14 Marzo 2010
Salvalarte, la storica campagna di Legambiente dedicata ai beni culturali, torna anche quest'anno.
Giunta all'undicesima edizione, è realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e con il contributo di Bialetti.
Legambiente viaggerà lungo il territorio italiano, alla scoperta di monumenti, siti archeologici, tradizioni e paesaggi; per comprendere il valore e conoscere la storia di tesori nascosti e poco noti, per denunciarne lo stato di degrado; per attivare sinergie e risorse per il loro recupero e la loro fruizione, nella convinzione che rappresentino la carta vincente per creare nuove forme di occupazione durevoli e per costruire uno sviluppo economico solido e ambientalmente compatibile.
Segui il viaggio di Salvalarte 2006
La mostra sull'arte da salvare (PDF, 1.9 Mb)
Dossier: La chimica del restauro (PDF, 364.5 Kb)
Dossier: Ecosistema Museo e Salvailmuseo
Concorso per la realizzazione di video ambientati in Lombardia
In un paese come l'Italia, nel quale si concentra la maggiore densità al mondo di beni culturali, le emergenze monumentali cui far fronte sono davvero tante. Basti pensare alla straordinaria Villa Romana del Casale, a Piazza Armerina in Sicilia, dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco per i suoi mosaici unici al mondo, ma con un destino ancora incerto. Per non parlare di tutti quei monumenti abbandonati all'incuria o soffocati dall'inquinamento atmosferico. Il viaggio di Salvalarte servirà anche a questo: denunciare gli scempi al patrimonio e recuperare pezzi d'arte unici, avviare restauri e restituire alla cittadinanza la fruizione di un monumento, inaugurare e scoprire nuovi itinerari d'arte.
L'arte salvataSono oltre 800 i monumenti riscoperti e monitorati da Salvalarte; moltissime le iniziative di sensibilizzazione e gli itinerari storico-artistici proposti per far conoscere al grande pubblico i tesori d'arte nascosti; migliaia i bambini, studenti, cittadini, addetti ai lavori che hanno partecipato alle visite guidate, visitato monumenti solitamente chiusi al pubblico, che sono intervenuti ai dibattiti.
Le Istituzioni non sono rimaste indifferenti al passaggio di Salvalarte, e grazie anche a loro molte opere sono state tratte in salvo. Solo qualche esempio: il tetto della Chiesa di Santo Spirito ad Arezzo, il ponte romano di Padova, le statue del Teatro Romano di Lecce, le edicole votive di Matera, la Guglia dell'Immacolata a Napoli, gli affreschi della Chiesa di S.Francesco a Orvieto, quattro registri d'archivio risalenti al XV e XVI secolo a Montepulciano.
Le opere d'arte, disseminate lungo il nostro Paese come in un museo a cielo aperto, sono esposte ad agenti inquinanti come il particolato, che annerisce i marmi, o l'anidride solforosa, che corrode e sbriciola la pietra di statue e monumenti. Ma anche le strutture museali, pensate per proteggere capolavori del passato dall'usura del tempo, non sempre riescono a sottrarsi alla pressione dell'inquinamento atmosferico, che penetra in queste roccaforti dell'arte alterandone la qualità degli ambienti.
Per questo Salvalarte, già a partire dal 2001, ha avviato il programma di analisi Salvailmuseo che monitora lo stato di salute delle opere esposte all'interno delle aree museali. Anche quest'anno i laboratori di Salvalarte andranno a analizzare la qualità dell'aria all'interno di spazi espositivi prestigiosi, come il Palazzo Reale di Genova e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Codice di comportamento responsabile per la valorizzazione, tutela e fruizione dei luoghi e siti culturali.
In un Paese in cui non è facile stimare la consistenza dei siti museali e archeologici, dei beni culturali, storici e artistici distribuiti capillarmente su tutto il territorio, il settore turistico non ha ancora compreso l'importanza strategica del nostro patrimonio, unico vero, irriproducibile valore aggiunto. Un turismo distratto e irresponsabile spesso ha un impatto negativo sulla conservazione del patrimonio storico-artistico, sulla tutela delle risorse culturali e del territorio.
Solo la condivisione degli impegni e delle responsabilità tra visitatori, operatori del settore, comunità ed Enti Locali può favorire l'adozione di comportamenti appropriati per una corretta fruizione, tutela e valorizzazione dell'immensa ricchezza di arte, natura e cultura custodita dal nostro Paese.
Croste nere: sono dovute al traffico automobilistico; si formano per il deposito delle polveri emesse dai tubi di scappamento delle auto; provocano, in presenza di anidride solforosa in atmosfera, una reazione chimica che trasforma la pietra in gesso
Dilavamento: è causato dalle piogge acide e colpisce le parti del monumento più esposte, che appaiono consumate, erose, con aspetto gessoso
vibrazioni: E' un altro degli effetti devastanti del traffico automobilistico, che fa oscillare i monumenti, intaccando la stabilità di strutture e rivestimenti
Gli italiani scrivono su tutto: sui libri, sui muri dei bagni e, ahimé, sui monumenti, danneggiandoli irrimediabilmente. Le vernici, infatti, penetrano tra le porosità della pietra e, per rimuoverle, si rischia di danneggiare i materiali. Che fare allora? La parola d'ordine è prevenzione, ma vale la pena ricordare che, recentemente, è stata approvata una legge che punisce sia gli imbrattatori sia i produttori di aerosol che non indichino sulla confezione il solvente.
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[ 29-Lug-2008 ]
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