con il 32% ed il Nord con il 20,4%. Ultime le isole con l'8,5% per un totale di 37 notizie di reato.
E' TRUFFE A TAVOLA 2006, il III rapporto sulle frodi alimentari in Italia realizzato dal Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente e presentato oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa. Quest'anno Truffe a Tavola è ancora più ricco e più completo: lo studio si basa sui dati di tutti gli organi preposti alla tutela della salute dei consumatori nel settore alimentare dai Carabinieri della Sanità all'Ispettorato Centrale Repressione Frodi, dal Corpo Forestale ai Carabinieri Politiche Agricole alla Guardia Costiera.
Nel rapporto per la prima volta anche le notifiche e le informazioni del sistema rapido di allerta comunitario.
Altra novità il focus sulle emergenze e gli scandali più eclatanti del 2005: dal fenomeno emergente delle truffe alimentari provenienti dal mercato cinese allo scandalo del latte all'ITX poi sedato dall'Efsa (Agenzia europea sulla sicurezza alimentare), dalle uova marce vendute alle industrie per la trasformazione in merendine, pasta, gelati alle 58.000 tonnellate di grano duro sequestrate a Bari contentini ocratossina, sostanza cancerogena.
Scandali che spaventano non solo per i numeri ma soprattutto per la pericolosità della truffa: basti pensare che secondo una ricerca sui danni da ocratossina su 231 neomamme risulta che nella terza o quarta giornata dopo il parto, i neonati hanno assimilato la sostanza cancerogena già con il latte materno e, nell'85% dei casi, i bambini risultano positivi all'ocratossina A.
"Il nostro rapporto fa emergere una grande quantità di casi rischiosi che si registrano e insieme l'efficacia del sistema dei controlli - ha dichiarato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino - Il quadro complessivo della filiera produttiva e commerciale alimentare italiana è di ottima qualità e garantisce il consumatore, ma ci sono ancora settori a rischio per i quali ben vengano le sanzioni più severe previste dal Decreto legislativo 190 dello scorso aprile per chi non ritira subito dal commercio prodotti non sicuri".
"Dai dati raccolti in questo rapporto - ha affermato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - risulta evidente il grande lavoro svolto dalle forze dell'ordine e dagli enti preposti, per scoprire le frodi e i rischi che minacciano le nostre tavole ma anche tutto il sistema di produzione agroalimentare di qualità che ci rende famosi nel mondo. Eppure una maggiore sicurezza potrebbe essere ottenuta attraverso l'applicazione di norme più severe per quanto riguarda l'etichettatura e la tracciabilità dei prodotti alimentari, sia italiani che provenienti dall'estero e soprattutto inserendo tempi certi per i procedimenti giudiziari che riguardano gli alimenti: effettuare le analisi in tempi rapidi infatti, permetterebbe di controllare efficacemente la filiera e di risalire alla fase del danno prima che si perdano le tracce dei responsabili e che i prodotti adulterati vengano dispersi nei vari passaggi della catena della distribuzione".
Ammontano a 37.330 le ispezioni effettuate dai Carabinieri per la Sanità nel corso del 2005 nel settore alimentare. Sono 38 le persone arrestate e oltre 12.800 quelle segnalate all’autorità giudiziaria ed amministrativa: 792 le strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 419 quelle sequestrate. Molti anche i sequestri effettuati: 55.612.447 confezioni di prodotto per un valore di oltre 108milioni di euro.
In aumento, rispetto al 2004, il numero dei sequestri e delle strutture chiuse per motivi di salute pubblica per il settore delle carni e degli allevamenti e del latte e derivati; incrementi delle merce sequestrata anche per le conserve alimentari e per salumi e insaccati. In particolare per la carne i sequestri e le strutture nel 2004 erano rispettivamente 80 e 64 contro gli attuali 119 e 104. Per il settore del latte lo scorso anno sono stati effettuati 21 sequestri contro gli attuali 34 e sono state chiuse per motivi di salute pubblica 39 strutture mentre nel 2005 queste sono state 56.
