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17 Marzo 2010

CTS, Legambiente e WWF insieme in vista del G8 della Maddalena

L’arcipelago di La Maddalena può diventare un grande laboratorio nazionale per una riconversione sostenibile da una economia militare ad una civile.

Nell’estate 2009 il comune di La Maddalena ospiterà il lavori del G8. Nei prossimi mesi, in vista dell’evento, il territorio comunale sarà teatro di consistenti interventi finalizzati alla realizzazione di infrastrutture di servizio, all’ampliamento della capacità ricettiva locale e alla riqualificazione complessiva del territorio urbanizzato.

PREMESSO CHE:

  • le associazioni ambientaliste hanno da sempre valutato criticamente la struttura e l'azione del G8 ma in maniera non preconcetta. Si ritiene che il ruolo di governo globale debba essere svolto nelle sedi multilaterali, dando voce a tutti e non solo agli stati economicamente più potenti. Inoltre si reputa il G8 troppo focalizzato sulla massima valorizzazione di indicatori di crescita economica e sulla mancata considerazione (che dovrebbe invece essere almeno integrata e di pari importanza) di indicatori di carattere ambientale e sociale;
  • per questo le associazioni hanno svolto da sempre un ruolo di forte pungolo e di pressione affinchè una sede come il G8 possa svolgere un ruolo di impulso nell'affrontare le grandi questioni ambientali e sociali che gravano sulle nostre società, a partire dalla grande sfida globale dei cambiamenti climatici, senza sostituirsi alle sedi multilaterali; vanno in particolare risolti dai Paesi più ricchi i problemi che gravano sulle fasce più deboli e disagiate delle popolazioni che vivono nella povertà, nella fame e in situazioni indegne per una vita umana, partendo dalla disponibilità di leve economiche e finanziarie dei Paesi che lo compongono;
  • le associazioni ambientaliste ritengono inoltre il G8, come oggi si compone, una struttura sempre più obsoleta e, purtroppo, incapace di rispondere con le azioni necessarie alle grandi sfide planetarie, sempre più complesse ed articolate;
  • le stesse associazioni ritengono invece importante il ruolo che il mondo ambientalista può svolgere limitatamente al tema degli interventi (edilizi, infrastrutturali, ecc.) che eventi della portata del G8 comportano nelle località ospitanti, al fine di contenere i possibili effetti ambientali negativi delle opere;
  • l’Arcipelago di La Maddalena è un territorio di pregio dal punto di vista ambientale, dotato di caratteristiche rare e peculiari riconosciute tramite l’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e l’individuazione dello stesso territorio come Sito di Interesse Comunitario;
  • il territorio del Parco Nazionale ora attraversa una fase di crisi e potrebbe esserne definitivamente compromessa la prospettiva ambientale da un impatto territoriale negativo del G8;
  • il sistema economico locale vive un periodo di crisi e incertezza determinato dal progressivo alleggerimento della presenza militare italiana e, soprattutto, dalla chiusura della base militare statunitense, mentre i flussi turistici rimangono confinati nella stagione balneare;
  • tanto le istituzioni quanto l’imprenditoria locale ravvisano nella valorizzazione turistica del territorio una delle possibilità concrete per la riconversione dell’economia dell’arcipelago;
  • l’isola di La Maddalena è la sola deputata ad ospitare i lavori del G8, ma che, essendo l’isola al centro dellerelazioni funzionali e fruitive dell’arcipelago, le ricadute degli interventi preparatori da attivare nei prossimi mesi interesseranno l’intero territorio della Gallura nord-orientale; a livello regionale le istituzioni si sono sinora rivelate in grado di mantenere un equilibrio anche difficile tra le necessità di tutela e le istanze sociali ed economiche provenienti dalla comunità locale;
  • gli eventi del G8 richiedono una capacità ricettiva consistente, di cui La Maddalena al momento non dispone, ma interventi che comportino la cementificazione di nuove porzioni di territorio non devono essere considerati come soluzioni valide né ai fini del G8 né in soccorso all’economia locale, soprattutto perché indeboliscono un sistema territoriale di per sé fragile il cui valore –anche economico- risiede nella conservazione della qualità ambientale;
  • le associazioni ambientaliste si sentono impegnate a dimostrare che un futuro è possibile a La Maddalena anche senza costruire nuovi complessi edilizi, ristrutturando e riutilizzando l’esistente, creando nuovi e stabili posti di lavoro in settori a basso impatto ambientale, provando a migliorare le percentuali d’utilizzo dei posti letto già oggi esistenti, creando occasioni di vacanza che favoriscano la destagionalizzazione e gettando le basi per un’economia che faccia dell’ambiente e della tutela del territorio le sue risorse principali;
  • esiste la consapevolezza che tale alternativa è più difficile da comunicare, forse meno tranquillizzante per una popolazione ansiosa di risposte immediate, ma è l’unica prospettiva possibile e coerente con gli istituti di tutela paesaggistica e ambientale regionali, nazionali e comunitari;
  • la Regione Sardegna può in questa occasione dimostrare che il Piano Paesaggistico Regionale in vigore non solo tutela il territorio ma può essere propedeutico ad un nuovo e diverso sviluppo economico;
  • nei prossimi mesi si giocherà una delle partite più importanti per gli abitanti dell’arcipelago, quelli attuali, ma soprattutto per le generazioni future che si troveranno a fare i conti con un’economia, un ambiente, un assetto urbanistico e una realtà sociale completamente diversa da quella degli ultimi decenni; in tante circostanze i parchi e le aree marine protette hanno ridisegnato il profilo delle piccole isole restituendo loro la giusta dimensione e dignità;
  • l’arcipelago di La Maddalena può diventare un grande laboratorio nazionale per una riconversione sostenibile da una economia militare ad una civile, insieme ad un forte rilancio dello sviluppo ambientale dell’isola, la cui prospettiva non è affatto scontata e ha bisogno di tutta l’attenzione e l’impegno del mondo ambientalista e pacifista per evitare che nell’urgenza di arrivare a una soluzione della crisi attuale si mettano in atto azioni improduttive dal punto di vista economico sul lungo periodo e si producano effetti irreversibili per l’ambiente.

