16 Marzo 2010
28 febbraio - 1 marzo: un week-end per vivere la neve dalla parte della montagna.
Ogni anno un fiume di denaro viene investito per ammodernare impianti e piste da sci, centinaia di milioni che producono spesso gravi danni ambientali in aree vulnerabili e di grande pregio naturalistico. Per realizzare una nuova pista da sci occorre abbattere foreste, spianare e spietrare pascoli e torbiere; per far girare gli impianti di risalita occorre consumare enormi quantità di energia elettrica; per fare arrivare i turisti occorrono sempre nuove strade che devastano i fondovalle e creano congestione ed inquinamento nei centri abitati; per ospitarli vengono costruite tante, troppe seconde case e colate di cemento. Vale la pena sottolineare che gran parte degli analisti dei fenomeni turistici concorda sul fatto che la ‘monocoltura dello sci’ rappresenta una vera iattura non solo per i danni ambientali che essa comporta, ma anche sotto il profilo economico, per l’eccessiva dipendenza da una domanda molto concentrata stagionalmente, per la forte suscettibilità alla variabilità climatica, per gli elevati costi di gestione delle strutture (si pensi alla ‘bolletta’ energetica e idrica degli impianti di innevamento), ed anche per una mutazione avvenuta nei turisti, che sempre più si aspettano di associare altre opportunità al tempo dedicato allo sci: dall’escursionismo ai programmi culturali, dagli itinerari enogastronomici a quelli artistici, dal benessere al termalismo, fino ad arrivare alle aspettative di ‘socializzazione’ e di reciprocità dello scambio con le comunità ospitanti.
E’ tutta questione di stili di vita. Siamo consumatori esigenti e difficili, a noi la vita piace leggera e ricca. Il turismo che ci piace è quello che non danneggia la sua materia prima, la qualità dell'ambiente montano. Un turismo dolce sulle Alpi italiane organizzato dai circoli Legambiente che con Nevediversa, ripropongono ogni anno l’opportunità non solo per stare insieme, ma anche per affermare che si può sviluppare un'idea di turismo invernale meno invadente e più rispettosa degli spazi naturali e dei delicati equilibri del paesaggio culturale della montagna italiana. Un fine settimana che non prende in considerazione gli impianti di sci da discesa, ma passeggiate con le ciaspole, oppure con scarponi, ma anche sci da fondo. Un modo tranquillo per visitare centri e borghi storici, per realizzare percorsi d'interesse naturalistico e culturale nelle aree protette per farci, alla fine accogliere dal caldo di un rifugio alpino per chiacchierare fino a notte fonda. Tutto questo lo faremo senza prendere l’automobile, ci faremo trasportare dai mezzi pubblici per guardare il paesaggio dai finestrini senza timore di sbandare.
Gli appuntamenti di Nevediversa 2009
[ 13-Jan-2009 ]
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