CTS, Legambiente e WWF insieme in vista del G8 della Maddalena
L’arcipelago
di La Maddalena può diventare un grande laboratorio nazionale
per una riconversione sostenibile da una economia militare ad una
civile.
Nell’estate
2009 il comune di La Maddalena ospiterà il lavori del G8. Nei
prossimi mesi, in vista dell’evento, il territorio comunale sarà
teatro di consistenti interventi finalizzati alla realizzazione di
infrastrutture di servizio, all’ampliamento della capacità
ricettiva locale e alla riqualificazione complessiva del territorio
urbanizzato.
PREMESSO
CHE:
- le
associazioni ambientaliste hanno da sempre valutato criticamente la
struttura e l'azione del G8 ma in maniera non preconcetta. Si
ritiene che il ruolo di governo globale debba essere svolto nelle
sedi multilaterali, dando voce a tutti e non solo agli stati
economicamente più potenti. Inoltre si reputa il G8 troppo
focalizzato sulla massima valorizzazione di indicatori di crescita
economica e sulla mancata considerazione (che dovrebbe invece essere
almeno integrata e di pari importanza) di indicatori di carattere
ambientale e sociale;
- per
questo le associazioni hanno svolto da sempre un ruolo di forte
pungolo e di pressione affinchè una sede come il G8 possa
svolgere un ruolo di impulso nell'affrontare le grandi questioni
ambientali e sociali che gravano sulle nostre società, a
partire dalla grande sfida globale dei cambiamenti climatici, senza
sostituirsi alle sedi multilaterali; vanno in particolare risolti
dai Paesi più ricchi i problemi che gravano sulle fasce più
deboli e disagiate delle popolazioni che vivono nella povertà,
nella fame e in situazioni indegne per una vita umana, partendo
dalla disponibilità di leve economiche e finanziarie dei
Paesi che lo compongono;
- le
associazioni ambientaliste ritengono inoltre il G8, come oggi si
compone, una struttura sempre più obsoleta e, purtroppo,
incapace di rispondere con le azioni necessarie alle grandi sfide
planetarie, sempre più complesse ed articolate;
- le
stesse associazioni ritengono invece importante il ruolo che il
mondo ambientalista può svolgere limitatamente al tema degli
interventi (edilizi, infrastrutturali, ecc.) che eventi della
portata del G8 comportano nelle località ospitanti, al fine
di contenere i possibili effetti ambientali negativi delle opere;
- l’Arcipelago
di La Maddalena è un territorio di pregio dal punto di vista
ambientale, dotato di caratteristiche rare e peculiari riconosciute
tramite l’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La
Maddalena e l’individuazione dello stesso territorio come Sito di
Interesse Comunitario;
- il
territorio del Parco Nazionale ora attraversa una fase di crisi e
potrebbe esserne definitivamente compromessa la prospettiva
ambientale da un impatto territoriale negativo del G8;
- il
sistema economico locale vive un periodo di crisi e incertezza
determinato dal progressivo alleggerimento della presenza militare
italiana e, soprattutto, dalla chiusura della base militare
statunitense, mentre i flussi turistici rimangono confinati nella
stagione balneare;
- tanto
le istituzioni quanto l’imprenditoria locale ravvisano nella
valorizzazione turistica del territorio una delle possibilità
concrete per la riconversione dell’economia dell’arcipelago;
- l’isola
di La Maddalena è la sola deputata ad ospitare i lavori del
G8, ma che, essendo l’isola al centro dellerelazioni funzionali e
fruitive dell’arcipelago, le ricadute degli interventi preparatori
da attivare nei prossimi mesi interesseranno l’intero territorio
della Gallura nord-orientale; a livello regionale le istituzioni si
sono sinora rivelate in grado di mantenere un equilibrio anche
difficile tra le necessità di tutela e le istanze sociali ed
economiche provenienti dalla comunità locale;
- gli
eventi del G8 richiedono una capacità ricettiva consistente,
di cui La Maddalena al momento non dispone, ma interventi che
