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2 Settembre 2010

termografiaPagella energetica agli edifici per combattere i mutamenti climatici

Grazie a una particolare tecnologia, le termografie, abbiamo fotografato le dispersione di calore degli edifici di quattro città italiane. Molto interessante il risultato: se un edificio è adeguatamente relizzato, sono centinaia gli euro in meno ogni anno in bolleta per le famiglie , migliaia per gli edifici pubblici. Risparmiare energia è il primo passo nella lotta ai mutamenti climatici e verso l'adempimento degli obiettivi di Kyoto. Occorre che il Governo introduca quanto prima la certificazione energetica degli edifici.

 

Come si può descrivere in maniera semplice e comprensibile gli sprechi energetici di un edificio, le ragioni per cui si spende tanto di bolletta del riscaldamento, perché da una parete arriva freddo, caldo, umidità? Ci abbiamo provato, in collaborazione con Edison, utilizzando le cosiddette Termografie, elaborate con macchine fotografiche che rilevano le temperature superficiali delle pareti andando a mostrare problemi di dispersione e inefficienze tali da permettere di distinguere un edificio adeguatamente realizzato da uno “bocciato” dal punto di vista energetico. La differenza non è piccola, la termografia permette di visualizzare il “funzionamento” delle pareti e quindi di capire se un edificio è ben costruito, se avrà bisogno di un minor utilizzo di energia per il riscaldamento d’inverno e di energia per il condizionamento dell’aria d’estate. In un edificio ben isolato si può arrivare a spendere fino a un quarto in termini di bolletta energetica, con un risparmio che per una famiglia vuol dire centinaia di euro, per edifici di uffici migliaia di euro ogni anno.

 

Legambiente ha “termofotografato” nuovi edifici per abitazioni e edifici pubblici per uffici in 4 città: Roma, Firenze, Milano, Bolzano. Il risultato è molto interessante e mostra come possano esserci difetti macroscopici oppure soluzioni perfette che determinano differenti livelli di comfort e di spesa per chi ci vive e li utilizza.

La pagella energetica

Partiamo dalle abitazioni. Sono stati presi in considerazione edifici per abitazioni costruiti recentemente, tutti di ottima qualità a vederli da fuori, “costosi” per chi li ha comprati e apparentemente simili. Ma usando le termografie si possono vedere chiaramente difetti e pregi.

A Milano sono stati fotografati edifici recenti realizzati nel quartiere Bicocca. Le termografie permettono di evidenziare problemi assolutamente invisibili dall’esterno, quali ad esempio con la presenza di ponti termici creati dalla struttura in cemento armato, dai cassonetti degli avvolgibili, dai balconi che non sono stati isolati correttamente e che quindi creano una “via preferenziale” del  calore verso l’esterno.

A Firenze gli edifici presi in considerazione sono nella zona di Novoli, dove si trova è la sede della Regione e si è realizzato un ampio intervento di riqualificazione urbana con edifici residenziali ed edifici universitari. Anche in questo caso le termografie permettono di vedere insospettabili difetti negli edifici, invisibili ad occhio nudo, soprattutto perché parliamo di interventi recenti. I principali punti deboli nelle costruzioni si rilevano nei solai e nelle strutture in cemento armato non isolate e che quindi evidenziano un ponte termico rilevante.

A Roma, le foto sono state realizzate su edifici residenziali della periferia Sud di Roma (Malafede, Quartiere Caltagirone). Le termografie consentono di evidenziare un difetto costruttivo nel punto d’incontro tra il terrazzo e la parete dell’appartamento. Senza un attento isolamento si viene a creare un ponte termico che ha effetti particolarmente rilevanti in termini di dispersioni e quindi di minore comfort nell’abitazione.

A Bolzano è stato scelto un edificio che è certificato energeticamente di Classe A, secondo la procedura CasaClima adottata nel 2002 dal Comune. Le termografie confermano la validità della procedura, basta vedere le immagini per verificare come i difetti rilevati negli edifici di Milano, Firenze, Roma non siano in questo caso presenti: la parete ha una temperatura esterna praticamente omogenea (a parte alcuni limitati punti in cui si può intravedere la presenza degli avvolgibili). Impressionante è la differenza con l’edificio accanto, più antico e non certificato, in cui sono chiaramente leggibili molti difetti e ponti termici nelle facciate.