CONSIDERATO CHE:

le associazioni ambientaliste sono state chiamate a dare il loro contribuito ai lavori del Comitato generale di indirizzo istituito per l’avvio delle opere pubbliche da realizzare in vista del G8;

le stesse associazioni si propongono di svolgere il loro ruolo con spirito costruttivo, consapevoli della particolarità del momento e della portata degli eventi che coinvolgeranno l’arcipelago;

CTS, FAI, Legambiente e WWF ritengono indispensabile evidenziare alcuni elementi irrinunciabili di orientamento per gli interventi che saranno realizzati sul territorio di La Maddalena, riassumibili nei seguenti “principi guida”:

- 1. osservanza dei contenuti e delle prescrizioni del Piano Paesaggistico Regionale e in particolare: -tutela e valorizzazione dei beni identitari: la Regione Sardegna definisce i beni identitari (all’art. 5 PPR) come “quelle categorie di immobili, aree e/o valori immateriali, che consentono il riconoscimento del senso di appartenenza delle comunità locali alla specificità della cultura sarda, del suo paesaggio e della sua identità”;

considerato che per l’Arcipelago di La Maddalena il PPR identifica le architetture militari sino alla II guerra mondiale come beni di specifico interesse culturale (tav.3 “Assetto storico-culturale”) che costituiscono beni identitari ai sensi dell’art.48, punto b.1 delle Norme Tecniche di Attuazione, e in attesa della più precisa individuazione e perimetrazione delle aree di salvaguardia cui dovrà provvedere il PUC in fase di adeguamento, gli interventi che interesseranno tali beni dovranno concorrere al perseguimento degli obiettivi di tutela e di valorizzazione fruitiva secondo le prescrizioni di cui all’art.49;

il complesso degli interventi in progetto non devono comportare alcuna deroga al PPR ed al Piano Urbanistico Comunale vigente in adeguamento al PPR;

  1. coerenza e compatibilità con i principi, le finalità e le normative delle aree protette coincidenti col territorio dell’arcipelago, il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e il Sito di Importanza comunitaria;
  2. rafforzamento dei valori culturali e ambientali dell’arcipelago con l’attivazione delle procedure per il riconoscimento del Parco nel patrimonio UNESCO;
  3. rispetto delle procedure necessarie all’approvazione dei progetti e all’avvio delle opere: i pochi mesi a disposizione per la preparazione delle opere necessarie allo svolgimento del G8 potranno richiedere l’abbreviazione dei tempi negli iter di valutazione, approvazione e realizzazione delle opere, ma non dovranno comportare deroghe ai passaggi autorizzativi normati a livello regionale, nazionale, comunitaria ed internazionale; in particolare si ritiene fondamentale il rispetto delle prescrizioni relative alla valutazione degli effetti ambientali derivanti dall’attuazione dei programmi di intervento e alla realizzazione dei singoli progetti;
  4. riqualificazione delle strutture già esistenti: sia in termini di infrastrutture che di edifici, La Maddalena dispone di un consistente patrimonio inutilizzato o sottoutilizzato, realizzato in gran parte per esigenze di tipo militare e attualmente dismesso; secondo un approccio di contenimento dell’occupazione di nuovo suolo e di riqualificazione del territorio urbanizzato, i fabbisogni determinati dallo svolgimento del G8 dovranno essere coperti prioritariamente e prevalentemente tramite riqualificazione materiale e funzionale dell’esistente nel rispetto del contesto culturale e identitario costituito dalle architetture militari;
  5. adozione dei criteri di sostenibilità nei processi di definizione delle strategie di intervento e di progettazione e valutazione delle singole azioni:
    • sostenibilità ambientale: ricorso a tecniche di bioarchitettura e bioclimatica nella realizzazione delle opere edilizie, con particolare attenzione alla risoluzione delle criticità ambientali locali (risparmio della risorsa idrica, riduzione e corretta gestione della produzione dei rifiuti) e al contenimento del contributo potenziale alle criticità globali (interventi a bassa intensità energetica, risparmio energetico, riduzione delle emissioni); in particolare si richiede che l’evento sia progettato per aver un bilancio di emissioni pari a zero e che contempli, quindi, adeguate misure di compensazione quale la piantumazione di alberi
    • sostenibilità economica: inserimento degli interventi nella strategia di riconversione e rilancio del sistema economico locale, con particolare attenzione verso l’avvio di economie stabili, durature e incentrate sulle specificità territoriali; la progettazione degli interventi dovrà essere accompagnata da una valutazione di tipo strategico relativa alle ricadute di lungo periodo sull’economia locale e sui bisogni della comunità residente; soprattutto, dovrà essere preso in considerazione il ruolo potenziale di opere e funzioni nell’ambito di una caratterizzazione dell’arcipelago come meta eco-turistica;
    • sostenibilità sociale: integrazione delle nuove funzioni che si renderanno necessarie per i lavori del G8 nel sistema dei servizi alla popolazione residente, con l’obiettivo di arricchire l’offerta e migliorarne la qualità complessiva; la disponibilità di servizi incide sul senso di appartenenza e di attaccamento al territorio della comunità locale e può costituire elemento di supporto alla valorizzazione turistica dell’arcipelago.

 

Il documento è disponibile in formato PDF (PDF, 49.1 Kb)

[ 19-Ago-2008 ]

 

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