comportino la cementificazione di nuove porzioni di territorio non
devono essere considerati come soluzioni valide né ai fini
del G8 né in soccorso all’economia locale, soprattutto
perché indeboliscono un sistema territoriale di per sé
fragile il cui valore –anche economico- risiede nella
conservazione della qualità ambientale;
- le
associazioni ambientaliste si sentono impegnate a dimostrare che un
futuro è possibile a La Maddalena anche senza costruire nuovi
complessi edilizi, ristrutturando e riutilizzando l’esistente,
creando nuovi e stabili posti di lavoro in settori a basso impatto
ambientale, provando a migliorare le percentuali d’utilizzo dei
posti letto già oggi esistenti, creando occasioni di vacanza
che favoriscano la destagionalizzazione e gettando le basi per
un’economia che faccia dell’ambiente e della tutela del
territorio le sue risorse principali;
- esiste
la consapevolezza che tale alternativa è più difficile
da comunicare, forse meno tranquillizzante per una popolazione
ansiosa di risposte immediate, ma è l’unica prospettiva
possibile e coerente con gli istituti di tutela paesaggistica e
ambientale regionali, nazionali e comunitari;
- la
Regione Sardegna può in questa occasione dimostrare che il
Piano Paesaggistico Regionale in vigore non solo tutela il
territorio ma può essere propedeutico ad un nuovo e diverso
sviluppo economico;
- nei
prossimi mesi si giocherà una delle partite più
importanti per gli abitanti dell’arcipelago, quelli attuali, ma
soprattutto per le generazioni future che si troveranno a fare i
conti con un’economia, un ambiente, un assetto urbanistico e una
realtà sociale completamente diversa da quella degli ultimi
decenni; in tante circostanze i parchi e le aree marine protette
hanno ridisegnato il profilo delle piccole isole restituendo loro la
giusta dimensione e dignità;
- l’arcipelago
di La Maddalena può diventare un grande laboratorio nazionale
per una riconversione sostenibile da una economia militare ad una
civile, insieme ad un forte rilancio dello sviluppo ambientale
dell’isola, la cui prospettiva non è affatto scontata e ha
bisogno di tutta l’attenzione e l’impegno del mondo
ambientalista e pacifista per evitare che nell’urgenza di arrivare
a una soluzione della crisi attuale si mettano in atto azioni
improduttive dal punto di vista economico sul lungo periodo e si
producano effetti irreversibili per l’ambiente.
CONSIDERATO
CHE:
le
associazioni ambientaliste sono state chiamate a dare il loro
contribuito ai lavori del Comitato generale di indirizzo istituito
per l’avvio delle opere pubbliche da realizzare in vista del G8;
le
stesse associazioni si propongono di svolgere il loro ruolo con
spirito costruttivo, consapevoli della particolarità del
momento e della portata degli eventi che coinvolgeranno l’arcipelago;
CTS,
FAI, Legambiente e WWF ritengono indispensabile evidenziare alcuni
elementi irrinunciabili di orientamento per gli interventi che
saranno realizzati sul territorio di La Maddalena, riassumibili nei
seguenti “principi guida”:
-
1. osservanza dei contenuti e delle prescrizioni del Piano
Paesaggistico Regionale e in particolare: -tutela e valorizzazione
dei beni identitari: la Regione Sardegna definisce i beni identitari
(all’art. 5 PPR) come “quelle categorie di immobili, aree e/o
valori immateriali, che consentono il riconoscimento del senso di
appartenenza delle comunità locali alla specificità
della cultura sarda, del suo paesaggio e della sua identità”;
considerato
che per l’Arcipelago di La Maddalena il PPR identifica le
architetture militari sino alla II guerra mondiale come beni di
specifico interesse culturale (tav.3 “Assetto storico-culturale”)
che costituiscono beni identitari ai sensi dell’art.48, punto b.1
delle Norme Tecniche di Attuazione, e in attesa della più
precisa individuazione e perimetrazione delle aree di salvaguardia
cui dovrà provvedere il PUC in fase di adeguamento, gli
