12 Marzo 2010
Una porta apertaIl progetto permette a giovani Rom dell’Europa orientale di beneficiare delle stesse opportunità di mobilità che vengono offerte a tutti i giovani europei attraverso il programma Gioventù (Servizio Volontario Europeo e scambi giovanili). Al tempo stesso dei giovani non Rom (gdje), partono come volontari per progetti in comunità e gruppi Rom nei paesi dell’est europeo, completando così lo scambio e la conoscenza reciproca.
Legambiente ha invito in questi anni 5 giovani italiani in progetti in Romania e Albania, mentre ha accolto finora 21 giovani Rom e altri sono in arrivo. Questi giovani provengono da situazioni diverse, sia per il paese di origine (Slovacchia, Ungheria, Romania, Ucraina, Albania, ecc.) sia per condizione personale. Ci sono giovani con una buona scolarizzazione provenienti da centri urbani significativi e altri di bassa istruzione e difficile situazione sociale residenti in comunità rurali. In genere la condizione dei Rom nei paesi dell’est è migliore (sarebbe difficile che fosse peggiore…) di quella che viviamo in Italia, ma certo discriminazione e difficoltà per trovare lavoro rimangono grossi problemi da affrontare.
Legambiente è stata chiamata a partecipare a questo programma da altre organizzazioni europee proprio perché aveva da offrire progetti di volontariato ambientale. Questo perché da un lato le attività proposte di lavoro pratico sono più facilmente condivisibili anche in assenza di una perfetta comunicazione linguistica, e dall’altro permetto ai giovani Rom di entrare in contatto con le tematiche ambientali, in generale sottovalutate nei paesi dell’Europa orientale e certo lontane dalle priorità quotidiane delle comunità Rom. I ragazzi e le ragazze Rom, dopo alcuni giorni di orientamento e prima formazione linguistica a Roma, raggiungonole destinazioni dei progetti. La maggior parte dei giovani Rom non è mai uscito dal proprio paese e spesso nemmeno dalla propria comunità. Già l’esperienza all’estero si trasforma per loro in un momento formativo molto significativo: ma il fatto di essere inseriti in un progetto di volontariato, con dei compiti quotidiani di utilità e delle aspettative per il loro operato rappresenta una forte spinta all’autostima e alla crescita personale.
Si sono sperimentate varie formule per accogliere questi giovani: sia progetti di vari mesi (fino a 10 mesi di permanenza) e progetti brevi. I risultati sono stati in genere di buon livello, con le caratteristiche del caso, ma non sono mancati fallimenti con rientri repentini, quando alcuni giovani Rom, nonostante la preparazione, non hanno resistito alle sollecitazioni di un’esperienza comunque di forte impatto. La famiglia ha un ruolo importante per loro e in alcuni casi i giovane è stato costretto a rientrare perché la famiglia ne invocava la presenza.
L’impatto è comunque positivo sugli attivisti di Legambiente che li ospitano, oltre che sulla comunità in genere. Non è certo scontato che un ambientalista sia anche automaticamente anti-razzista, e quante volte sentiamo dire :”Io non sono razzista, ma con i Rom…”. La costante e sempre rinvigorita campagna di discriminazione e criminalizzazione nei confronti di Rom e Sinti in Italia non può lasciare indifferente Legambiente e il progetto permette una possibilità concreta, su piccola scala, di confronto con i pregiudizi nostri e degli “altri”. Un mondo sostenibile al 100% dal punto di vista ambientale, no sarebbe comunque perfetto se fosse abitato in prevalenza da razzisti e guerrafondai. Per questo Legambiente deve esserci anche in progetti sociali e culturali, visto che la difesa dell’ambiente è innanzitutto una scelta culturale.
Nel 2009 proviamo un nuovo esperimento: accoglienza di piccoli gruppi omogenei, possibilmente con un accompagnatore almeno per i primi giorni, per 3 o 4 settimane. I giovani rimangono alcuni giorni a Roma per un primo avviamento alla lingua italiana e un orientamento a Legambiente e all’Italia in genere, e poi si portano su dei progetti di nostri circoli per sperimentare il lavoro ambientale, sia come volontariato attivo che come informazione e sensibilizzazione per il pubblico. Al termine delle 3 settimane è possibile che qualcuno dei partecipanti possa rimanere più a lungo, se ci sono le condizioni in loco e se ha mostrato un buon grado di inserimento nel progetto personale e motivazionale.
Il primo gruppo di 6 ragazzi slovacchi e un ucraino è arrivato a metà aprile ed è ospitato dai circoli di Eboli, Paestum e Giffoni nel salernitano. Gabriel, Jaro, Miro, Peter, Andrej, Stefan, Bartolomej stanno dando il loro contributo per la manutenzione delle aree protette della costa e per le tante attività quotidiane di ripristini ambientale, ma anche nelle giornate delle campagne nazionali di Legambiente. Un secondo gruppo (di giovani ucraini) arriverà verso metà maggio mentre un terzo gruppo (dall’Ungheria) è previsto per giugno. C’è inoltre ancora la possibilità per giovani volontari di Legambiente di prendere parte per alcuni mesi a progetti in Ucraina, Ungheria, Romania, Albania.
La porta rimane aperta!
Per ulteriori informazioni p.maddonni@legambiente.eu tel. 0686268330
[ 18-Mag-2009 ]
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