2 Settembre 2010
Per cooperazione decentrata si intende una azione di cooperazione allo sviluppo svolta dalle istituzioni regionali e locali italiane, singolarmente o in consorzio tra loro, anche con la collaborazione delle risorse della società civile organizzata presente sul proprio territorio, attuata in rapporto di partenariato con omologhe istituzioni dei paesi in via di sviluppo. Si tratta di una forma di cooperazione che mira al coinvolgimento attivo delle diverse componenti della società civile, tanto quella del "Nord" quanto quella del "Sud", nelle fasi di ideazione, progettazione ed esecuzione dei progetti di sviluppo. Essa può essere suddivisa in due modelli principali:
Questi due modelli di cooperazione decentrata, a loro volta, possono assumere diverse forme:
Il concetto di cooperazione decentrata si è sviluppato negli ultimi decenni quando tutte le teorie e le visioni dello sviluppo concordarono nell'affermare che le politiche dello sviluppo e gli effetti indotti dalle iniziative tradizionali di cooperazione internazionale mostravano evidenti e pesanti segni negativi: il divario tra ricchi e poveri si era accentuato e proseguiva inesorabilmente il predominio dell'economia sulla sfera sociale e sull'ecologia. Le critiche mosse alle concezioni dominanti e le alternative che si sono proposte negli anni, si sono focalizzate verso una "visione di sviluppo diverso" che pone al centro l'uomo, dentro la sua cultura e il suo ambiente, in simbiosi cioè con il proprio territorio e con il patrimonio identitario che lo contraddistingue. Si è sempre più diffusa la consapevolezza che bisogna basare le politiche di sviluppo sulle forze endogene e autopropulsive ed in armonia con l'ambiente. Rispetto agli schemi più "tradizionali" di intervento, questi approcci intendono porre maggiore attenzione alle relazioni cioè tra gli attori di sviluppo locale dei paesi del sud (istituzioni, amministrazioni locali, società civile) e i loro omologhi nel nord, al fine di istaurare nuove sinergie tra le varie realtà. Alla prestazione degli aiuti si va sostituendo l'impostazione di rapporti di partenariato, cioè rapporti di interdipendenza fondati sulla parità di posizioni tra eguali e sull'uguale trattamento degli interessi.
Sullo scenario internazionale fin dalla metà degli anni '80 si inizia a parlare di cooperazione decentrata. Nel 1985, nella "Charte Européenne de l'Autonomie Locale" elaborata dal Consiglio d'Europa veniva sancito il diritto delle collettività locali di un Paese a cooperare tra loro e con collettività omologhe di altri Paesi, mentre nel 1989 nella "IV Convenzione di Lomè" per la prima volta viene inserito formalmente il concetto di cooperazione decentrata nell'attività dell'Unione Europea e l'apertura da parte della Commissione U.E. di un capitolo di bilancio dedicato a tale forma di cooperazione. Da questo momento in poi numerosi sono stati gli eventi internazionali nei quali si è avuto modo di parlare dell'attività di cooperazione allo sviluppo delle autonomie locali e della società civile.
In Italia, con la Legge n° 49 del 26 febbraio 1987 e con il relativo Regolamento di esecuzione (DPR n. 177 del 12 aprile 1988, art. 7), si è riconosciuto alle Autonomie locali italiane un ruolo propositivo ed attuativo nell'azione di cooperazione allo sviluppo. La legge prevede che i Comuni e le Province hanno la facoltà di intervenire direttamente nell'ambito delle attività di cooperazione allo sviluppo e di avanzare proposte e stipulare convenzioni con la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo istituita presso il Ministero Affari Esteri.
A seguito dell'entrata in vigore della legge la quasi totalità delle Regioni ed entrambe le Province autonome italiane, si è dotata di una propria normativa in materia di cooperazione allo sviluppo nelle quali è evidente l'intento di costituire a livello regionale un punto di riferimento a supporto degli interventi di cooperazione promossi dagli altri Enti locali e dalla forze sociali ed economiche presenti nel territorio.
Per Legambiente fare cooperazione internazionale significa, "agire-insieme oltre i confini" cioè promuovere azioni che mirano a favorire l'avvicinamento tra cittadini, organizzazioni ed enti locali appartenenti a paesi con distinte realtà sociali, economiche e culturali, uniti nell'impegno di ricercare soluzioni comuni per superare problemi comuni. Il nostro obiettivo è diffondere la cooperazione diretta, decentrata, orizzontale: una cooperazione da società civile a società civile, da istituzioni ad istituzioni, che sia basata sul desiderio di conoscersi e confrontarsi. Ciò nella consapevolezza che la reciprocità e la circolarità sono elementi fondamentali. Sia i territorio che i soggetti coinvolti al nord sono soggetti di cambiamenti quanto i soggetti e i territori al sud. Il cambiamento avviene grazie ad una reciproca capacità di mettersi in discussione, grazie ad uno scambio e ad una volontà di cambiamento che avviene pariteticamente e reciprocamente nei due territori. Questo permette di uscire dalla logica degli aiuti , da posizioni di supremazia e di superiorità, per collocarsi in una posizione di parità e di cambiamento.
La cooperazione che intendiamo considera le comunità locali le protagoniste del cambiamento, soggetti attivi nelle scelte, nella realizzazione e nella gestione dei progetti. Essa deve coincidere con il processo di presa di coscienza da parte dei soggetti, protagonisti delle comunità, delle loro condizioni, delle loro potenzialità, delle loro risorse, dei loro limiti, dei loro valori e dei loro desideri. Fondamentale è la partecipazione di tutti gli attori locali all'interno dei processi di sviluppo di un territorio. Il nostro aiuto deve essere strutturato come un sostegno ai processi locali e non come esportazione di modelli del nord.
In tutti i nostri progetti di cooperazione attuati nei paesi in via di sviluppo ci siamo sempre attivati affinché le comunità locali abbiano gli strumenti e le risorse per capire il presente e progettare il futuro, partendo dalla loro storia. Con i nostri partners, cerchiamo alternative di sviluppo sostenibile che valorizzino le identità, creino benessere diffuso e durevole, garantiscano la tutela dei valori ambientali, e dei sistemi di supporto alla vita. Mettiamo a disposizione la nostra esperienza di cittadinanza attiva nella difesa dei diritti dell'uomo e dell'ambiente che in molte realtà rappresenta una delle strade primarie per la democrazia e la pace e garantiamo quel supporto di competenze di Legambiente che da sempre è alla base dell'ambientalismo scientifico che ci caratterizza, cercando insieme alle realtà locali le soluzioni tecnicamente più adeguate. Tutto ciò nella consapevolezza che la cooperazione internazionale non può non considerare l'interdipendenza tra i temi della sostenibilità ambientale e quelli della sostenibilità sociale e culturale a livello locale e le loro interconnessioni a livello mondiale. E' velleitario chiedere maggiori attenzioni verso l'ambiente a chi, come le popolazioni dei paesi poveri ha problemi già con il mero soddisfacimento dei bisogni primari, senza proporre un sostanziale cambiamento anche negli stili di vita e nei comportamenti delle popolazioni che vivono nei paesi ricchi.
Traccia per la presentazione progetti coop. Sv (PDF, 125.3 Kb)
[ 29-Lug-2008 ]
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