Numeri preoccupanti, quelli legati alle strutture di ristorazione. Aumentano i controlli rispetto al passato e, in particolare, cresce il numero delle persone arrestate. Rispetto al 2004, si registra inoltre un incremento delle strutture poste sotto sequestro che passano da 127 a 143.
Per i prodotti ittici invece ad una diminuzione delle ispezioni corrisponde una generale diminuzione del valore delle infrazioni, segnalazioni e sequestri, il cui valore ammonta a 1.243.036 contro i 3milioni del 2004 ed i 5milioni del 2003.
Tra i casi da segnalare il sequestro di 600 zampe di pollo cinese e un veicolo della ditta “China Food S.r.l.” sita nella provincia di Roma, contenente kg. 2.300 di carni avicole, prodotti della pesca e verdure surgelate detenute in cattivo stato di conservazione pronte per essere consegnate ad altri esercizi commerciali.
I N.A.S. di Catania hanno invece segnalato alle autorità il titolare di un’industria di prodotti da forno per avere detenuto materie prime in cattivo stato di conservazione, insudiciate ed invase da parassiti peraltro in locali privi dei requisiti igienico-sanitari e strutturali. E ancora: a Torino sequestrati 69.000 Kg. di grano tenero nazionale invaso da parassiti, il sequestro 600 kg. di prodotti ittici e carne congelati all’origine, nonché 1.176 uova di anatra bollite, detenuti in cattivo stato di conservazione poiché trasportati a temperatura ambiente sul citato automezzo sprovvisto di sistema di refrigerazione.
Concentrato di pomodoro proveniente dalla Grecia inidoneo al consumo umano a causa della presenza di muffe e non solo. Oltre 2mila quintali di agrumi provenienti dai paesi extracomunitari che riportavano la sigla dell'additivo Tiabendazolo (E233), vietato dall'Unione europea. Sono solo alcuni dei casi delle truffe alimentari scoperte dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi. Nel 2005 sono 2005 sono stati 3.751 gli operatori irregolari: pari al 15% del totale degli operatori controllati (24.395), 1.021 sono invece i campioni irregolari. Circa 500 i sequestri effettuati dall’Ispettorato per un valore pari a oltre 9 milioni di euro, mentre ammontano a 436 le notizie di reato a 3.977 le contestazioni amministrative.
Ma nel mirino degli agenti soprattutto la tutela del Made in Italy e delle produzioni a denominazione registrata come le 18.000 uova provenienti dalla Spagna e che stavano per essere immesse nei mercati del sud Italia con il marchio falso “Made in Italy”.
In diminuzione gli operatori irregolari: il 4% in meno rispetto al 2004 e il 27% in meno rispetto al 2003. Tendenza inversa per i sequestri: nel 2003 si contavano 230 sequestri, nel 2004 erano quasi raddoppiati (442) fino ad arrivare ai 498 del 2005. Incremento notevole negli anni anche per le notizie di reato: aumentate nel 2005 del 12% rispetto al 2004 e dell’84% rispetto al 2003.
A livello territoriale, per quanto riguarda le notizie di reato, un terzo (39%) deriva dagli Uffici periferici e dai laboratori del Sud. Segue il Centro con il 32% ed il Nord con il 20,4%. Ultime le isole con l’8,5% per un totale di 37 notizie di reato.
Oltre 2.600 sequestri penali nel 2005 per un totale di reati pari a 108. Rispetto all’anno precedente i reati accertati contro persone note sono aumentati del 188% (da 35 a 101), quelli contro ignoti del 75%, per un totale di 108 reati accertati, +176%. Sempre con segno positivo, le persone denunciate (+185%), e le perquisizioni, +153% (da 28 del 2004 a 71 del 2005).
