14 Marzo 2010
L'ascesa dei prezzi del petrolio è iniziata già da tempo e non accenna a diminuire e come risposta c'è stato un rilancio agli investimenti per la ricerca e l'estrazione in Italia. Ma le stime dicono che le riserve nel nostro Paese dureranno solo per i prossimi 18 anni. Ma allora il gioco vale la candela?
L'ascesa dei prezzi del petrolio è iniziata già da tempo e non accenna a diminuire. Il 2008 si è aperto con un costo a barile di oltre 99 dollari, sfiorando così il fatidico tetto dei 100 dollari. La risposta italiana a questo continuo aumento dei prezzi, legato a diversi fattori e questioni internazionali, è un rilancio agli investimenti per la ricerca e l'estrazione dell'oro nero nel nostro Paese. Sono sempre di più le compagnie petrolifere, nazionali e non, che hanno deciso infatti di intraprendere l'iter autorizzativo per le esplorazioni e l'estrazione del greggio in Italia.
Ma quanto è redditizio invece investire ingenti risorse sul petrolio di casa nostra? Può davvero rappresentare la strada verso l'autonomia energetica del paese? Le ultime stime del British Petroleum dicono che le riserve mondiali dureranno ancora 40 anni e se consideriamo le riserve di greggio presenti in Italia la loro durata stimata si dimezza arrivando a coprire solo i prossimi 18 anni. Ma allora il gioco vale la candela? Soprattutto considerando, come viene ampiamente descritto in questo dossier, che spesso i giacimenti si trovano in aree di alto valore ambientale e culturale che rappresenta già un'importante, solida e sicura fonte di ricchezza per le realtà locali.
Il dossier (PDF, 112 Kb)
[ 19-Ago-2008 ]
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