interventi che interesseranno tali beni dovranno concorrere al
perseguimento degli obiettivi di tutela e di valorizzazione fruitiva
secondo le prescrizioni di cui all’art.49;
il
complesso degli interventi in progetto non devono comportare alcuna
deroga al PPR ed al Piano Urbanistico Comunale vigente in adeguamento
al PPR;
-
coerenza e compatibilità con i principi, le finalità e
le normative delle aree protette coincidenti col territorio
dell’arcipelago, il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La
Maddalena e il Sito di Importanza comunitaria;
- rafforzamento dei valori culturali e ambientali dell’arcipelago
con l’attivazione delle procedure per il riconoscimento del Parco
nel patrimonio UNESCO;
- rispetto delle procedure necessarie all’approvazione dei progetti
e all’avvio delle opere: i pochi mesi a disposizione per la
preparazione delle opere necessarie allo svolgimento del G8 potranno
richiedere l’abbreviazione dei tempi negli iter di valutazione,
approvazione e realizzazione delle opere, ma non dovranno comportare
deroghe ai passaggi autorizzativi normati a livello regionale,
nazionale, comunitaria ed internazionale; in particolare si ritiene
fondamentale il rispetto delle prescrizioni relative alla
valutazione degli effetti ambientali derivanti dall’attuazione dei
programmi di intervento e alla realizzazione dei singoli progetti;
- riqualificazione delle strutture già esistenti: sia in
termini di infrastrutture che di edifici, La Maddalena dispone di un
consistente patrimonio inutilizzato o sottoutilizzato, realizzato in
gran parte per esigenze di tipo militare e attualmente dismesso;
secondo un approccio di contenimento dell’occupazione di nuovo
suolo e di riqualificazione del territorio urbanizzato, i fabbisogni
determinati dallo svolgimento del G8 dovranno essere coperti
prioritariamente e prevalentemente tramite riqualificazione
materiale e funzionale dell’esistente nel rispetto del contesto
culturale e identitario costituito dalle architetture militari;
- adozione dei criteri di sostenibilità nei processi di
definizione delle strategie di intervento e di progettazione e
valutazione delle singole azioni:
- sostenibilità
ambientale: ricorso a tecniche di bioarchitettura e bioclimatica
nella realizzazione delle opere edilizie, con particolare
attenzione alla risoluzione delle criticità ambientali
locali (risparmio della risorsa idrica, riduzione e corretta
gestione della produzione dei rifiuti) e al contenimento del
contributo potenziale alle criticità globali (interventi a
bassa intensità energetica, risparmio energetico, riduzione
delle emissioni); in particolare si richiede che l’evento sia
progettato per aver un bilancio di emissioni pari a zero e che
contempli, quindi, adeguate misure di compensazione quale la
piantumazione di alberi
- sostenibilità
economica: inserimento degli interventi nella strategia di
riconversione e rilancio del sistema economico locale, con
particolare attenzione verso l’avvio di economie stabili,
durature e incentrate sulle specificità territoriali; la
progettazione degli interventi dovrà essere accompagnata da
una valutazione di tipo strategico relativa alle ricadute di lungo
periodo sull’economia locale e sui bisogni della comunità
residente; soprattutto, dovrà essere preso in considerazione
il ruolo potenziale di opere e funzioni nell’ambito di una
caratterizzazione dell’arcipelago come meta eco-turistica;
- sostenibilità
sociale: integrazione delle nuove funzioni che si renderanno
necessarie per i lavori del G8 nel sistema dei servizi alla
popolazione residente, con l’obiettivo di arricchire l’offerta
e migliorarne la qualità complessiva; la disponibilità
di servizi incide sul senso di appartenenza e di attaccamento al
territorio della comunità locale e può costituire
elemento di supporto alla valorizzazione turistica dell’arcipelago.
Il documento è disponibile in formato PDF (PDF, 49.1 Kb)
[
19-Ago-2008
]