9 Febbraio 2010
È stato presentato il primo Rapporto sul trasporto pendolare ferroviario nelle città italiane. Uno strumento per capire i problemi della rete e far comprendere gli obiettivi che la campagna Pendolaria di Legambiente individua come centrali per un trasporto ferroviario locale più efficiente nelle Regioni italiane.
Uno dei fenomeni sociali più rilevanti che attraversa la società italiana e che negli ultimi venti anni ha modificato profondamente la sua organizzazione sociale e territoriale. Ogni giorno oltre un milione e seicentomila persone salgono sui treni per raggiungere scuole, università, posti di lavoro. Questi numeri in costante crescita da un decennio raccontano solo in parte una realtà che si articola nelle principali aree metropolitane italiane ma che è accomunata da uguali problemi e bisogni. Treni sovraffollati, ritardi, carrozze vecchie e sporche, orari che non coincidono con necessità di spostamento e con autobus locali, biglietti diversi e nelle stazioni servizi inefficienti, mancanza di parcheggi. Sono questi i problemi che lamentano i cittadini che ogni mattina scelgono il treno per muoversi. Rispondere a queste domande, dare una prospettiva alla crescita del trasporto ferroviario pendolare nelle principali città italiane è dunque una grande questione nazionale. L’agenda politica nazionale e le strategie dei trasporti se ne devono occupare. Non farlo significa condannare le città italiane a uno stato di inquinamento e di congestione per i prossimi decenni, relegare i cittadini pendolari a un destino di sopravvivenza quotidiana tra disservizi e ritardi.
L’anomalia italiana nel panorama europeo è che il tema del trasporto ferroviario pendolare semplicemente non riesce a trovare uno spazio nel confronto sulle politiche della mobilità a livello nazionale e regionale. Eppure il bacino della domanda è 8 volte superiore a quello che ogni giorno si sposta sui treni a percorrenza nazionale (un milione e seicentomila contro 200mila circa), può ambire a togliere una quota rilevantissima di spostamenti che oggi avvengono in automobile nelle aree metropolitane italiane. Merita dunque almeno altrettanta attenzione di chi si muove sui treni Eurostar, su un Tir o in auto. Invece le risorse per il servizio ferroviario regionale sono sempre quelle del 2000 – neanche aggiornate al tasso di inflazione – a fronte di una domanda in costante crescita. L’intero ammontare dei contratti di servizio tra le Regioni italiane e Trenitalia è pari a 1,4 miliardi di Euro, ossia meno di qualunque delle decine di autostrade che si vorrebbero costruire nel nostro Paese.
Nella Finanziaria 2007 finalmente si può intravedere un piccolo segnale di attenzione, è previsto un fondo di 100milioni di Euro l’anno nel prossimo triennio per finanziare, con un contributo massimo del 75%, l’acquisto di treni regionali, metro e autobus destinati al trasporto pubblico locale. Ma questi 100 milioni di Euro divisi tra le Regioni italiane sono veramente poca cosa sia rispetto ai problemi della rete che all’attenzione che viene posta nei confronti di altri investimenti nel settore dei trasporti.
Per Legambiente un forte rilancio del trasporto ferroviario pendolare è una scelta strategica per il futuro del Paese, che incrocia nuove domande e bisogni dei cittadini e insieme guarda al futuro delle città italiane. Perché offre la possibilità a centinaia di migliaia di persone che oggi sono obbligate a muoversi in macchina di scegliere il treno, migliorando così la qualità della vita e diminuendo congestione e inquinamento urbano. La realizzazione degli obiettivi del Protocollo di Kyoto passa inevitabilmente di qui, come pure l’ambizione di avere condizioni di mobilità degne di un Paese moderno e civile. Nelle città si concentra infatti oltre l’80% della domanda di spostamenti delle persone in Italia. Dare risposte ai problemi del trasporto pendolare deve dunque essere uno degli obiettivi prioritari delle politiche dei trasporti nazionali, sul modello di quanto avviene da tempo in tutti i Paesi europei che in questo settore concentrano risorse, attenzioni, intelligenze. La direzione è quella di una politica della mobilità che permetta di avere più treni in circolazione, più puntuali e puliti, e che nelle stazioni incontrano metro, tram e autobus per raggiungere nel modo più efficiente e veloce la destinazione di lavoro prevista.
Il rapporto completo (PDF, 336.9 Kb)
[ 29-Lug-2008 ]
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