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16 Marzo 2010

Nevediversa 2007

Legambiente per un turismo dolce nella montagna italiana

3- 4 marzo 2007

Ogni anno un fiume di denaro viene investito per ammodernare impianti e piste da sci, centinaia di milioni che producono spesso gravi danni ambientali in aree vulnerabili e di grande pregio naturalistico. Per realizzare una nuova pista da sci occorre abbattere foreste, spianare e spietrare pascoli e torbiere; per innevarla artificialmente occorre prosciugare corsi d'acqua e sorgenti; per far girare gli impianti di risalita occorre consumare enormi quantità di energia elettrica; per fare arrivare i turisti occorrono sempre nuove strade che devastano i fondovalle e creano congestione ed inquinamento nei centri abitati; per ospitarli vengono costruite tante, troppe seconde case e colate di cemento.

Siamo turisti esigenti, un'altra neve è possibile!

E' tutta questione di stili di vita. Siamo consumatori esigenti e difficili, a noi la vita piace leggera e ricca. Ci piace la neve, per questo, per un week-end, non andremo a sciare, lo abbiamo già fatto tante volte, questa volta si cambia musica. Andremo a gustare i piatti più esclusivi di un piccolo borgo montano, a fare una passeggiata con le ciaspole, a guardare le stelle di notte, a compiere una escursione in un'area protetta mentre la natura riposa, a farci accogliere dal caldo di un rifugio alpino per chiacchierare fino a notte fonda. Lo faremo senza prendere l'automobile, ci faremo trasportare dai mezzi pubblici per guardare il paesaggio dai finestrini senza timore di sbandare.

Per maggiori informazioni e adesioni carovanadellealpi@legambiente.eu, 0686268367

I numeri della finta neve

Neve tecnica, neve artificiale, neve programmata: chiamatela come vi pare, ma sempre di neve finta si tratta: un'invenzione dell'industria turistica per sopperire alle sempre più frequenti stagioni invernali avare di precipitazioni 'vere', e affidata ai 'cannoni', una presenza ormai comune in tutte le stazioni sciistiche. Ogni anno, secondo il recente dossier della CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi), se ne producono, nel solo arco alpino, 95 milioni di metri cubi. Ma quanto ci costa? In termini di consumi idrici, produrre tutta questa neve equivale ai consumi annui di una metropoli di 1,5 milioni di abitanti. Qualcuno dirà: sulle Alpi l'acqua non manca! Questo è vero per sei mesi all'anno perché invece d'inverno l'acqua, quella allo stato liquido per intenderci, sulle Alpi scarseggia assai, e sempre più frequenti sono i casi in cui interi paesi sono costretti a razionare l'acqua potabile, o a rifornirsi con cisterne, perché in inverno le sorgenti sono al minimo di portata e non riescono a soddisfare il fabbisogno. In più, per pompare l'acqua e nebulizzarla con i cannoni, occorre un sacco di energia: l'equivalente dei consumi energetici di una città di oltre mezzo milione di abitanti.

 

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[ 19-Ago-2008 ]

 

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