Per capire le differenze per chi vi abita, a Bolzano le pareti hanno caratteristiche omogenee, per cui l’isolamento permette di evitare anche ponti termici limitando al massimo il passaggio del freddo d’inverno e del caldo d’estate. In questo modo si possono ridurre i costi del riscaldamento e del raffrescamento. Per fare un esempio, un edificio con queste caratteristiche (ad esempio con il sistema CasaClima edificio di Classe A) ha bisogno di circa 30 kWh/mq anno per il riscaldamento (paragonabile alla capacità di 3 litri di gasolio per riscaldare efficientemente per un anno la superficie di 1 m²), rispetto ad un edificio nuovo di Classe C che ha bisogno di circa 70 kWh/mq anno ed un edificio esistente, mediamente classificabili nella classe E  che ha bisogno di circa 120 kWh/mq anno

Ed i costi? Mediamente si considera che la spesa aggiuntiva per un intervento di questo tipo sia del 5-9% in più, ma considerando che il prezzo di costruzione è circa 1/3 o ¼ del valore delle abitazioni prese in considerazione si capisce dal risparmio che si realizza come avere edifici ben costruiti convenga anche da un punto di vista economico.

 

Parliamo invece degli edifici per uffici. Sono state prese in considerazioni le sedi delle Regioni Lombardia, Toscana e Lazio, la nuova sede degli uffici della Provincia di Bolzano.

Le tre sedi regionali di Milano, Firenze, Roma sono molto simili come architetture e anche da un punto di vista energetico. Le termografie mettono in mostra un comportamento termico praticamente disastroso, nel senso che è difficile distinguere differenze tra le superfici vetrate (che sono notoriamente il punto debole degli edifici per la dispersione del calore) e le pareti. Il che vuol dire che il comportamento delle superfici perimetrali è tale da obbligare ad un uso spinto dell’impiantistica per recuperare d’inverno attraverso il riscaldamento le dispersioni delle pareti e invece d’estate attraverso l’utilizzo di condizionatori un po’ di fresco.

L’edificio preso in considerazione a Bolzano sede degli Uffici della Provincia è stato costruito recentemente ed è certificato di Classe A. Le termografie confermano il comportamento ottimale, con una parete assolutamente omogenea dal punto di vista delle temperature, in cui non si evidenziano i ponti termici nel passaggio dei solai o all’altezza delle finestre. Solo le finestre appaiono di un colore diverso, perché naturalmente hanno capacità meno isolanti rispetto ad una parete; tuttavia anche le superfici vetrate sono certificate e quindi assumono una funzione isolante molto rilevante rispetto a un edificio tradizionale.

La diretta conseguenza di questi comportamenti si può stimare in circa il doppio dei consumi (consumo stimato su una superficie di 100 mq ed un costo del metano a 0,68 €/mc) un risparmio consistente nella bolletta della gestione dell’edificio. E’ importante ricordare che le Regioni hanno un ruolo importante in questa materia, sia in termini di buon esempio nei propri edifici che per la responsabilità che condividono con lo Stato nel definire le regole in materia.

Cosa fare?

In primo luogo occorre che il Governo introduca quanto prima la certificazione energetica degli edifici. E’ questa la strada che l’Unione Europea sta spingendo per migliorare l’efficienza energetica in edilizia (Direttiva 2002/91 CE). In pratica mancano solo i Decreti attuativi del Dlgs 192/05 che ha recepito la direttiva europea, ma intanto è tutto fermo, si continua a costruire con i soliti difetti energetici. Purtroppo i segnali che il Governo ha mandato fino ad ora sono negativi. A Luglio 2008 il governo ha abrogato le norme che prevedevano di allegare agli atti di compravendita l’attestato di certificazione energetica  - e anche la nullità dell’atto in caso di assenza – e per i proprietari di consegnare agli affittuari copia del certificato energetico. Mentre nulla si sa dei Decreti attuativi ne di impegni all’introduzione della certificazione. Quando sarà entrato pienamente in vigore il Dlgs 192/2005 tutti i nuovi edifici dovranno rientrare all’interno di una classificazione e soddisfare gli standard minimi definiti dal decreto, differenti secondo le aree geografiche.