Tra i casi più eclatanti delle irregolarità pericolose per la salute dei consumatori spiccano alcuni eventi. La vicenda ITX non è l’unica della serie “latte contaminato”: il 3 gennaio gli agenti della Forestale hanno sequestrato un’autocisterna e 36 quintali di latte a seguito della scoperta di un allevamento di bovini senza qualifica sanitaria. Inoltre alcuni animali erano risultati positivi agli accertamenti sierologici per la brucellosi.
Le operazioni del Comando Carabinieri Politiche Agricole
Il personale dei Nuclei Antifrodi Carabinieri ha svolto, nel corso del 2005, controlli straordinari nel settore agroalimentare ispezionando 800 aziende e verificando contributi per 57.473.612,99 euro. Nel corso dell’anno, sono state deferite all’Autorità giudiziaria 575 persone mentre 10 sono state arrestate. I provvedimenti restrittivi sono stati adottati per frodi perpetrate nei settori zootecnico e cerealicolo.
Ammontano a 3227 le notifiche sulle contaminazioni microbiologiche, chimiche e irregolarità di altro tipo pervenute al Ministero della Salute nel 2005 sia dalla Commissione Europea sia da parte degli uffici periferici e degli Assessorati della Sanità. Circa il 40% in più rispetto al 2003. Negli ultimi tre anni si infatti assistito ad un aumento progressivo del numero delle notifiche: dalle 2.310 del 2003 alle 2.626 del 2004 fino alle attuali 2.310.
Tra le classi di alimenti analizzati le irregolarità riscontrate sono sia di natura igienico sanitaria (contaminanti microbiologici, residui di antiparassitari, metalli pesanti, micotossine, stato di conservazione, additivi e coloranti) sia di natura formale-merceologica (etichettatura non conforme dal punto di vista sanitario, frodi). Dal punto di vista sanitario i maggiori contaminanti chimici, nel 2005, riguardano la presenza di micotossine e salmonella negli alimenti.
L’azione della Guardia Costiera
Pesciolini importati dalla Cina e spacciati per pregiati bianchetti, 5 tonnellate pesce scaduto da oltre sei anni e destinato ad approdare sulle tavole non solo italiane ma anche di altri paesi europei. Molti i casi di pesce cinese venduto come italiano: dai bianchetti della costiera romagnola alle cozze e vongole con etichette irregolari scoperte nell’ambito dell’operazione “Pesce sicuro” della Guardia Costiera di Sanremo. Sono solo alcune delle frodi alimentari nel settore ittico scoperte dal Corpo delle Capitanerie di Porto nel corso del 2005.
I 30mila controlli effettuati dalle unità navali e le oltre 130mila ispezioni ai punti di sbarco ed alle attività commerciali hanno portato, nel 2005, al sequestro di circa 250mila chili di prodotti ittici. Oltre 900 le notizie di reato che hanno portato a 691 verbali di sequestro penale e oltre 2.100 di sequestro amministrativo.
Indagine MDC: la mappa dell’illegalità nel pesce fresco
In Italia il 48,2% dei banchi di pesce non è in regola con l'etichettatura dei prodotti ittici. Appena il 57,4% dei banchi di pesce indica il metodo di produzione, il 62,3% dà indicazione della zona di cattura o di allevamento, mentre l'informazione più diffusa è quella relativa alla denominazione commerciale della specie (riportata dall'85,8% del campione). Solo 2 regioni (Liguria e l'Umbria) sulle 10 esaminate hanno banchi di pesce con tutte le etichette in regola.
Sono i dati rilevati dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC) nella seconda indagine sui consumi e sulla corretta informazione ai consumatori nella vendita del pesce fresco in Italia. Sono state analizzate almeno 10 specialità vendute e relative etichette, per un totale di oltre 1.000 cartellini contenenti le informazioni al consumatore. Sotto esame 162 banchi di pesce, dislocati in 56 mercati di 10 regioni.
[ 29-Lug-2008 ]
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