La seconda mossa è quella che il nuovo Presidente degli Stati Uniti ha già messo in cantiere, avviare un vasto programma di riqualificazione energetica di tutti gli edifici pubblici per ridurre i consumi e le emissioni, creare lavoro e un effetto emulazione che porti a rivedere le tecniche costruttive nella direzione di una maggiore efficienza energetica.

Perché è importante?

Se si considera che i consumi legati agli usi civili rappresentano circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% dei consumi energetici totali in Italia (fonte: Ministero dello Sviluppo Economico, Bilancio Energetico Nazionale 2005) e che l’Unione Europea ha fissato degli obiettivi ambiziosi al 2020 che riguardano le emissioni di anidride carbonica (-20%), l’efficienza energetica (miglioramento del 20%), le fonti rinnovabili (20% dei consumi) diventa fondamentale intervenire sugli edifici. Inoltre questa strada di innovazione energetica nel settore delle costruzioni può offrire una concreta risposta all’aumento della spesa energetica delle famiglie ma anche una prospettiva di innovazione per il settore delle costruzioni.

Risultati a portata di mano

Questa indagine mostra la possibilità di realizzare edifici in cui si vive bene, dove a parità di comfort si può ridurre sensibilmente la spesa per il riscaldamento invernale e fare a meno dei condizionatori d’estate. Non è fantascienza, non ci sono aumenti esponenziali dei costi. Perlopiù si tratta di recuperare saperi troppo frettolosamente abbandonati nella costruzione degli edifici. Il passo in più sarà innestare le più moderne tecnologie dentro progetti di edifici in cui si presta una grande attenzione al naturale contributo del sole, dei venti, delle ombre, delle aree libere perché possono migliorare sensibilmente la qualità dell’abitare.

La termografia ad infrarossi viene generalmente utilizzata al fine di rilevare le temperature superficiali delle pareti evidenziando difetti di isolamento termico (ed anche acustico, perché dove passa il calore passano anche le onde sonore) e consente di avere una visione completa della qualità degli edifici da un punto di vista termico. L’esito della termografia consente di evidenziare carenze di isolamento termico (quindi criticità energetiche) e mettere in condizioni l’utente di intervenire in maniera puntuale sui punti deboli oppure mettere in condizione il certificatore di prendere in considerazione nella stesura dell’attestato vizi occulti che portano al potenziale peggioramento della classe dell’edificio. Un isolamento scarso e non corretto porta in molti casi alla formazione della condensa, della muffa all’interno dei locali ed a situazioni che si tradurranno nel tempo in deterioramento con conseguenti elevati costi di riparazione. Pertanto il lavoro fatto non ha lo scopo di determinare il consumo degli edifici fotografati ma quello di evidenziare da un punto di vista qualitativo (dispersioni di calore) lo stato degli edifici stessi. Indicativamente tutte le foto sono state fatte in condizioni climatiche molto simili. Si definisce ponte termico quell’elemento dell’edificio che presenta caratteristiche termiche significativamente diverse da quelle circostanti. In particolare un ponte termico consente flussi di calore più rapidi incidendo così negativamente sull'isolamento di un edificio perché costituisce una via privilegiata per gli scambi di calore da e verso l'esterno. Le cause possono essere discontinuità tra materiali (ad esempio fra muratura e struttura in cemento armato), discontinuità geometriche (ad esempio angoli e sporgenze), discontinuità e riduzione nell'isolamento (ad esempio cassonetti degli avvolgibili, ecc). I ponti termici non sono una fatalità ma sono segno di cattiva e non attenta progettazione e/o esecuzione dell’isolamento, quindi evitabili a priori con un minimo di cura da parte di progettisti e maestranze.

 

 

[ 17-Feb-2009 ]

 

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